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Progetto C. 898 - Sezione 714 “Impianti di illuminazione situati all\'aperto”

Pubblicato: 13 settembre 2012 Categoria: Guide e approfondimenti
Questo progetto andrà a sostituire e mandare così in soffitta la attuale norma CEI 64-7 dedicata agli impianti di illuminazione pubblica, ed estenderà il suo campo di applicazione a tutti gli impianti di illuminazione fissi (comprensivi degli apparecchi di illuminazione, delle condutture e degli accessori) situati in area esterna agli edifici.

Esempi di applicazione sono gli impianti di illuminazione di strade, giardini, parchi, impianti sportivi, monumenti, palazzi storici cabine telefoniche, fermate di autobus, insegne pubblicitarie, cartelli stradali, mappe di città, etc. La nuova norma però non si applicherà a quegli apparecchi che sono si all’esterno di un edificio, ma sono alimentati direttamente tramite le condutture interne all’edificio stesso. Allo stesso modo non si applicherà a quegli impianti che non sono fissi, come le catene luminose temporanee, e a quei casi per i quali esiste già una normativa specifica (es. fontane per le quali vige la norma CEI 64-8/702, impianti semaforici per le quali vige la norma 214-9).

Come in tutte le norme le definizioni servono per inquadrare in maniera più definita il problema:

  • Impianto elettrico di illuminazione esterna: complesso formato dalle linee di alimentazione, dai sostegni degli apparecchi di illuminazione e dalle apparecchiature, destinato a realizzare l’illuminazione di aree esterne;

  • Origine dell’impianto elettrico di illuminazione esterna: punto di consegna dell’energia elettrica da parte del distributore o origine del circuito che alimenta esclusivamente l’impianto di illuminazione esterno;

  • Area esterna: qualsiasi area, quali strade, giardini, parchi, impianti sportivi, posta all’aperto o comunque esposta all’azione degli agenti atmosferici. Si considerano come aree esterne le gallerie stradali o pedonali, i portici ed i sottopassi;

  • Apparecchio di illuminazione: apparecchio che distribuisce, filtra o trasforma la luce trasmessa da una o più lampade e che comprende tutte le parti necessarie a sostenere, fissare proteggere le lampade, e, se necessario i circuiti ausiliari e i dispositivi di connessione all’alimentazione. Non fa ovviamente parte dell’apparecchio di illuminazione la o le lampade;

Fra le varie prescrizioni proposte, vediamo le più significative.

  • Linee di alimentazione: l’alimentazione degli apparecchi può avvenire attraverso linee aeree esterne (rispondenti alla norma CEI 11-4) o attraverso linee in cavo interrate (rispondenti alla norma CEI 11-17). Se l’alimentazione è a tensione superiore ai 1000 V occorre rispondere anche alla norma CEI 11-1;

  • Protezione contro i fulmini: i sostegni non sono generalmente considerati come struttura metallica di notevoli dimensioni, e quindi non necessitano della protezione dai fulmini. In casi particolari in cui ci possono essere dubbi (es. torri faro) si fa riferimento come sempre alle norme CEI 81-1 e CEI 81-4;

  • Protezione contro i contatti diretti: oltre all’isolamento è consentito anche proteggere attraverso barriere o involucri. Gli apparecchi elettrici posti ad una altezza inferiore ai 2,50 m (a portata di mano) deve essere impedito attraverso l’installazione in involucri chiusi ed apribili solo con l’uso di una chiave o di attrezzo. La protezione deve essere assicurata anche nel caso di quadri aperti, utilizzando componenti che, per costruzione o installazione, assicurino un grado di protezione almeno IP2X o IPXXB, oppure utilizzando barriere o involucri;

  • Protezione contro i contatti indiretti:

    • Se si utilizza il metodo dell’interruzione automatica dell’alimentazione, si raccomanda di utilizzare interruttori differenziali con corrente di intervento non superiore ai 30 mA. Si fa notare però che l’utilizzo di un solo dispositivo differenziale a monte dell’impianto, implica in caso di guasto, il venir meno di tutta l’illuminazione causando gravi disagi. L’impianto di terra può anche essere realizzato con dispersori indipendenti (es. un picchetto per ogni palo non collegati fra loro), a patto che le masse non siano simultaneamente accessibili e che per soddisfare la condizioni Ra x Ia <= 50, venga considerato il valore più elevato di resistenza di terra dei singoli dispersori. Un’ultima importante nota: non è necessario collegare alla terra dell’impianto di illuminazione le strutture metalliche, quali recinti, griglie, etc., che sono situati in prossimità dei sostegni;
    • É possibile utilizzare anche il metodo dell’utilizzo di componenti di classe II: in questo caso non deve essere ovviamente previsto alcun conduttore di protezione e non devono esserci collegamenti a terra;
    • Non è possibile utilizzare i metodi di protezione mediante luoghi non conduttori e mediante collegamento equipotenziale locale non connesso a terra;
    • La protezione contro i contatti indiretti può essere omessa nei seguenti casi:
      • Utilizzo di pali di cemento armato con armatura metallica non disponibile;
      • Utilizzo di mensole a muro per isolatori di linee aeree, quando fuori dalla portata di mano;
    • Nel caso particolare in cui i sostegni utilizzati per l’illuminazione esterna sorreggano anche linee elettriche aeree adibite ad altri servizi, per queste altre linee occorre fare riferimento alla norma CEI 11-4;

