I processi di scarica e ricarica non sono infiniti e, alla fine, anche la batteria cessa di svolgere la sua funzione d'uso. La batteria, dopo una serie di cicli di scarica e rica¬rica, non è infatti più in grado di accumulare e conservare l'ener¬gia e si esaurisce. Da questo momento essa diventa un rifiuto ambientale. Leggi il punto
I procedimenti per riciclare correttamente pile e batterie
I termini pila e batteria sono indifferentemente usati nel linguaggio comune, ma nella realtà si riferiscono a due tipologie di prodotto differenti: la "pila"non è ricaricabile a differenza della "batteria o accumulatore" che invece è ricaricabile.
I processi di scarica e ricarica non sono infiniti e, alla fine, anche la batteria cessa di svolgere la sua funzione d'uso. La batteria, dopo una serie di cicli di scarica e ricarica, non è infatti più in grado di accumulare e conservare l'energia e si esaurisce.
Da questo momento essa diventa un rifiuto ambientale. In particolare, una batteria per automobili produce 11 kg di rifiuto (peso medio batteria per automobile) di cui:
- 18% elettrolita acido sversato = 1,98 kg;
- 7% elettrolita acido imbibito= 0,77 kg;
- 10% plastiche = l,l kg.
- 25% rifiuto = 2,75 kg di cui:
- 20% rifiuti pericolosi = 2,2 kg;
- 5% plastiche = 0,55 kg
Il riciclo delle batterie
Le operazioni di trattamento di batterie al piombo e pile alcaline possono essere riassunte nei seguenti punti:
- frantumazione composta da mulini a martelli;
- separazione accurata della parte metallica fine ossidata dal mix di griglie metalliche e materie plastiche. In questa fase viene anche liberata la parte liquida della batteria (soluzione acquosa di acido solforico) che viene inviata all'impianto di neutralizzazione;
- trattamento della plastica recuperata;
- nei forni avviene la riduzione del materiale da solfato e ossido di piombo (PbO) a piombo metallo (PbO) attraverso l'aggiunta di appositi reagenti tra cui il ferro.
Piombo: materia prima e seconda
Il consumo nazionale di piombo si attesta intorno alle 250mila tonnellate. Di queste oltre 90mila tonnellate all'anno sono di piombo ottenuto dal riciclaggio delle batterie esauste.
Recupero del cadmio
La comparsa sul mercato delle pile ricaricabili al nichel-cadmio ha obbligato i vari attori della filiera a un ripensa mento delle attività di trattamento, smaltimento e recupero di questi prodotti data l'elevata tossicità del cadmio.
I processi di recupero oggi esistenti sono validi sia per le piccole pile ricaricabili a uso domestico, previa naturalmente la separazione dalla massa delle alcalino-manganese, sia per quelle di dimensioni maggiori di uso industriale.
Molto spesso, dopo la frantumazione, il cadmio viene recuperato per via pirometallurgia (Macinazione seguita dall'allontanamento del ferro per via magnetica). Altri sistemi idrometallurgici prevedono una Iisciviazione della polvere elettrodica e l'estrazione di cadmio e nichel con solventi organici. precipitazione selettiva, scambiatori ionici oppure elettrolisi.
Fonte: www.reolab.unìmo.it