Per il lavoro sotto tensione la norma prevede tre procedure di lavoro:
a contatto, a distanza, ed a potenziale.
Nel lavoro sotto tensione a contatto l’operatore entra con una parte del corpo o con l’attrezzatura nella zona di guardia; deve indossare guanti isolanti, visiera di protezione, elmetto dielettrico, vestiario non propagante la fiamma e che non lasci scoperte parti del tronco e degli arti, utilizzare attrezzi isolanti o isolati in modo da realizzare il doppio isolamento verso le parti in tensione; occorre inoltre mantenere una distanza non inferiore a 15 cm tra le parti attive nude in tensione e le parti del corpo non protette da isolante.
Per il lavoro sotto tensione a distanza, l’operatore interviene sulle parti attive mediante aste isolanti, mantenendosi con il corpo ed eventuali oggetti conduttori fuori dalla zona di prossimità (65 cm); occorre indossare guanti isolanti, elmetto con visiera e vestiario che non lasci scoperte parti del tronco e degli arti.
Nel lavoro a potenziale l’operatore interviene dopo essersi portato allo stesso potenziale del conduttore attivo interessato all’intervento e mantenendosi isolato dalle altre parti a potenziale diverso, in pratica lavora su piattaforme mobili isolate da terra.
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