  • Scelta e protezione degli apparecchi: tutti i componenti elettrici devono presentare, una volta installati, un grado di protezione minimo IP33, con l’eccezione degli apparecchi di illuminazione, che, se posti a più di 2,50 m dal suolo in ambienti non problematici, possono avere un grado anche IP23. Per i componenti interrati o installati in pozzetti occorre un grado di protezione IP57, mentre per gli apparecchi di illuminazione in galleria IPX5; questi valori possono essere più elevati, se l’installazione avviene in luoghi con presenza di spruzzi di acqua marina;

  • Caduta di tensione: vale la regola generale del rispetto del 4%, con l’eccezione che, se il circuito è di lunghezza superiore ai 100 m, la caduta di tensione può essere anche del 5%, compatibilmente con le indicazioni del committente dell’impianto e con le caratteristiche delle lampade utilizzate;

Il progetto di norma termina con quattro allegati, dedicati rispettivamente a:

Allegato A: Impianti di illuminazione in serie

  • Vengono definite le caratteristiche elettriche che devono possedere gli impianti di illuminazione nei quali i centri luminosi sono collegati in serie fra loro. L’alimentazione, come noto, deve avvenire attraverso un trasformatore a corrente costante, ed è questa una condizione ormai inusuale, se non in qualche vecchio impianto di illuminazione pubblica o nell’illuminazione aeroportuale;



Allegato B: Caratteristiche meccaniche dei pali di illuminazione

  • Viene qui stabilito che i pali di sostegno devono essere conformi alla norma UNI EN 40, e soprattutto vengono fornite indicazioni sui distanziamenti dei pali dalle sedi stradali e dalle linee elettriche aeree:

    • Barriere di sicurezza e distanziamenti dalla sede stradale: i pali di illuminazione devono essere protetti con barriere di sicurezza o distanziati opportunamente dai limiti della carreggiata in modo da garantire accettabili condizioni di sicurezza stradale. Per i limiti viene segnalata la consultazione dei seguenti documenti legislativi: DM 3/6/98, DM 18/02/92 n.223 e DM 15/10/96. La posa dei pali deve anche rispettare il DM 236/89 sul superamento delle barriere architettoniche, il quale impone che, allo scopo di consentire il passaggio di persone su sedie a rotelle, i sostegni devono essere posizionati in modo che il percorso pedonale abbia larghezza di almeno 90 cm;

    • Distanziamenti dalle linee elettriche aeree esterne:
      • Se la linea è con conduttori nudi e di classe 0 o 1 (<= 1000 V) la distanza deve essere di almeno 1 m;
      • Se la linea è in cavo aereo e di classe 0 o 1 (<= 1000 V) la distanza deve essere di almeno 0,5 m. Stessa distanza se la linea, qualunque essa sia, si trova all\'interno di un centro abitato;
      • Se la linea è di classe II o III (> 1000 V) la distanza deve essere pari ad almeno (3 + 0,015U) se realizzata con conduttori nudi ed almeno pari a (1 + 0,015U) se realizzata con cavo aereo (o anche con conduttori nudi se c’è l’accordo con i proprietari). U è la tensione nominale della linea espressa in kV.

     

Allegato C: Dati utili per la realizzazione dell’impianto

  • Per la progettazione dell’impianto di illuminazione esterna, occorre avere i seguenti elementi:

    • Planimetria con indicazione delle aree da illuminare (se si tratta di strada motorizzata seguire la classificazione del Codice della Strada);
    • Norme di riferimento;
    • Prestazioni fotometriche (illuminamento e/o luminanza, uniformità e abbagliamento);
    • Eventuali vincoli (vedi allegato B);
    • Tipologia dell’impianto (tipo di alimentazione: serie, parallelo e tipo di sostegno: palo, sospensione, mensola a muro, etc.);
    • Caratteristiche delle lampade e di altri eventuali componenti;

Allegato D: Schema dell’impianto

  • Ad impianto ultimato il costruttore deve fornire al committente uno schema elettrico dell’impianto e una planimetria nella quale siano indicate almeno:

    • Ubicazione e caratteristiche dei centri luminosi e degli eventuali accessori (es. posizione del sensore crepuscolare);
    • Posizione, caratteristiche e schemi degli apparecchi di comando e delle eventuali cabine;
    • Ubicazione e caratteristiche delle linee di alimentazione;

Allegati scaricabili
Nuovi acquisti in arrivo per la norma CEI 64-8