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Illuminamento delle pareti e del soffitto

Pubblicato: 19 marzo 2012 Categoria: Guide e approfondimenti

Nella versione 2004 della norma UNI EN 12464-1, nessuna prescrizione era prevista per queste superfici. Invece, nella revisione 2011 sono state inserite delle prescrizioni relative ai valori di illuminamento delle principali superfici di ambienti chiusi.

Le motivazioni che hanno portato a prescrivere questi illuminamenti sono giustificati dal fatto che sia le pareti, che il soffitto, entrano nel campo visivo dell’osservatore (“background”), quindi queste superfici rivestono una notevole importanza nel definire il comfort visivo dell’ambiente. I valori di illuminamento medi prescritti sono:

  • per le pareti > 50 lx con U0 ≥ 0,10
  • per il soffitto > 30 lx con U0 ≥ 0,10

In una nota è specificato che in locali dove a causa delle dimensioni, della complessità e di costrizioni operative non è possibile rispettare quanto sopra prescritto, un valore ridotto dell’illuminamento potrebbe essere accettato. Questo significa che, se ad esempio il locale da illuminare è molto alto e gli apparecchi sono molto distanti dal soffitto, le parti più elevate delle pareti saranno poco illuminate, quindi l\'illuminamento medio di queste superfici sarà molto basso.

In queste condizioni la norma accetta valori ridotti di illuminamento. Un’altra nota prevede invece, per locali dove sono presenti attività o compiti visivi che richiedono superfici luminose come uffici, ospedali e aule scolastiche, il valore dell’illuminamento medio mantenuto diventa > 75 lx per le pareti e > 50 lx per il soffitto. L’uniformità rimane per ambedue le superfici U0 ≥ 0,10.

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