Avvio dei motori asincroni trifasi

Pubblicato: 3 dicembre 2012 Categoria: Altro

Nelle officine le macchine utensili sono azionate solitamente tramite motori asincroni trifasi.

 

Questi motori sono caratterizzati da poca manutenzione, ma presentano l’inconveniente di assorbire all’avvio una elevata corrente Ia, con valori compresi tra 5-8 volte la corrente nominale In del motore (es. In=10 A, Ia=80 A).

La corrente di avvio comporta una caduta di tensione sulla rete di alimentazione e rende probabile l’intervento intempestivo dei dispositivi di protezione della linea di alimentazione dei motori con i relativi disservizi.

 

La riduzione della corrente di avvio può essere ottenuta avviando il motore con gli avvolgimenti statorici collegati a stella: in questo modo si ottiene una riduzione di 1/3 della corrente di avvio Ia e quando il motore ha raggiunto la velocità nominale del 90/95%, la connessione degli avvolgimenti è commutata a triangolo.

 

Altri metodi per ridurre la corrente di avvio sono: con autotrasformatore, con impedenze statoriche o tramite dispositivi elettronici di avviamento; questi ultimi utilizzano dei tiristori di potenza, dispositivi che consentono di controllare attraverso l’impostazione di potenziometri la corrente di avvio, la coppia allo spunto, i tempi di avvio e di arresto, con prestazioni tecniche superiori agli avviatori tradizionali; l’inconveniente degli avviatori elettronici è di essere più costosi. Per evitare l’intervento intempestivo del dispositivo di protezione possono essere utilizzati:

 

  • fusibili di tipo aM (protezione dei motori) con un valore di corrente nominale In, di valore uguale o superiore alla corrente nominale del motore;
  • fusibili di tipo gM ma con corrente nominale almeno il doppio della corrente nominale del motore;
  • interruttori magnetotermici con caratteristica di tipo D. La particolarità costruttiva di questi interruttori consiste nell’avere il valore della corrente che determina l’intervento istantaneo dell’interruttore (intervento magnetico Im), maggiore di 10 fino a 20 volte la corrente nominale In dell’interruttore.

Curve caratteristiche degli interruttori magnetotermici, norma CEI 23-3
Tipi di curve
caratteristiche
Valore della corrente che
determina l\'intervento istantaneo
dell\'interruttore Im (magnetica)
Utilizzati per
proteggere
B Im > 3÷5 In Carichi resistivi (forni a resistenza)
C Im > 5÷10 In Carichi generici (lampade)
D Im > 10÷20 In Carichi con grosse correnti di avviamento (motori)

 

Fusibili, Norma CEI 32-1
Campo d\'interruzione
Categoria d\'uso
G (uso generale) M (protezione dei motori)
BC

gG

 
 

gM

D  

aM