Per gli utenti allacciati in Alta Tensione e Altissima Tensione è ora di adeguare il vostro fattore di potenza.
E’ infatti ormai imminente l’applicazione della delibera 568/2019/R/EEL, emessa dall’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in data 27 dicembre 2019 allo scopo definire «la regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il semiperiodo di regolazione 2020-2023».
In particolare, la delibera contiene indicazioni per la regolazione dei prelievi e delle immissioni di energia reattiva da parte dei clienti finali e delle imprese distributrici; rispetto alle regole in corso ci sono importanti modifiche per quanto riguarda gli utenti finali allacciati in alta tensione (AT, ovvero tra 35kV e 150kV), e in altissima tensione (AAT, ovvero oltre 150kV), che entrano in vigore dal primo gennaio 2021.
Il dettaglio è contenuto nell’allegato A alla delibera, ovvero il «testo integrato delle disposizioni per l’erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica per il semiperiodo 2020-2023», abbreviato per gli addetti ai lavori con l’acronimo «TIT 2020-2023».
Tralasciando le indicazioni per gli utenti in bt ed in MT, ormai in vigore dal 2016, focalizziamoci sulle regole per coloro che sono connessi “ai piani alti” della rete elettrica nazionale.
Per costoro, relativamente ai consumi di energia reattiva, si applicano i corrispettivi economici della tabella 5 del TIT, qui di seguito riportata.

Innanzitutto, notiamo che le disposizioni dell’ARERA relative al prelievo di energia reattiva sono espresse in funzione del rapporto tra energia reattiva ed energia attiva nel periodo di fatturazione, ovvero il mese. Traducendo in grandezze elettrotecniche, questo equivale a definire degli scaglioni di costo dell’energia reattiva impegnata in funzione del valore medio mensile della tangente di phi, dove phi è l’angolo di sfasamento tra corrente e tensione; ma noi dobbiamo riportarci al coseno di phi, che è il valore su cui solitamente ragioniamo per le tematiche inerenti allo sfasamento degli utenti.
Come si evince dalla tabella, i corrispettivi economici per gli anni 2020 e 2021 sono immutati, tuttavia è da sottolineare che:
- Per il 2020, i corrispettivi del primo scaglione sono applicati quando l’energia reattiva prelevata è superiore al 50% dell’energia attiva, in continuità con le regole vigenti nel 2019 ovvero nella disposizione del semiperiodo tuttora in corso. Questa condizione, opportunamente “tradotta” in termini del più usuale cos phi, suona in questo modo: “i corrispettivi si applicano quando il cos phi medio mensile dell’utente è inferiore a 0,9”
- Per il 2021, i corrispettivi del primo scaglione verranno applicati quando l’energia reattiva prelevata è superiore al 33% dell’energia attiva ovvero quando il cos phi medio mensile è inferiore a 0,95.
E tutto questo vale a parità di valori assoluti dei corrispettivi economici (che poi verranno ricalcolati ogni due anni in funzione del costo medio di generazione dell’energia): è evidente che l’aggravio economico in bolletta può essere pesante, per un utente che ha un basso cos phi e non si adegua.
Questa modifica è un cambiamento importante: le regole ad oggi ancora in vigore per gli utenti AT e AAT risalgono al 2007, pubblicate nella delibera allora nota come AEEG 348/07, e da allora non erano mai state toccate. Ma dopo oltre 10 anni, i tempi erano maturi per una modifica orientata a migliorare il comportamento di utenze che spesso sono molto energivore: una loro maggiore efficienza in termini di riduzione dell’impegno di energia reattiva porterà grande beneficio alla rete.
Un ultimo dettaglio: ARERA, con apposita delibera successiva, regolamenterà poi l’immissione in rete di energia reattiva (sia in termini di limiti che in termini di corrispettivi economici) con applicazione “promessa” a partire dal 1 gennaio 2022. Bisognerà porre attenzione anche a questa tematica: per la rete elettrica le immissioni di energia reattiva da parte degli utenti sono molto fastidiose, ma per gli utenti AT e AAT non sempre è facile evitarle. E’ un ambito delicato…