- messa a terra e interruzione automatica dell’alimentazione;
- componenti di classe II;
- separazione elettrica.
Protezione contro i contatti diretti
L’apertura degli involucri che danno accesso a parti attive deve essere possibile solo mediante l’impiego di specifico attrezzo e, se posti a meno di 2,5 metri da terra, rispetto le parti attive deve essere garantito almeno un grado di protezione IPXXB (inaccessibilità al dito di prova) oppure deve essere previsto un ulteriore schermo con lo stesso grado di protezione. Se lo sportello di apertura dell’involucro è posto in locale accessibile solo a persone autorizzate queste precauzioni possono essere evitate.
Con l’eccezione degli apparecchi installati ad un’altezza superiore a 2,8 m, le lampade degli apparecchi di illuminazione devono essere accessibili solo dopo aver rimosso mediante attrezzo una barriera o un involucro di protezione. In pratica per la sola protezione contro i contatti diretti si potrebbero adottare come grado di protezione minimo quelli indicati in figura 3.
L’uso di interruttori differenziali con corrente differenziale nominale inferiore a 30 mA si ritiene fornisca una protezione addizionale contro i contatti diretti.
Protezione contro i contatti indiretti
Impiego di componenti di classe II ( isolamento doppio o rinforzato)
Gli apparecchi di classe II non richiedono la messa a terra anzi, per motivi di sicurezza, è addirittura vietata. Non è quindi necessario mettere a terra i sostegni metallici e nemmeno preoccuparsi del corretto coordinamento dell’impianto di terra con i dispositivi di interruzione. Si può tra l’altro evitare l’uso dell’interruttore differenziale e i possibili disservizi legati all’intervento indesiderato di tali dispositivi come ad esempio accade durante i temporali.
Naturalmente tutti i componenti elettrici devono essere di classe II e devono essere assemblati con cura onde evitare che a causa di una cattiva installazione si comprometta l’originario isolamento doppio o rinforzato.
Particolare attenzione va posta alle operazioni di posa del cavo soprattutto all’ingresso nel palo dove potrebbero verificarsi danneggiamenti all’isolante difficilmente individuabili durante le operazioni di posa.
Per poter essere considerati di classe II i cavi devono essere del tipo con guaina con tensione nominale U0/U di un gradino superiore rispetto a quella di alimentazione dell’impianto. Se la tensione di alimentazione è 400/230 V potranno essere scelti da 0,6/1 kV. I cavi devono essere attestati in cassette di derivazione e morsettiere di classe II (fig. 4) e gli apparecchi di illuminazione sempre di classe II devono permettere un pratico e sicuro collegamento del cavo in modo che sia sempre garantita la classe II (fig. 5).
Separazione elettrica
L’impiego della separazione elettrica può dimostrarsi conveniente per piccoli impianti e per singoli apparecchi installati in zone isolate. L’alimentazione deve essere fornita da un trasformatore con isolamento doppio o rinforzato oppure con schermo metallico fra primario e secondario collegato a terra (Norme CEI 96-3 CEI 96-2 e CEI 96-8) e si può così evitare la messa a terra e l’uso dell’interruttore differenziale (la messa a terra non può ovviamente essere completamente evitata se il trasformatore presenta uno schermo metallico).
Il circuito isolato da terra deve essere poco esteso e comunque il prodotto della lunghezza del circuito per la tensione in volt non deve essere superiore a 100000 Vm. La protezione si realizza isolando il circuito rispetto la terra ed impedendo in tal modo alla corrente di guasto di richiudersi verso terra, mancando qualsiasi collegamento a terra di un punto del circuito separato ed essendo trascurabili le capacità verso terra del circuito di piccola estensione (fig. 6).
La condizione ideale consiste nell’alimentare ogni apparecchio con un trasformatore di isolamento. Se un trasformatore alimenta più apparecchi occorre evitare la situazione descritta in figura 7. Un primo guasto su una fase di un apparecchio può stabilirsi per un tempo imprecisato senza pericolo per la persona. Un successivo guasto su di un’altra fase di un secondo apparecchio potrebbe costituire un grave pericolo per la persona a contatto con i due apparecchi.
Il collegamento equipotenziale fra le masse trasforma il doppio guasto in un corto circuito che come tale può essere interrotto nei tempi stabiliti (0,4 s se U0/U=230/400 V) dai dispositivi di massima corrente opportunamente coordinati posti a protezione dei singoli utilizzatori (fig. 8).
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