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Passivo di riserva

Pubblicato: 24 gennaio 2012 Categoria: Guide e approfondimenti
Passivo di riserva
Con l’ultimo tipo, che prevede il funzionamento passivo di riserva stand-by, in condizioni normali di lavoro l’utente è alimentato direttamente dalla rete elettrica. Durante questa fase gli UPS provvedono esclusivamente ad un filtraggio della tensione, al fine di eliminare o comunque ridurre i disturbi in alta frequenza, e, se è presente uno stabilizzatore, ad una parziale stabilizzazione della tensione e ovviamente all’eventuale ricarica delle batterie.

Un circuito elettronico con un tempo di intervento compreso tra 2 ms e 10 ms, quando ci sono delle variazioni di tensione che escono dalle tolleranze ammesse, fa entrare in funzione il sistema che fornisce energia dalle batterie all’utenza tramite l’inverter. In questo caso il collegamento diretto rete- utenza non consente di eliminare i disturbi elettrici ed in particolare i picchi di tensione, le microinterruzioni e i disturbi ad alta frequenza.

È una soluzione economica da utilizzare in zone con un’alimentazione non critica, dove è necessario prevalentemente una stabilizzazione della tensione, ma è sconsigliata per sistemi computerizzati di particolare importanza.


Figura 7
a) Esempi di UPS con tecnologia on-line a doppia conversione serie XANTO S 1000 VA (a destra), 3000 VA (a sinistra), 6000 VA (al centro); da notare in basso a destra il CD-Rom contenente il software per il monitoraggio e la gestione del gruppo di continuità per mezzo di un PC mediante l\'interfaccia seriale RS-232C (controllo, memorizzazione e stampa anche con rappresentazioni di tipo grafico dei dati relativi al carico collegato, alla capacità, tensione e autonomia in caso di black-out delle batterie, alla temperatura interna dell\'UPS, alla tensione e frequenza di rete);
b) pannello di controllo con pulsanti di comando e diodi LED di segnalazione (on-line)

Allegati scaricabili
Gruppi di continuità UPS