Tutti quegli ambienti che, a differenza di quelli ordinari, presentano, nei confronti dell’incendio, un rischio maggiore sono definiti luoghi a maggior rischio in caso d’incendio.
Un rischio d’incendio che può essere
inteso come il prodotto della probabilità che
si verifichi l’incendio per la presunta entità
del danno a cose, persone o animali.
In questi
luoghi, dove il rischio d’incendio è elevato,
si devono prendere provvedimenti nei
confronti dell’impianto elettrico, per evitare
che lo stesso possa diventare causa d’innesco
e propagazione dell’incendio.
La norma
Cei 64-8 lascia l’onere di stabilire quali siano
i luoghi a maggior rischio in caso d’incendio
al proprietario dell’impianto stesso che, nei
casi più complessi, può avvalersi della consulenza
di esperti, spesso lo stesso progettista
dell’impianto elettrico, e del parere dei
Vigili del Fuoco.
In ogni caso la norma Cei 64-8 distingue tre
tipi di ambienti a maggior rischio in caso
d’incendio, nella pratica comune identificati come luoghi di tipo A, B e C.
Un luogo
si dice a maggior rischio in caso d’incendio
di tipo A (art. 751.03.2) per l’elevata densità
di affollamento o per l’elevato tempo di
sfollamento in caso di incendio, oppure per
l’elevato danno ad animali o cose.
Quando le
strutture portanti sono combustibili si parla
di luogo a maggior rischio in caso d’incendio
di tipo B (art. 751.03.3).
Un luogo è, invece,
a maggior rischio in caso d’incendio di
tipo C (art. 751.03.4) quando sono presenti
elevate quantità di materiali infiammabili o
combustibili in lavorazione, convogliamento,
manipolazione o deposito.
La norma Cei 64-8 si occupa dei cavi Ls0h
per i luoghi marci di tipo A dove il loro impiego
può essere richiesto per i rischi connessi
all’elevato numero di persone contemporaneamente
presenti o per la difficoltà e
l’elevato tempo di sfollamento o, ancora, per
l’elevato danno ad animali o cose.
I fumi e
gas tossici e corrosivi emessi da un cavo diventano
pericolosi quando in presenza di un
incendio la combustione degli isolanti determina
l’immissione di sostanze dannose per
gli esseri viventi e le cose.
La pericolosità
si riduce notevolmente se il cavo è separato
dall’ambiente, aumenta invece se la posa
avviene senza alcuna protezione.
I tipi di
posa ammessi nei luoghi a maggior rischio
in caso d’incendio sono descritti nella norma
Cei 64-8/7 agli articoli 751.04.2.6 a, b, c.
Le condutture di cui all’art. 751.04.2.6 - a,
non presentano in genere rischi particolari
nei confronti dei fumi, gas tossici e corrosivi.
Si tratta di condutture di qualsiasi tipo
incassate in strutture non combustibili (ad
esempio sotto traccia) oppure di cavi posati
in tubo, o canale, metallico con grado di
protezione non inferiore a IP4X o ancora di
cavi ad isolamento minerale senza guaina
isolante.
Per tutte le altre condutture ammesse
in questi luoghi particolari, indicate
negli articoli 751.04. 2.6 b e c, il progettista
deve valutare l’opportunità o meno di utilizzare
cavi Ls0h.
Per meglio chiarire quanto detto, la tabella 2 riassume le varie tipologie di posa ammesse e la necessità o meno di valutare il rischio connesso all’emissione di fumi e gas tossici e corrosivi.