Nuovi multimetri DMG 1000 Lovato: classe 0,5S, analisi armonica, logica PLC integrata e sistema Easy Branch per il monitoraggio multi-partenza.
Il settore elettrico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata dalla crescente integrazione delle fonti rinnovabili nella rete elettrica nazionale. In questo contesto, gli strumenti di misura assumono un ruolo sempre più strategico, non solo per il tradizionale monitoraggio dei consumi energetici, ma anche per garantire la conformità normativa degli impianti di produzione. La nuova generazione di multimetri modulari da guida DIN rappresenta una risposta tecnologica concreta a queste esigenze, offrendo funzionalità avanzate in un formato compatto e facilmente integrabile nei quadri elettrici esistenti.
La Serie DMG 1000: Caratteristiche Tecniche dei Multimetri Modulari
I multimetri della serie DMG 1000 rappresentano l'evoluzione più recente nel campo degli strumenti di misura per applicazioni industriali e civili. Questa famiglia di prodotti si articola in versioni da pannello (fronte quadro) e da guida DIN, condividendo un nucleo comune di funzionalità avanzate che li distingue dai modelli precedenti. La gamma modulare comprende quattro prodotti principali: DMG 2000 con porta Ethernet integrata, DMG 2005 con RS485 integrato, DMG 3000 con porta Ethernet e funzionalità di monitoraggio multi partenza fino a 32 carichi trifase e DMG 3011 con supporto per sonde di Rogowski e funzionalità di monitoraggio multi-partenza fino a 33 carichi trifase..
Una delle caratteristiche distintive della serie 1000 è la classe di accuratezza nella misura dell'energia attiva, che raggiunge la classe 0,5S, significativamente superiore rispetto alla classica classe 1 dei modelli della serie 100. L'analisi armonica si estende fino alla 63 esima armonica, contro la 15esima dei modelli precedenti, permettendo un'indagine molto più approfondita sulla qualità dell'energia elettrica. Per i modelli DMG 3000 e 3011 è inoltre disponibile la funzione di monitoraggio della qualità dell'energia secondo la normativa europea EN 50160, che consente di registrare buchi di tensione e oscillazioni in frequenza con risoluzione sulla semionda.
Dal punto di vista della connettività, i nuovi strumenti offrono porte di comunicazione integrate o espandibili, supportando sia RS485 che Ethernet. Una funzionalità particolarmente apprezzata è la possibilità di programmazione via NFC: attraverso un'applicazione gratuita per smartphone, è possibile caricare e scaricare la configurazione del dispositivo anche quando questo non è alimentato, semplificando notevolmente le operazioni di commissioning e manutenzione.
Display ad Alta Risoluzione e Interfacce di Visualizzazione
Gli strumenti della serie DMG 1000 sono equipaggiati con display a colori ad alta risoluzione e luminosità, progettati per condensare in uno spazio ridotto tutte le informazioni tipiche di un multimetro di fascia alta. Le schermate disponibili includono visualizzazioni dei valori istantanei, massimi e medi, oltre a rappresentazioni grafiche come il diagramma polare, particolarmente utile per identificare errori di cablaggio nella sequenza delle fasi o per visualizzare eventuali distorsioni nelle forme d'onda di tensione e corrente.
I modelli DMG 3000 e 3011 integrano un web server che permette di interrogare lo strumento da remoto attraverso qualsiasi browser web, senza necessità di software dedicato. Attraverso questa interfaccia è possibile visualizzare valori istantanei e cumulati, forme d'onda, analisi armoniche e accedere alle funzionalità di data logging. I dati memorizzati sono scaricabili in formato CSV per successive elaborazioni.
Logica PLC Integrata e Gestione degli I/O
Una delle innovazioni più significative della serie DMG 1000 è la possibilità di implementare una logica di programmazione PLC direttamente a bordo dello strumento. Questa funzionalità, programmabile attraverso il software gratuito Xpress con interfaccia ladder, permette di gestire semplici automazioni senza ricorrere a dispositivi esterni. Pur non avendo l'ambizione di sostituire un PLC dedicato, questa caratteristica risulta particolarmente utile per applicazioni dove il numero di ingressi e uscite è limitato.
Gli strumenti possono essere corredati di moduli di espansione per la gestione di ingressi e uscite sia digitali che analogiche. Questo apre scenari applicativi interessanti, come la gestione dei carichi in funzione di soglie di potenza, il monitoraggio di grandezze ambientali tramite sonde PT100, o la massimizzazione dell'autoconsumo in impianti fotovoltaici attraverso il pilotaggio di utenze volano quando si verifica un'eccedenza di produzione.
