E’ richiesta invece la protezione contro il corto circuito secondo i criteri generali riportati nella Norma CEI 64-8.
Il potere di cortocircuito Icn (interruttori per uso domestico - CEI 23-3) o il potere di interruzione estremo Icu (interruttori per uso industriale - CEI 17-5) non deve essere inferiore alla corrente presunta di cortocircuito nel punto di installazione e l’energia specifica I2t lasciata passare dal dispositivo di protezione durante il cortocircuito non deve essere superiore a quella ammissibile dal cavo K2S2.
Seppur non richiesta la protezione dei circuiti contro il sovraccarico è comunque sempre consigliata. Si migliora la sicurezza e si evita la verifica di corretto intervento dei dispositivi di protezione quando il corto circuito si manifesta in fondo a linee lunghe. La protezione da sovraccarico è assicurata quando la corrente nominale In del dispositivo di protezione (interruttore automatico o fusibile) è minore o al limite uguale alla portata IZ del cavo e la corrente If, corrente che assicura l’effettivo funzionamento entro il tempo convenzionale ed in condizioni definite del dispositivo di protezione, è al massimo uguale a 1,45 volte la portata IZ del cavo.
Inoltre la In del dispositivo di protezione deve e essere maggiore della corrente di impiego IB del circuito e di valore sufficiente a sopportare eventuali spunti di corrente che si possono presentare all’accensione di lampade a scarica o a vapori di sodio. Riassumendo deve essere:
IB ≤ IN ≤ IZ
If ≤ 1,45
IZ
dove:
IB - corrente d’impiego del circuito;
IN - corrente
nominale del dispositivo di protezione;
IZ - portata in regime
permanente della conduttura;
If - corrente che assicura
l’effettivo funzionamento del dispositivo di protezione entro il tempo
convenzionale ed in condizioni definite.
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