Secondo l'associazione dei consumatori, l'aumento dei prezzi è illegittimo e l'Autorità non vuole comunicare i nomi dei grossisti colpevoli di condotte illecite
Dal primo luglio sono scattati una serie di rincari della bolletta elettrica che, come annunciato dall'Autorità dell'energia elettrica e del gas, toccheranno il 4,3%. Una situazione, ha spiegato l'Authority, dettata da un atteso incremento nei prezzi delle materie prime.
La situazione ha suscitato una dura presa di posizione da parte del Codacons che, in Lombardia, ha promosso una class-action in favore degli utenti dell’energia residenti in regione e presenterà ricorso al Tar del Lazio per bloccare i rincari. Sul sito dell'associazione (a partire da lunedì 18 luglio) è disponibile il modulo per aderire all’azione collettiva che mira a ripristinare i prezzi precedenti.
In particolare, spiega Codacons, per motivare gli aumenti tariffari, la stessa Autorità ha denunciato speculazioni da parte dei grossisti, parlando di “strategie anomale adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica, che hanno portato ad un rilevante aggravio di costi per il sistema e ad una alterazione del normale meccanismo di formazione dei prezzi nei mercati”. Nel documento diffuso da Codacons si sottolinea, inoltre, che “la stessa Autorità ha avviato un procedimento per punire le condotte poste in essere dai grossisti dell'energia elettrica e configurabili come abusi di mercato ai sensi del Regolamento (UE)”. Questo significa che le tariffe di luce e gas, spiegano i responsabili dell'associazione, sono aumentate per effetto di “un crimine e di condotte illecite e non certo per il normale andamento del mercato, circostanza vietata nel nostro paese e che avrebbe dovuto portare l’Autorità dell’energia a sospendere qualsiasi incremento per l’elettricità e per il gas”.
Codacons contesta inoltre all’Autorità per l’energia di non aver comunicato “ai cittadini l’elenco dei grossisti accusati di condotte illecite”.