Pubblicato: 12 maggio 2012
Categoria: Altro
Un riferimento particolare meritano le prese a spina, che sono una delle principali cause d’infortunio di origine elettrica, in special modo quando non sono a norma per cui le spine sono prive di setti di separazione dei conduttori.
Può infatti capitare in tal caso che il conduttore PE entri in contatto con il conduttore di fase, trasferendo alla massa dell’utilizzatore la tensione di fase; occorre quindi evitare assolutamente l’uso di spine non a norma.
Le prese a spina, sia a spina inserita sia disinserita, devono avere - come tutti gli altri componenti dell’impianto - un grado di protezione minimo IP44 che, laddove sia prevedibile la presenza di getti d’acqua, sia aumentato almeno a IP55 ed elevabile fino a IP67.
Le prese a spina vanno protette contro le sovracorrenti da interruttore magnetotermico con corrente nominale non superiore a quella delle prese e da differenziale con Idn minore o uguale a 30 mA, tenendo presente che un differenziale non può proteggere più di 6 prese.
Prima di inserire spine di derivazione facenti capo a prolunghe di derivazione occorre verificare il buono stato della guaina esterna, l’assenza di giunti, nastrature e rigonfiamenti facendo particolare attenzione ai pressacavi di entrata e al corretto stato dei fermacavi. Le spine devono essere inserite e disinserite agendo direttamente su di esse e non tirando il conduttore facente capo alla spina.
Una categoria molto importante è costituita dalle prese con dispositivo di blocco, sempre consigliabili per macchine destinate ad essere inserite e disinserite da persone non addestrate, anche se non sono obbligatorie; il dispositivo di blocco, infatti, impedendo l’inserzione e l’estrazione della spina in presenza di tensione, consentono il prelievo di corrente in condizione di sicurezza, evitando pericolosi scintillii che potrebbero causare incendi.
Il blocco può essere meccanico o elettrico.
Il blocco meccanico impedisce la chiusura dell’interruttore con spina non inserita, l’estrazione della spina con interruttore chiuso e l’apertura del coperchio della presa con interruttore chiuso, l’interblocco elettrico impedisce le manovre di inserimento ed estrazione della spina con contatti in tensione.
Possono essere oggi utilizzate nei cantieri, come prevede alla parte 7 la nuova edizione della norma Cei 64-8, anche prese a spina per uso domestico e similare purché protette contro danneggiamenti meccanici, liquidi e corpi solidi; questa correzione si è resa necessaria per la constatazione che molti piccoli utensili sono corredati di spine di tipo domestico e l’uso in cantiere era reso possibile solo con manomissioni e modifiche improvvisate che compromettevano la sicurezza.
Modifiche improvvisate che non sono scongiurate del tutto, specie per la prassi invalsa di riparare in modo approssimativo spine, cavi di alimentazione e prolunghe danneggiate con mezzi di fortuna, come il nastro isolante.
Infatti il semplice isolamento non è sufficiente a garantire la sicurezza dei lavoratori dal rischio di contatto diretto con i conduttori elettrici, senza contare che un conduttore potrebbe trovarsi a contatto con terreno bagnato.
Occorre considerare che un utensile elettrico portatile o una prolunga usata su un ponteggio, in caso di perdita di isolamento dell’utensile o danneggiamento del cavo potrebbero portare in tensione tutta la struttura metallica, con la probabilità di un contatto indiretto in un qualunque punto del ponteggio.
Può infatti capitare in tal caso che il conduttore PE entri in contatto con il conduttore di fase, trasferendo alla massa dell’utilizzatore la tensione di fase; occorre quindi evitare assolutamente l’uso di spine non a norma.
Le prese a spina, sia a spina inserita sia disinserita, devono avere - come tutti gli altri componenti dell’impianto - un grado di protezione minimo IP44 che, laddove sia prevedibile la presenza di getti d’acqua, sia aumentato almeno a IP55 ed elevabile fino a IP67.
Le prese a spina vanno protette contro le sovracorrenti da interruttore magnetotermico con corrente nominale non superiore a quella delle prese e da differenziale con Idn minore o uguale a 30 mA, tenendo presente che un differenziale non può proteggere più di 6 prese.
Prima di inserire spine di derivazione facenti capo a prolunghe di derivazione occorre verificare il buono stato della guaina esterna, l’assenza di giunti, nastrature e rigonfiamenti facendo particolare attenzione ai pressacavi di entrata e al corretto stato dei fermacavi. Le spine devono essere inserite e disinserite agendo direttamente su di esse e non tirando il conduttore facente capo alla spina.
Una categoria molto importante è costituita dalle prese con dispositivo di blocco, sempre consigliabili per macchine destinate ad essere inserite e disinserite da persone non addestrate, anche se non sono obbligatorie; il dispositivo di blocco, infatti, impedendo l’inserzione e l’estrazione della spina in presenza di tensione, consentono il prelievo di corrente in condizione di sicurezza, evitando pericolosi scintillii che potrebbero causare incendi.
Il blocco può essere meccanico o elettrico.
Il blocco meccanico impedisce la chiusura dell’interruttore con spina non inserita, l’estrazione della spina con interruttore chiuso e l’apertura del coperchio della presa con interruttore chiuso, l’interblocco elettrico impedisce le manovre di inserimento ed estrazione della spina con contatti in tensione.
Possono essere oggi utilizzate nei cantieri, come prevede alla parte 7 la nuova edizione della norma Cei 64-8, anche prese a spina per uso domestico e similare purché protette contro danneggiamenti meccanici, liquidi e corpi solidi; questa correzione si è resa necessaria per la constatazione che molti piccoli utensili sono corredati di spine di tipo domestico e l’uso in cantiere era reso possibile solo con manomissioni e modifiche improvvisate che compromettevano la sicurezza.
Modifiche improvvisate che non sono scongiurate del tutto, specie per la prassi invalsa di riparare in modo approssimativo spine, cavi di alimentazione e prolunghe danneggiate con mezzi di fortuna, come il nastro isolante.
Infatti il semplice isolamento non è sufficiente a garantire la sicurezza dei lavoratori dal rischio di contatto diretto con i conduttori elettrici, senza contare che un conduttore potrebbe trovarsi a contatto con terreno bagnato.
Occorre considerare che un utensile elettrico portatile o una prolunga usata su un ponteggio, in caso di perdita di isolamento dell’utensile o danneggiamento del cavo potrebbero portare in tensione tutta la struttura metallica, con la probabilità di un contatto indiretto in un qualunque punto del ponteggio.