L'interruttore differenziale

Pubblicato: 3 ottobre 2012 Categoria: Altro
L'interruttore differenziale
Per ben comprendere il funzionamento dell\'interruttore differenziale conviene preliminarmente fissare le idee su alcuni concetti basilari inerenti il contatto che una persona può accidentalmente avere con parti in tensione di un impianto o di una apparecchiatura. Un\'analisi sistematica delle cause elettriche che possono condurre ad una tale situazione ha come punto di partenza proprio la parte di impianto o apparecchiatura con la quale avviene il contatto.
Il fatto che tale parte sia in tensione può costituire un evento normale oppure accidentale: le parti attive dell\'impianto (conduttori, morsetti e morsettiere…) sono, infatti, normalmente in tensione; altre parti conduttive, come ad esempio le masse, possono invece giungere in tale stato per motivi del tutto accidentali (perdita di isolamento).

Il contatto di una persona con parti attive presuppone quindi che queste siano divenute accidentalmente accessibili. Nel caso delle masse le cose cambiano: essendo parti ordinariamente non in tensione, possono risultare normalmente accessibili (si pensi alla carcassa di un elettrodomestico): in tal caso, il pericolo è costituito dal fatto che sono divenute accidentalmente in tensione. Sulla base di tali semplici considerazioni è possibile suddividere i contatti delle persone con parti in tensione in due grandi tipologie:
  • contatti diretti: sono quelli che avvengono con parti attive divenute accidentalmente accessibili;
  • contatti indiretti: sono quelli che avvengono con parti accessibili divenute accidentalmente in tensione.
Questo fondamentale concetto è di primaria importanza per la sicurezza elettrica.