E' stata pubblicata la nuova edizione della Guida Tecnica CEI 31-35 "Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87)". Leggi la presentazione della norma.
Nuova Guida CEI 31-35
E' stata pubblicata la nuova edizione della Guida Tecnica CEI 31-35 "Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87)".
Essa ha lo scopo di approfondire il tema della classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili relativa ad opere di nuova realizzazione e alle trasformazioni o ampliamenti di quelle esistenti, nel rispetto della Norma europea CEI EN 60079-10-1: 2010 (CEI 31-87).
La classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione equivale alla ripartizione in zone delle aree, nelle quali possono formasi atmosfere esplosive, dell'Allegato XLIX del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla sicurezza). Da qui la rilevanza della CEI 31-35 come normativa di riferimento.
La classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione, pur non facendo parte del progetto dell'impianto elettrico, deve essere redatta contestualmente al progetto dell'opera nel suo insieme e prima della scelta dei requisiti di sicurezza dei prodotti che compongono gli impianti (apparecchi, sistemi di protezione, componenti).
Il campo di applicazione della Guida comprende i luoghi nei quali il pericolo di accensione è dovuto alla presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili in miscela con aria in condizioni atmosferiche normali: quindi, prevalentemente, luoghi in cui si svolgono attività industriali.
Per gli altri campi (es. artigianali, terziario, agricolo) i principi generali sono comunque validi e, in assenza di norme tecniche specifiche, la Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87) e la Guida CEI 31-35 possono essere comunque applicate. La Guida CEI 31-35 invece non si applica a miniere con possibile presenza di grisou, a luoghi di trattamento o produzione di esplosivi, a luoghi in cui il pericolo di esplosione può manifestarsi per la presenza di polveri o fibre combustibili, a casi con guasti catastrofici, a locali adibiti ad uso medico e ad ambienti domestici.
La nuova edizione della Guida CEI 31-35, oltre ad allinearsi alla Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87):2010-01, si arricchisce di nuovi elementi di aiuto per i tecnici incaricati della classificazione dei luoghi con pericolo d’esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili.
La classificazione dei luoghi deve essere eseguita in linea con il dettato della Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87), prima edizione e per questo è possibile utilizzare tutti gli strumenti informativi che il progettista ritiene utili, purché siano idonei, applicabili al caso specifico ed in sintonia con la Norma stessa; la presente quarta edizione della Guida CEI 31-35 deve quindi essere intesa come uno di detti strumenti informativi.
La materia trattata rimane comunque complessa, pertanto va ribadito che la classificazione dei luoghi pericolosi dovrebbe essere eseguita da persone esperte, a conoscenza delle proprietà delle sostanze infiammabili, del processo e delle relative apparecchiature, consultando, per quanto di competenza, i tecnici di processo, della sicurezza, dell’impianto elettrico ed altri specialisti.
La classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione non fa parte del progetto dell’ impianto elettrico, ma dei dati necessari per lo sviluppo del progetto stesso (dati di progetto), nonché per lo sviluppo di altri tipi di impianti i cui componenti possono essere sorgenti di innesco di esplosioni, quindi deve essere redatta contestualmente al progetto dell'opera nel suo insieme, e comunque prima della scelta dei requisiti di sicurezza dei prodotti che compongono gli impianti (apparecchi, sistemi di protezione, componenti).
Nella maggior parte delle situazioni pratiche in cui si usano sostanze infiammabili, è difficile garantire che non vi possa mai essere la presenza di atmosfera esplosiva per la presenza di gas. È anche difficile garantire che un’apparecchiatura non sia in grado di dar luogo ad una sorgente di accensione. Perciò, in situazioni in cui vi sia un’alta probabilità di presenza di atmosfera esplosiva per la presenza di gas ci si affida all’uso di prodotti che hanno una bassa probabilità di creare una sorgente di accensione. Per contro, dove la probabilità che sia presente un’atmosfera esplosiva per la presenza di gas è ridotta, si possono impiegare prodotti (apparecchiature) realizzate secondo criteri meno severi.
Dal semplice esame di un’opera o applicazione ovvero del suo progetto, è molto difficile individuare quali parti possano essere assimilate alle tre definizioni di zona (zone 0, 1 e 2). È perciò necessario uno studio più dettagliato comprendente un’analisi della possibilità che si formi atmosfera esplosiva per la presenza di gas.
Innanzi tutto, occorre valutare la probabilità che ciò avvenga, in accordo con le definizioni di zona 0, zona 1, zona 2. Dopo aver determinato la possibile frequenza e durata dell’emissione (e quindi il grado delle emissioni), la portata di emissione, la concentrazione, la velocità di emissione, la ventilazione e gli altri fattori che influenzano il tipo e/o l’estensione della zona, si dispone di una solida base per stabilire la possibile presenza di un’atmosfera esplosiva.
Questo approccio richiede pertanto considerazioni dettagliate per ciascun componente dell’impianto e delle apparecchiature contenente sostanze infiammabili e che potrebbe perciò essere una sorgente di emissione.