Un anno per la revisione della normativa sugli impianti telefonici

Pubblicato: 28 marzo 2011 Categoria: Notizie tecnico normative

Lo scorso 30 dicembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 198 che prevede la prossima adozione, da parte del Ministero delle Comunicazioni, di un nuovo provvedimento che sarà chiamato a sostituire la legge 109 ed il DM 314 in materia di allacciamenti e collaudi degli impianti telefonici interni.

Tale provvedimento, che dovrà essere emanato entro la fine di quest'anno, andrà a definire in particolare i requisiti che devono possedere le imprese per poter provvedere all'installazione, manutenzione e allacciamento dei terminali di telecomunicazione all'interfaccia della rete pubblica.

 

La revisione dell'attuale normativa si rende necessaria in quanto il mercato delle telecomunicazioni ha vissuto, in questi ultimi anni, un ampio processo di rinnovamento.

L'apertura del mercato unico e l'avvio della liberalizzazione dei pubblici servizi da un lato e lo sviluppo tecnologico dall'altro, infatti, hanno reso indispensabile anche un'evoluzione sia del profilo di impresa chiamata ad intervenire nella progettazione e realizzazione dei sistemi di telecomunicazione, sia delle modalità di gestione di queste attività.

 

Capacità sempre maggiori, gestione totale e integrazione tra sistemi complessi, sono di fatto solo alcune delle caratteristiche che possono far crescere la competitività di un mercato nel suo complesso.

 

Con l'avanzamento della tecnologia si rende necessario accrescere le competenze e la specializzazione delle imprese coinvolte in questo mercato.

 

L'Associazione, proprio in virtù dell'innovazione tecnologica e della crescente integrazione dei sistemi, non può che concordare con il Ministero sulla necessità di adeguare questa norma, ormai superata, alle stringenti esigenze del mercato. Tuttavia Assistal ritiene altresì fondamentale che non vengano create barriere all'ingresso attraverso l'adozione di vincoli eccessivamente stringenti che non siano fondati sulle capacità operative delle imprese, oltre che sulla qualità delle opere realizzate.

 

E proprio al fine di garantire la qualità dei sistemi, sarà necessario completare il regime sanzionatorio. Il Decreto 198, infatti, ha introdotto delle sanzioni che vanno da 15.000 a 150.000 euro per le imprese inadempienti, cancellando, però, le sanzioni a carico della committenza. Sanzioni che sarebbe bene ripristinare, così come prevedeva la 109, dal momento che l'affidamento dei lavori ad un'impresa abilitata rientra nella responsabilità dell'utente.

 

L'Associazione auspica, quindi, che, contestualmente all'introduzione di un nuovo sistema sanzionatorio, venga garantito un efficace sistema di verifiche atto ad assicurare una corretta concorrenza del mercato e la partecipazione di operatori qualificati.

 

 

 

Fonte: Assistal