Per delimitare meglio ciò di cui si parla, la norma fornisce una serie di definizioni:
- Fiera: evento inteso a esporre e/o vendere prodotti che
possono essere posti in ogni luogo idoneo, sia esso un locale, edificio o
struttura temporanea;
- Mostra: esposizione o prestazione in ogni luogo idoneo, sia
esso un locale, edificio o struttura temporanea;
- Stand: area o struttura temporanea utilizzata per
esposizione, commercializzazione, vendita o divertimento;
- Struttura temporanea: unità o parte di un’unità, incluse
quelle mobili e trasportabili, situata all’interno o destinata ad essere montata
e smontata;
- Impianto elettrico temporaneo: impianto elettrico
installato e smontato nello stesso tempo dello stand od espositore con cui è
associato. L’impianto temporaneo ha origine a partire da un punto dell’impianto
elettrico permanente o da un’altra sorgente da cui è prelevata energia (es.
gruppo elettrogeno);
Vengono ribadite cose abbastanza ovvie, quali i divieti di protezione dai contatti diretti mediante ostacoli e distanziamento e di protezione dai contatti indiretti mediante locale equipotenziale o luogo non conduttore. L’alimentazione non può superare i 230/400 V in corrente alternata e se si usa il sistema di distribuzione TN, occorre usare il TN-S.
Poi ci sono diverse disposizioni legate alla particolarità dell’impianto, tra le quali segnaliamo:
- Influenze esterne: i locali dove possono essere installati
degli stand possono essere caratterizzati da condizioni ambientali diverse, e
gli impianti temporanei essere sottoposti a particolari sollecitazioni
meccaniche od alla presenza di acqua. Per questo, il progetto raccomanda che i
cavi destinati ad alimentare strutture temporanee siano protetti alla loro
origine da un interruttore differenziale con corrente di intervento non
superiore ai 300 mA, di tipo ritardato o selettivo, in modo da coordinarsi con i
differenziali che proteggono i circuiti terminali. Circuiti terminali che, se
non sono funzionali all’illuminazione di sicurezza, devono appunto essere
protetti da differenziali con corrente di intervento non superiore ai 30 mA
(come anche le prese a spina fino ai 32 A) essendoci l’uso di cavi flessibili.
Se vi è rischio di danneggiamento meccanico utilizzare cavi armati o comunque
meccanicamente protetti. I cavi flessibili non devono essere posati nelle aree
in cui ha accesso il pubblico a mano che essi non siano protetti contro i
danneggiamenti meccanici;
- Protezione contro l’incendio:
- Se vi sono dei motori funzionanti a distanza, cioè non direttamente sorvegliabili, questi devono avere un dispositivo di protezione che scatti quando le temperature diventano eccessive e che sia a ripristino manuale;
- Tutti gli apparecchi elettrici che possono assumere una elevata temperatura
superficiale, come faretti, proiettori, etc., devono essere tenuti a debita
distanza da superfici infiammabili e da materiale combustibile. Se la produzione
di calore da parte di questi apparecchi è eccessiva non si devono installare se
non esiste nel locale della mostra una sufficiente ventilazione;
- Tipi di condutture: vengono indicati i tipi di cavi da
utilizzare a seconda del tipo di posa, cavo o ambiente:
- Cavi non propaganti la fiamma (CEI 20-35) se posati singolarmente;
- Cavi non propaganti l’incendio (CEI 20-22) se posati in fascio;
- Cavi a bassa emissione di fumi e gas tossici e corrosivi in accordo con la serie di Norme CEI 20-37/ 2 e CEI 20-37/ 3, se posati in ambienti interni a maggior rischio di incendio per l’elevata densità di affollamento o l’elevato tempo di sfollamento in caso di incendio, senza un sistema di rilevazione incendi (indipendentemente dalla presenza o meno di un sistema di rilevazione incendi, se gli stand sono destinati ad essere montati in più luoghi, viene consigliato l’uso di cavi conformi alla CEI 20-37/2);
- cavi unipolari o multipolari chiusi in tubi protettivi o canali metallici e
non metallici, aventi caratteristiche di protezione contro l’incendio in accordo
con le norme della serie CEI EN 50086 e CEI EN 50085 ed aventi un grado di
protezione almeno IP4X;
- Connessioni elettriche: le giunzioni devono essere
limitate. Le connessioni di derivazione devono avere un grado di protezione
almeno IP4X o IPXXD e devono incorporare dei pressatovi se i terminali possono
essere sottoposti a torsione;
- Apparecchi di illuminazione e insegne luminose:
- Gli apparecchi di illuminazione installati a portata di mano (altezza inferiore ai 2,5 m dal pavimento) devono essere protetti dal contatto accidentale, dal rischio di accensione di materiale combustibile e dal rischio di ferimento di persone. Se l’apparecchio è installato all’esterno, occorre un grado di protezione almeno IP33 e ad esso si applica la nuova sezione 714 della norma CEI 64-8;
- Le insegne luminose aventi una tensione di alimentazione superiore ai
230/400 V devono essere installate fuori dalla portata di mano e devono essere
protette dal rischio di ferimento di persone. Per evitare rischi di innesco
incendi occorre anche che il materiale su cui sono fissate le insegne e gli
interruttori di comando con tensione superiore ai 230/400 V, sia di tipo non
combustibile. In generale alle insegna luminose si devono applicare le
prescrizioni della norma CEI 34-86;
- Verifiche: gli impianti elettrici temporanei di fiere, mostre e stand devono essere sottoposti alle verifiche iniziali previste dalla norma CEI 64-8/6, dopo ciascuna installazione in loco;
Infine una curiosità: nel progetto mandato in inchiesta pubblica era prevista l’installazione di un comando di emergenza in certe situazioni, ma nella versione definitiva, con un colpo di bacchetta magica l’emergenza è scomparsa. Il testo del progetto diceva così: un interruttore di emergenza, posto in posizione visibile e accessibile, deve poter controllare un circuito separato che alimenta insegne, lampade o espositori.
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