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Continuità produttiva nel settore food: la risposta di Ortea alle microinterruzioni di rete

Pubblicato: 17 luglio 2026 Categoria: News Costruttori

Nel panorama industriale del Sud Italia, spesso l'efficienza produttiva deve fare i conti con una sfida invisibile: la qualità e l'instabilità della rete elettrica.

Continuità produttiva nel settore food: la risposta di Ortea alle microinterruzioni di rete

In uno stabilimento di un’azienda leader del settore della frutta secca, dotata di linee di produzione 4.0 di ultimissima generazione, le micro interruzioni di rete erano diventate un problema concreto per la continuità operativa. Anche eventi elettrici di durata estremamente breve possono infatti interrompere linee automatiche, bloccare sistemi di controllo e generare arresti improvvisi con impatti immediati sulla produzione.

Per rispondere a questa esigenza, Ortea ha fornito una soluzione dedicata: un compensatore di micro interruzioni Oxygen Zero K da 1000 kVA, progettato per mantenere l’alimentazione anche in caso di microinterruzioni di tensione, con tempi di intervento inferiori ai 5 millisecondi.

Cosa sono le microinterruzioni e perché rappresentano un rischio reale

Dal punto di vista tecnico, una micro interruzione si verifica quando la tensione di rete scende fino al 100% del valore nominale per periodi brevissimi (10-500 ms). Proprio questa brevità le rende insidiose: sono troppo rapide per essere percepite come un blackout tradizionale, ma sufficienti per mandare in blocco PLC, azionamenti, inverter, sistemi di automazione e logiche di supervisione.

Le cause possono essere diverse:

  • Sovraccarichi di zona: l’alta concentrazione di impianti produttivi genera spunti di carico che influenzano la stabilità della tensione per le utenze vicine.

  • Eventi atmosferici e infrastrutture: linee aeree esposte e commutazioni sulla rete di distribuzione possono causare microinterruzioni improvvise.

  • Transitori di rete: manovre degli enti erogatori sulla media e alta tensione che si riflettono sulla bassa tensione dello stabilimento.

In pratica, la rete torna disponibile molto rapidamente, ma quel brevissimo intervallo senza tensione basta a fermare il processo produttivo.

Le criticità di rete nell’aree industriali

In un contesto produttivo inserito in una grande area urbana e industriale, il tema della qualità di rete diventa particolarmente sensibile. Difficilmente queste problematiche dipendono da un’unica causa, più spesso sono di origine multifattoriale.

Spesso nel Sud Italia si presentano combinazioni di fattori strutturali e ambientali che rende la qualità della rete elettrica particolarmente critica per gli stabilimenti produttivi.

1. Infrastruttura di distribuzione in parte datata

Tratti di rete MT/BT con decenni di esercizio alle spalle accumulano guasti transitori, perdite di isolamento e una risposta più lenta ai picchi di assorbimento. Le cadute di tensione lungo i feeder di distribuzione sono più frequenti rispetto a reti di più recente costruzione.

2. Alta densità di carichi industriali pesanti

La presenza di grandi impianti produttivi nell'area con motori ad alto assorbimento, compressori, forni industriali e azionamenti a frequenza variabile, genera picchi di corrente e iniezioni di armoniche sulla rete che si traducono in fluttuazioni di tensione diffuse tra cui microinterruzioni.

3. Manovre di commutazione sulla rete del distributore

Per gestire guasti, bilanciare i carichi o isolare sezioni di rete, il distributore locale esegue manovre di commutazione che generano transitori e buchi di tensione improvvisi, spesso senza preavviso.

4. Fenomeni atmosferici

Il Sud Italia è soggetto a eventi temporaleschi intensi, soprattutto nel periodo primaverile-autunnale. I fulmini e le scariche atmosferiche, anche nelle vicinanze della linea di alimentazione, sono una causa frequente di microinterruzioni di rete.

