Riduzione del rischio – Norma EN IEC 62061

Pubblicato: 23 giugno 2012 Categoria: Guide e approfondimenti
Come detto, la EN IEC 62061 è adatta solo per sistemi di comando che usano energia elettrica. Si tratta di una sintesi della serie normativa IEC 61508 (composta da sette fascicoli normativi) che tratta la problematica relativa alla sicurezza funzionale di sistemi elettrici ed elettronici complessi di tutte le apparecchiature elettriche indipendentemente dal loro settore di applicazione. La EN 62061 è in pratica la IEC 61508 adattata ad un particolare settore: quello delle macchine industriali. Un aspetto importante della EN 62061 riguarda la possibilità di integrare, all’interno dei propri sistemi di comando relativi alla sicurezza, anche dei sottosistemi progettati in conformità con la EN 13849-1 (mentre non è possibile il contrario).

Il campo di applicazione della EN 62061 è relativo agli SRECS (Safety Related Electrical Control System) ossia i sistemi di controllo elettrici, elettronici ed elettronici programmabili relativi alla sicurezza utilizzati per le funzioni di sicurezza del macchinario. Questi SCRECS devono essere realizzati, in base all’analisi del rischi della macchina, conformemente al Livello di Integrità della Sicurezza (SIL) idoneo alla funzione di sicurezza da essi realizzata. Le funzioni di sicurezza (definite Safety-Related Control Function, con acronimo SRCF) sono ad esempio l’arresto attivato da un dispositivo di protezione elettrosensibile su una pressa, il blocco di un riparo nel momento in cui un’operazione pericolosa è stata avviata, la prevenzione contro l’intrappolamento di persone, il comando ad azione mantenuta, etc. La norma EN 62061 stabilisce quindi i requisiti e fornisce indicazioni per la realizzazione, l’integrazione e la validazione di sistemi di comando e controllo di sicurezza elettrici, elettronici ed elettronici programmabili (SRECS) per le macchine e ne prende in considerazione l’intero ciclo di vita, dalla progettazione alla dismissione.

La norma non indica invece alcun requisito relativo alle prestazioni di dispositivi di controllo di sicurezza non elettrici (ad es. idraulici, pneumatici, elettromeccanici) per le macchine. Le prestazioni dei sistemi vengono indicate con il Safety Integrity Level (SIL). Dopo aver identificato le funzioni di sicurezza (SRCF) mediante l’analisi del rischio, queste vengono suddivise secondo funzioni di sicurezza più elementari chiamati blocchi funzionali (FB) molto più semplici da progettare. Ogni blocco funzionale viene specificato in termini di requisiti funzionali (informazioni in ingresso, elaborazioni logiche interne, tipo di uscita) e requisiti di sicurezza. Ai blocchi funzionali sono quindi assegnati circuiti elettrici adatti ad implementare i requisiti individuati: questi circuiti sono denominati sottosistemi (ad ogni sottosistema possono essere assegnati più blocchi funzionali come è possibile notare in figura 2 dove ad esempio al sottosistema 1 possono essere assegnati entrambi i blocchi funzionali A1 e B1).

L’idea generale è pertanto quella di scomporre un problema complesso (SRECS che deve risolvere una funzione di sicurezza SRCF) in tanti piccoli sottoproblemi (i sottosistemi che risolvono le parti di funzione di sicurezza rappresentate dai blocchi funzionali) più facilmente risolvibili.

I sottosistemi saranno a loro volta composti da componenti elettrici interconnessi fra di loro.

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