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ORTEA

Rifasamento industriale: quando la soluzione standard non basta

Pubblicato: 24 settembre 2026 Categoria: News Costruttori

La progettazione di un sistema di rifasamento non può essere basata esclusivamente sulla potenza reattiva da compensare.

Rifasamento industriale: quando la soluzione standard non basta

In molti impianti industriali, infatti, la configurazione della distribuzione elettrica, le protezioni disponibili e i requisiti di sicurezza possono rendere necessario sviluppare soluzioni specifiche.

Un caso significativo riguarda un nuovo impianto molitorio destinato al Medio Oriente, per il quale era richiesto un sistema di rifasamento da 1840 kvar, 400 V e 60 Hz.

La particolarità del progetto non era tanto la potenza richiesta, quanto la necessità di integrare il sistema all'interno di un'architettura elettrica già definita.

Il rifasamento deve adattarsi all'impianto

Un sistema di rifasamento di elevata potenza viene normalmente suddiviso su più armadi, ognuno equipaggiato con il proprio sezionatore di ingresso linea.

Una configurazione di questo tipo richiede generalmente la disponibilità di più interruttori automatici a monte, ciascuno dedicato alla protezione di una parte del sistema.

Nel progetto in questione, tuttavia, l'impianto disponeva di soli due interruttori automatici, già dimensionati per la protezione delle batterie di condensatori.

La soluzione di rifasamento doveva quindi rispettare questo vincolo senza modificare l'architettura elettrica prevista e, contemporaneamente, garantire condizioni adeguate di sicurezza durante l'accesso agli armadi e le attività di manutenzione.

È un esempio di una situazione piuttosto chiara dal punto di vista progettuale: non è sempre possibile inserire un'apparecchiatura standard all'interno di un impianto e adattare successivamente tutto ciò che la circonda. In determinati progetti deve essere l'apparecchiatura stessa a essere configurata in funzione dell'impianto.

Una soluzione da 1840 kvar suddivisa in due unità

Per rispondere alle esigenze del progetto, Ortea ha sviluppato un sistema basato su MULTImatic FH20, suddividendo la potenza complessiva in due apparecchiature da 920 kvar ciascuna.

Ogni unità è costituita da tre armadi, ma utilizza un unico sezionatore di ingresso linea.

In questo modo, l'intero sistema da 1840 kvar può essere protetto attraverso i due interruttori automatici disponibili nell'impianto: un interruttore per ciascuna apparecchiatura da 920 kvar.

La configurazione consente quindi di mantenere la distribuzione della potenza su più armadi senza richiedere un interruttore automatico dedicato per ogni singolo quadro.

Sicurezza anche nelle configurazioni multi-armadio

La presenza di più armadi alimentati attraverso un unico sezionatore richiede particolare attenzione anche dal punto di vista della sicurezza.

Per questo motivo, il sezionatore generale di ciascuna unità è stato equipaggiato con una bobina di apertura.

Il sistema è stato progettato in modo da intervenire qualora un operatore apra uno degli armadi privi di sezionatore senza avere precedentemente disinserito l'alimentazione generale.

La personalizzazione della configurazione elettrica non riguarda quindi solamente la possibilità di adattare il sistema alle protezioni disponibili, ma deve considerare anche le modalità con cui gli operatori accederanno all'apparecchiatura durante la sua vita operativa.

Due apparecchiature che lavorano come un unico sistema

Un altro elemento fondamentale del progetto riguarda il coordinamento tra le due unità da 920 kvar.

Le apparecchiature sono state configurate rispettivamente come MASTER e SLAVE e, una volta installate in parallelo, comunicano attraverso moduli RS485.

In questo modo le due unità possono coordinare il proprio funzionamento e comportarsi, dal punto di vista operativo, come un unico sistema di rifasamento da 1840 kvar.

La suddivisione fisica della potenza su due apparecchiature non comporta quindi una gestione indipendente delle due sezioni, ma consente di mantenere un controllo coordinato dell'intero sistema.

Progettare il rifasamento partendo dall'architettura reale

Questo progetto evidenzia un aspetto importante nella realizzazione dei sistemi di rifasamento industriale.

La potenza in kvar, la tensione e la frequenza rappresentano parametri fondamentali per il dimensionamento, ma non sono gli unici elementi da considerare.

Occorre valutare anche:

  • configurazione della distribuzione elettrica;

  • numero e caratteristiche delle protezioni disponibili;

  • suddivisione del sistema su più armadi;

  • modalità di sezionamento;

  • sicurezza durante accesso e manutenzione;

  • comunicazione e coordinamento tra le diverse unità.

Nel caso dell'impianto molitorio destinato al Medio Oriente, questi vincoli hanno portato alla realizzazione di una configurazione specifica basata su due sistemi MULTImatic FH20 da 920 kvar.

Il risultato è un sistema da 1840 kvar complessivi, integrato nell'architettura elettrica esistente attraverso soli due interruttori automatici e progettato per garantire contemporaneamente coordinamento operativo, affidabilità e sicurezza.

Nel rifasamento industriale, quindi, la soluzione più efficace non è necessariamente quella standard: è quella progettata tenendo conto dell'impianto nel suo complesso.

Per saperne di più sui sistemi di rifasamento Ortea