Il Sistema Easy Branch per il Monitoraggio Multi-partenza
Il sistema Easy Branch rappresenta un approccio innovativo al monitoraggio energetico all'interno dei quadri elettrici. Nella logica tradizionale, ogni punto di misura richiede uno strumento dedicato; grazie all’Easy Branch, un'unica centralina può monitorare fino a 32 carichi trifase o 96 carichi monofase, con evidenti vantaggi in termini di costi, spazi e complessità di cablaggio.
L'architettura del sistema si basa su tre elementi fondamentali: una centralina (che può essere un DMG da pannello o da guida DIN), dei satelliti che fungono da hub di raccolta dati, e trasformatori di corrente che possono essere sia tradizionali che elettronici. I satelliti dialogano con i TA attraverso connettori dedicati e comunicano tra loro tramite un bus basato su cavo Ethernet categoria 6 standard.
I TA elettronici, disponibili nelle taglie da 32A a 125A, sono progettati per essere inseriti direttamente sotto gli interruttori modulari, indipendentemente dal produttore. Questo li rende particolarmente adatti per progetti di retrofitting su quadri esistenti. Una caratteristica distintiva è il riconoscimento automatico della taglia del TA da parte del sistema, che elimina la necessità di configurare manualmente i rapporti di trasformazione e riduce drasticamente il rischio di errori.
I vantaggi del sistema Easy Branch possono essere riassunti nei seguenti punti:
Riduzione significativa del numero di dispositivi necessari per il monitoraggio
Diminuzione dei tempi di cablaggio fino a un terzo o un quarto rispetto alla soluzione tradizionale
Minimizzazione degli errori grazie al riconoscimento automatico dei TA e alla diagnostica integrata
Possibilità di intervento su quadri esistenti senza necessità di spazi aggiuntivi
Configurabilità flessibile per carichi trifase o multipli carichi monofase
Il Controllore Centrale di Impianto (CCI): Quadro Normativo e Requisiti
Il Controllore Centrale di Impianto (CCI) è un dispositivo definito nella norma CEI 0-16 che deve essere installato in tutti gli impianti di produzione con potenza uguale o superiore a 100 kW connessi alla rete di media tensione. Questa soglia è stata significativamente abbassata dalla delibera ARERA 385 del 5 agosto 2025, che ha esteso l'obbligo precedentemente limitato agli impianti superiori a 1 MW.
Il CCI deve soddisfare principalmente due funzioni. La prima è la funzione di osservabilità (PF1), che prevede la raccolta e trasmissione dei dati in tempo reale sull'operatività degli impianti di produzione verso il distributore (DSO), che a sua volta li comunica al sistema nazionale Terna (TSO). La seconda è la funzione di regolazione (PF2), che richiede la capacità di modulare la potenza attiva dell'impianto in risposta a comandi remoti provenienti dalla rete.
Tempistiche di Adeguamento e Contributi
La delibera ARERA 564/2025 del 23 dicembre ha prorogato di un anno le tempistiche originariamente previste dalla delibera 385/2025. Per gli impianti con potenza compresa tra 100 kW e 500 kW, la scadenza per l'adeguamento è stata spostata al 31 marzo 2028. La normativa prevede inoltre la possibilità di accedere a contributi per l'adeguamento degli impianti esistenti, fino a un massimo di 10.000 euro per impianti tra 500 kW e 1 MW e 7.500 euro per impianti tra 100 kW e 500 kW, con importi variabili in funzione della tempistica di completamento dell'adeguamento.
Requisiti Tecnici per le Misure al Servizio del CCI
La sezione O.8.4 della norma CEI 0-16 specifica le informazioni che il CCI deve fornire al TSO tramite il DSO per adempiere alla funzione di osservabilità. Queste includono le misure di potenza attiva e reattiva al punto di consegna lato media tensione, le misure della potenza attiva prodotta dall'impianto aggregate per fonte di generazione, e per gli impianti superiori a 1 MW anche le misure della potenza attiva prodotta da ciascuna unità di generazione.
Per quanto riguarda l'accuratezza, il Codice di Rete Terna prevede che l'errore massimo dell'intera catena di misura (strumento più trasduttori) non superi il 2,2%. Per gli impianti tra 100 kW e 500 kW questo limite può arrivare al 5%. Questa accuratezza è garantita utilizzando strumenti di misura con classe 0,5 per la potenza attiva e classe 1 per la potenza reattiva, accoppiati con trasformatori di corrente con accuratezza in classe 1 o superiore.
