Protezione dei circuiti alimentati

Pubblicato: 13 febbraio 2012 Categoria: Altro
Protezione dei circuiti alimentati
I circuiti alimentati dagli ups necessitano della stessa sicurezza dei circuiti alimentati dalla rete, quindi si dovranno assicurare le protezioni richieste dalle norme, tra cui la protezione contro il sovraccarico, contro il corto circuito e le protezioni contro i contatti indiretti.


Protezione contro il sovraccarico

Il sovraccarico è in atto quando l’ups fornisce una corrente al carico, superiore alla sua corrente nominale In. In base alle impostazioni dell’ups, il carico può essere alimentato per un breve tempo, superato il quale l’ups commuta il carico, tramite l’interruttore statico, sulla rete di alimentazione o su una linea di riserva senza causare perturbazione o interruzione al carico. Dopo questa operazione, all’inverter è imposto lo spegnimento e successivamente ad un tempo prefissato il carico ritornerà ad essere alimentato dall’inverter. Se il sovraccarico persiste, interviene nuovamente l’interruttore statico che commuterà il carico sulla rete di alimentazione o sulla rete di riserva e si bloccherà su questa posizione sino al riarmo manuale.


Protezione contro il cortocircuito

In caso di cortocircuito a valle dell’ups, l’inverter eroga una corrente da 1,5 a 2 volte la sua corrente nominale In. Il corto circuito, dato il basso valore di corrente erogata dall’ups, può essere considerato come un sovraccarico. Se l’interruttore di protezione non interviene, il commutatore statico commuta il carico sulla rete bloccando l’inverter; ciò comporta l’intervento delle protezioni dell’ups o del carico.


Protezione contro i contatti indiretti

Durante il funzionamento “normale” dell’ups sia in standby sia on-line, non viene alterato il regime di neutro, poiché il conduttore di neutro a monte non è interrotto dal commutatore statico; questo perché solitamente il neutro della rete è collegato fisicamente al neutro in uscita dall’ups.

In caso di contatto indiretto a valle dell’ups, interviene l’interruttore differenziale posto a monte del carico o a monte dell’ups. Durante il funzionamento in assenza di rete dovuta a sezionamento o intervento della protezione a monte dell’ups, il sistema di funzionamento in uscita dell’ups si trasforma da un sistema TT o TN, in un sistema IT con il neutro isolato (sistema in isola).

In questo caso la Norma Cei 64/8 art. 413.1.5.1 (commento) dichiara che non è necessario applicare le prescrizioni degli art. 413.1.5.4/5 e 6, in quanto è improbabile l’insorgere, dopo un primo guasto, di un secondo guasto nel breve tempo di funzionamento dell’alimentazione di riserva. Gli interruttori differenziali utilizzati per la protezione contro i contatti indiretti sono generalmente del tipo ac, sensibili solo alle componenti alternate. Poiché gli ups generano componenti in corrente continua, è bene utilizzare interruttori differenziali del tipo A o del tipo B che sono sensibili a tali componenti.

La norma Cei EN 50091-1-1 (Cei 22-13) prescrive i requisiti di sicurezza fondamentali per gli ups accessibili all’operatore e stabilisce che i dispositivi a corrente differenziale siano di tipo B per ups trifase e di tipo A per il monofase.