L\'inizializzazione

Pubblicato: 28 febbraio 2013 Categoria: Guide e approfondimenti
L\'inizializzazione

La “messa in esercizio” di un sistema programmabile qual è il Dali non può prescindere da una fase di start up.

 

Occorre innanzitutto “notificare” al modulo di comando ogni dispositivo facente parte del sistema.

Affinché un dispositivo possa essere identificato è necessario che lo stesso sia connesso al bus ed alla rete di alimentazione.

 

L’identificazione può avvenire in due modi diversi:

  1. il modulo di comando interroga tutti i dispositivi connessi e ne riceve un numero di  identificazione (Id number), residente all’interno di ognuno di essi (si tratta di una sequenza di 24 bit memorizzata dal costruttore). Qualora gli Id di due differenti unità dovessero coincidere, l’U.C. avvia un generatore di numeri casuali che produce un nuovo Id; 
  2. in alcuni sistemi è possibile una identificazione “manuale”, attuata ponendo il modulo di comando in fase di Id e forzando uno stato di fail sequenzialmente in ogni dispositivo da identificare (ad esempio, nel caso di ballast, interrompendone il collegamento con il carico).

Una volta che l’identificazione di tutti i dispositivi ha avuto luogo, è possibile l’attribuzione degli indirizzi (individuali e di gruppo).

Nel caso di dispositivi destinati a far parte di sistemi Dali, con architetture non eccessivamente complesse, alcuni costruttori provvedono all’assegnazione di questi ultimi direttamente in fase di produzione. È possibile assegnare indirizzi relativi a singole unità o a gruppi di unità.

 

L’assegnazione di indirizzi individuali permette ovviamente di controllare lo stato di ogni singolo dispositivo indirizzato. Quando sono aggiunti nuovi componenti (ed esempio a scopo di ampliamento), oppure quando un dispositivo già installato deve essere sostituito, si rendono necessarie nuove fasi di identificazione e di indirizzamento le quali possono essere limitate ai soli dispositivi aggiunti (o sostituiti), oppure estese all’intero sistema.

 

Una volta che le fasi di identificazione ed indirizzamento sono state completate è possibile, da parte dell’utente o dell’installatore, la creazione delle “scene” di illuminazione.

In linea di principio ciò avviene memorizzando in corrispondenza di ogni indirizzo precedentemente assegnato (singolo o di gruppo) determinati valori di regolazione che fissino l’intensità luminosa delle sorgenti coinvolte. In questa fase ciascun sensore intelligente può essere configurato per il controllo di una singola o di un gruppo di sorgenti.

 

Un’analisi delle specifiche tecniche del sistema evidenzia un’intelligenza di tipo distribuito: gli indirizzi e molti parametri di controllo risultano residenti nei singoli dispositivi controllati anziché nel modulo di comando. La memorizzazione avviene per mezzo di opportuni comandi imposti al modulo comando mediante pannelli o controlli remoti (radio o IR).

 

Lo standard offre la possibilità di memorizzare fino a:

  • 64 indirizzi per singole unità (individual addresses);
  • 16 indirizzi per gruppi di unità (group addresses); 
  • 16 livelli di intensità luminosa per ogni indirizzo (scene light values).

Si tenga presente che quelli indicati sono i valori massimi fissati dallo standard, mentre esistono in commercio sistemi “ridotti” appositamente dotati di un limitato range di indirizzi. Le fasi di installazione ed inizializzazione di un sistema Dali richiedono sempre il ricorso alla specifica documentazione di prodotto fornita dal costruttore (figura 7).


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