Oltre alle misure di potenza, al CCI devono essere fornite anche informazioni sullo stato del dispositivo generale (DDG) e di tutti i dispositivi di interfaccia (DDI) presenti sull'impianto. Questa informazione viene preferibilmente trasmessa tramite protocollo di comunicazione, data la potenziale distanza tra i vari componenti dell'impianto.
Strumenti di Misura per Applicazioni CCI
I multimetri della serie DMG 1000, grazie alla loro classe di accuratezza 0,5 per la potenza attiva, risultano idonei per le applicazioni al servizio del CCI. La scelta del modello specifico dipende dalle esigenze del singolo impianto. Il DMG 2000, con porta Ethernet integrata, è adatto quando è sufficiente fornire il dato di potenza aggregata. I modelli DMG 2500 e DMG 3000, essendo espandibili con moduli I/O (EXM1001), permettono di acquisire anche lo stato dei dispositivi di interfaccia tramite ingressi digitali aggiuntivi.
Per impianti con inverter di vecchia generazione non modulabili tramite protocollo di comunicazione, la normativa consente di soddisfare il requisito della funzione PF2 attraverso lo spegnimento forzato degli inverter tramite comando digitale. In questi casi, gli strumenti di misura equipaggiati con moduli di espansione dotati di uscite digitali possono fungere da interfaccia tra il CCI e gli inverter, ricevendo il comando via protocollo di comunicazione e traducendolo in un segnale digitale di attuazione.
In aggiunta ai nuovi strumenti DMG, per applicazioni CCI, è possibile anche considerare la nuova protezione d’interfaccia CEI 0-16 PMVF3000. Questa nuova protezione d’interfaccia oltre a misurare la tensione e la frequenza di rete, grandezze necessarie per svolgere la sua funzione di protezione, permette in via opzionale di collegare 3 TA nei suoi 3 ingressi amperometrici al fine di misurare anche la potenza e l’energia. Anche questo dispositivo ha una classe d’accuratezza idonea per lavorare con il CCI.
Oltre agli strumenti a catalogo è presente anche una gamma completa di trasformatori amperometrici passanti, apribili ma anche da barre.
Esempio Applicativo: Integrazione CCI in un Impianto con Più Fonti di Generazione
Un caso pratico di integrazione prevede un impianto con più fonti di generazione, ad esempio un generatore tradizionale e un impianto fotovoltaico, connessi allo stesso punto di consegna. In questa configurazione, è necessario fornire al CCI il dato di potenza al punto di consegna e i dati di potenza disaggregati per ciascuna fonte.
Per il punto di consegna può essere utilizzato un multimetro da pannello come il DMG 8000, installato nel quadro CCI. Per il generatore, un DMG 2000 può fornire il dato di potenza con la classe di accuratezza richiesta, trasmettendolo al CCI tramite Ethernet. Per la sezione fotovoltaica, se è presente una protezione di interfaccia PMVF 3000, questa può già fornire sia le misure di potenza con classe adeguata sia lo stato del DDI, semplificando l'architettura complessiva del sistema.
Prospettive Future e Considerazioni Conclusive
L'evoluzione degli strumenti di misura verso soluzioni sempre più integrate e comunicanti risponde a esigenze concrete del mercato elettrico italiano. Da un lato, il monitoraggio energetico dettagliato permette di ottimizzare i consumi e identificare sprechi o inefficienze; dall'altro, l'integrazione con i sistemi di controllo degli impianti di produzione diventa fondamentale per garantire la stabilità della rete in un contesto di crescente penetrazione delle rinnovabili.
I multimetri modulari di nuova generazione, con le loro funzionalità avanzate di comunicazione, data logging e automazione integrata, si propongono come componenti versatili in grado di soddisfare entrambe queste esigenze. Il sistema Easy Branch, in particolare, offre un approccio pragmatico al monitoraggio multipartenza che può ridurre significativamente i costi e i tempi di implementazione, soprattutto in contesti di retrofitting su impianti esistenti
Per quanto riguarda l'applicazione al servizio del CCI, le tempistiche di adeguamento, seppur prorogate, rimangono sfidanti considerando il numero di impianti coinvolti. La disponibilità di strumenti di misura con le caratteristiche tecniche richieste dalla normativa, combinata con la possibilità di accedere ai contributi previsti, dovrebbe tuttavia facilitare il percorso di conformità per la maggior parte degli operatori.
Per approfondire questi argomenti, è possibile visualizzare il webinar originale "Strumenti di misura per CCI: la nuova gamma DMG modulare di Lovato Electric" con i relatori Damiano Pesce e Andrea Passavanti di Lovato Electric.