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Sicurezza antintrusione (security) e sicurezza ambientale (safety)

Pubblicato: 13 settembre 2006 Categoria: Guide e approfondimenti
Sicurezza antintrusione (security) e sicurezza ambientale (safety)

Dall’analisi delle caratteristiche dell’edificio, il progetto della sicurezza antintrusione è stato organizzato attraverso la definizione di tre distinti livelli di sicurezza costituenti un unico sistema di “barriere” successive (figura 1):

  • livello 1: controllo esterno all’edificio;
  • livello 2: controllo degli ingressi all’edificio;
  • livello 3: controllo interno alle singole unità immobiliari.

La soluzione tecnologica individuata per garantire il controllo esterno e quello degli ingressi all’edificio (livello 1 e 2) è la TVCC. In altri termini, le telecamere hanno il compito di catturare le immagini con modalità motion detector e di convogliarle in un locale posto al piano interrato (in posizione facilmente sorvegliabile dal sistema stesso).

Non essendo già disponibile, infatti, una infrastruttura adeguata per l’invio delle immagini verso locali remoti di supervisione (istituti di vigilanza) e non essendo possibile realizzarne una ex-novo, la funzione che questo locale svolgerà, almeno in questa prima fase, sarà solamente quella di registrare gli eventi e di rendere disponibili le riprese ogni qual volta dovesse rendersi necessario.

Per quanto attiene alla sicurezza antintrusione all’interno delle unità immobiliari, il sistema basa la propria operatività sull’adozione di sensori di tipo volumetrico (IR passivi) abbinati a contatti magnetici (posti su porte e finestre degli alloggi) che sono in grado di rilevare eventuali intrusioni indesiderate attivando un segnale ottico-acustico di allarme tramite appositi apparati-segnalatori. In particolare, l’utilizzo di queste due tipologie di rilevatori è motivata dalla possibilità di determinare una “doppia barriera” in grado di eliminare eventuali falsi allarmi.

In un’ottica d’integrazione, infatti, il sistema genererà il segnale d’allarme soltanto nel caso in cui entrambe le tipologie rilevino contemporaneamente una violazione dello spazio interno.

Accanto agli aspetti che riguardano la risoluzione del cosiddetto problema dei falsi allarmi, occorre anche evidenziare che in questo modo sarà possibile realizzare l’importante funzione della “parzializzazione”. Ad esempio, si potrà disabilitare la parte che interessa le rilevazioni provenienti dai sensori volumetrici ed attivare esclusivamente quella perimetrale riferibile ai contatti magnetici, oppure “suddividere” l’appartamento in diverse zone da sorvegliare (ad es. zona giorno/zona notte), garantendo sicurezza agli occupanti e consentendo agli stessi, nel contempo, di muoversi liberamente all’interno del proprio appartamento.

 

Le soluzioni tecnologiche individuate sono state concepite per assicurare una difesa di tipo preventivo mediante l’utilizzo di appositi sensori riconducibili essenzialmente alle quattro aree elencate nella figura 2. Il sistema di safety è così affidato all’installazione di opportuni sensori capaci di rilevare eventuali situazioni di pericolo e di attivare, nel contempo ed anche verso luoghi remoti (mediante combinatore telefonico), le relative segnalazioni d’allarme.

In particolare, nel caso di fughe di gas o allagamenti, i rivelatori garantiranno un elevato grado di sicurezza poiché, oltre ad inviare il segnale di emergenza, azioneranno contemporaneamente delle elettrovalvole atte al sezionamento automatico degli impianti di adduzione. Infine, per prevenire qualsiasi altra situazione di pericolo imprevista, i condòmini avranno a disposizione appositi telecomandi antipanico capaci di attivare gli avvisatori dell’impianto integrato ed azionare il combinatore telefonico per l’inoltro di messaggi telefonici preregistrati.


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