Utilizzatori protetti dallo stesso interruttore differenziale

Pubblicato: 11 dicembre 2012 Categoria: Guide e approfondimenti
Utilizzatori protetti dallo stesso interruttore differenziale
La Norma CEI 64-8, all\'art. 413.1.4.1, vieta esplicitamente di collegare le masse protette da uno stesso interruttore differenziale ad impianti di terra separati: \"Tutte le masse protette contro i contatti indiretti dallo stesso dispositivo di protezione devono essere collegate allo stesso impianto di terra.\" La prescrizione normativa trae origine dalla possibilità che possano determinarsi condizioni pericolose, anche se le masse non sono simultaneamente accessibili, quando gli apparecchi, protetti da un unico dispositivo differenziale sono collegati ad impianti di terra separati. Con riferimento alla fig. 4, un primo guasto sul neutro di un apparecchio non è detto che determini l\'intervento del dispositivo di protezione e conseguentemente il guasto può perdurare per un tempo indefinito. Un secondo guasto, ora su una fase dell\'altro apparecchio, da luogo ad una corrente che si richiude in massima parte attraverso i due impianti di terra. La corrente differenziale rilevata dal dispositivo di protezione potrebbe non essere sufficiente a provocarne l\'apertura mentre la parte di corrente non rilevata potrebbe determinare una tensione pericolosa sulle masse.

Un caso tipico lo si può riscontrare negli impianti di illuminazione stradale. Le Norme vietano di collegare singolarmente a terra ogni palo per l\'impossibilità pratica ed economica di dotare ogni palo ad un proprio dispositivo di protezione. Un unico interruttore differenziale in caso di un doppio guasto in successione, prima sul neutro del primo palo e poi sulla fase del secondo palo, potrebbe non essere in grado di rilevare correttamente la corrente di dispersione che si richiude verso terra. Un primo guasto sul neutro non determina generalmente l\'intervento dell\'interruttore differenziale mentre un successivo guasto può dar luogo a tensioni pericolose sulle masse perché il dispositivo differenziale rileva una corrente I2-I1 che potrebbe non essere sufficiente a farlo intervenire (fig. 5).

Le condizioni di sicurezza migliorano se l\'impianto di terra è unico (fig. 6). L\'intervento dell\'interruttore differenziale è ancora incerto ma la parte di corrente non rilevata non determina più la formazione di tensioni pericolose sulle masse. Oltre a questo siamo in presenza di un corto circuito che sollecita l\'intervento dei dispositivi di sovracorrente che intervengono ad interrompere il guasto.

Fig. 4 - E\' vietato collegare a terre separate le masse protette contro i contatti indiretti dallo stesso dispositivo perché l\'interruttore differenziale potrebbe non rilevare correttamente un doppio guasto su due apparecchi collegati ad impianti di terra separati. La parte di corrente non rilevata dall\'interruttore differenziale potrebbe dar luogo a tensioni pericolose sulle masse

Fig. 5 - Non è ammesso collegare a terra separatamente ogni palo protetto dallo stesso interruttore differenziale.

Fig. 6 - In caso di doppio guasto su due apparecchi collegati ad un unico impianto di terra la corrente rilevata dall\'interruttore differenziale potrebbe essere insufficiente a farlo intervenire ma la parte di corrente non rilevata non determina la formazione di tensioni pericolose sulle masse. Il doppio guasto provoca un cortocircuito che sollecita l\'intervento dei dispositivi di protezione dalle sovracorrenti


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