L'impatto critico dei fermi macchina nel settore food

Nel settore alimentare, il danno provocato da una micro interruzione non coincide solo con il fermo linea. Un arresto improvviso può compromettere il corretto avanzamento delle fasi di trasporto, dosaggio, selezione, confezionamento e movimentazione; può generare scarti, anomalie di sincronizzazione, riavvii lunghi, reset dei sistemi di controllo e perdita di efficienza complessiva.

Quando il processo è continuo o fortemente automatizzato, anche un disturbo di pochi millisecondi può trasformarsi in un costo ben più alto della sola interruzione elettrica, incidendo direttamente su produttività e redditività.

La soluzione proposta: Oxygen Zero K

Per questo impianto Ortea ha proposto un Oxygen Zero K da 1000kVA con le seguenti caratteristiche principali:

  • potenza nominale: 1000 kVA

  • tensione di funzionamento: 400 V

  • corrente nominale in uscita: 1444 A

  • rendimento superiore al 99%

  • regolazione della tensione con IGBT + supercondensatori

  • precisione della tensione di uscita ±0,5%

  • tolleranza a forti sbilanciamenti di carico

  • display touch screen multilingua da 10”

  • comunicazione MODBUS TCP/IP

  • scaricatori di sovratensione in uscita

La configurazione offerta garantisce la compensazione di una perdita totale di tensione (-100%) per 1 secondo, con tempo di correzione inferiore a 5 ms.

Inoltre, la versione K fornita è equipaggiata da un total protection kit con interruttore in ingresso, by-pass interbloccato e interruttore in uscita.

Come funziona Oxygen Zero

Il sistema monitora in tempo reale l’alimentazione di rete; quando rileva una mancanza totale di tensione, interviene quasi istantaneamente grazie all’architettura basata su IGBT e supercondensatori, mantenendo la continuità di alimentazione verso il carico. In questo modo la linea produttiva non è influenzata dal disturbo.

Un investimento che protegge processo, qualità e affidabilità

In casi come questo, il valore della soluzione non si misura solo in termini elettrici. Proteggere un impianto dalle microinterruzioni significa ridurre i fermi non programmati, limitare gli scarti, stabilizzare il ritmo produttivo, tutelare l’efficienza delle linee e la qualità del prodotto finito.

Per un’azienda alimentare, significa anche rendere più prevedibili tempi, costi e continuità di servizio, con benefici che si riflettono sull’intera organizzazione industriale.

Perché scegliere Ortea Next come partner per la power quality?

Affidarsi a Ortea significa scegliere un partner, che non fornisce solo hardware, ma una consulenza ingegneristica completa.

Con l'integrazione di sistemi come Oxygen Zero, le aziende possono:

·        Massimizzare l'OEE (Overall Equipment Effectiveness) eliminando i tempi morti.

·        Monitorare lo stato dell'impianto tramite sistemi di comunicazione avanzati (protocollo di comunicazione MODBUS TCP/IP) e/o la piattaforma XCloud per la telediagnosi.

Ortea Next è il partner ideale per le aziende che vogliono affrontare in modo strutturato i problemi legati alla qualità dell’energia e alla continuità operativa. Grazie a una consolidata esperienza nel settore industriale, a un know-how ingegneristico specializzato e a una gamma di soluzioni progettate per applicazioni critiche, Ortea Next supporta i clienti nel migliorare l’affidabilità degli impianti, limitare i rischi di fermo produzione e aumentare l’efficienza complessiva dei processi.

Scegliere Ortea Next significa affidarsi a un partner con competenze specialistiche nella power quality, capace di affiancare l’azienda non solo nella fornitura della soluzione più adatta, ma anche nell’analisi delle criticità elettriche e nella protezione della continuità produttiva. L’esperienza maturata in contesti industriali complessi, unita a un approccio consulenziale e a tecnologie ad alte prestazioni come Oxygen Zero, consente di intervenire in modo concreto sui problemi di rete, riducendo i fermi impianto, migliorando l’affidabilità dei processi e contribuendo a una gestione più efficiente dell’intero sistema produttivo.

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