Masse estranee e collegamenti equipotenziali

Pubblicato: 6 dicembre 2007 Categoria: Altro
Masse estranee e collegamenti equipotenziali

Una parte conduttrice entrante in un edificio può introdurre il potenziale di terra oppure un altro potenziale, ad esempio se si verifica un guasto verso una parte attiva di un altro sistema (figura 3).
Una tubazione idrica è in contatto con un sistema elettrico estraneo e la persona all’interno dell’edificio si trova in una situazione di pericolo finché non viene eliminata la causa e la tubazione riassume il potenziale zero di terra della massa.
Se il guasto si manifesta, invece, su una massa all’interno dell’edificio (figura 4) la persona, in contatto con la massa e con la tubazione, è sottoposta ad una tensione che tende verso quella totale di terra UE perché la tubazione, indipendente dall’impianto di terra locale, si mantiene vincolata ad un potenziale prossimo a zero anche quando entra in tensione l’impianto di terra dell’edificio. Nella situazione di figura 4 la sicurezza della persona dipende in modo determinante dal valore della resistenza di terra RME della tubazione metallica.
Se RME è infinita la presenza della tubazione è ininfluente e quindi non si tratta di una massa estranea.
Se però il valore di RME diminuisce la corrente che percorre la persona aumenta e, per valori di RME inferiori a quelli convenzionali stabiliti per costruire la curva di sicurezza (1000 Ohm in condizioni ordinarie e 200 Ohm in condizioni particolari), potrebbero non essere più accettabili i tempi di interruzione previsti dalla curva di sicurezza per la protezione contro i contatti indiretti.
In definitiva una massa estranea può essere definita come una parte metallica che può introdurre:
- un potenziale pericoloso, superiore alla tensione di contatto ammissibile; oppure
- il potenziale zero di terra, quando è indipendente dall’impianto di terra locale e presenta una resistenza verso terra inferiore a 1000 ohm in condizioni normali e 200 Ohm in condizioni particolari.

Il pericolo deriva quindi dalla differenza di potenziale alla quale può essere sottoposta la persona in contatto simultaneo con la massa connessa all’impianto di terra locale e l’elemento metallico estraneo all’impianto stesso.
La differenza di potenziale si annulla se tale elemento metallico viene portato, mediante un collegamento equipotenziale principale effettuato alla base dell’edificio (da distinguere rispetto al collegamento equipotenziale supplementare Eqs richiesto per singoli ambienti a maggior rischio elettrico, ad esempio il locale bagno-doccia), allo stesso potenziale dell’impianto di terra (figura 3).


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