In ogni istante della sua vita, l’uomo è bersagliato da informazioni visive ed acustiche provenienti da ogni direzione. Dovendo predisporre un sistema audio- video che simuli al meglio la realtà tra le pareti di una stanza, parrebbe pressoché inevitabile il ricorso ad un gran numero di altoparlanti accuratamente distribuiti in modo da circondare lo spettatore di sorgenti sonore (vedi figura 1) unitamente a un sistema di proiezione che trasformi ogni parete della stanza in un supporto per immagini visive in movimento.
Per quanto non impossibile da realizzare, una simile soluzione non è razionale sotto molteplici punti di vista, non ultimo sotto il profilo dei costi. Più percorribile, almeno sulla carta, è la strada della riproduzione di una sala cinematografica in scala ridotta, in cui l’immagine visiva va ad occupare una porzione più o meno consistente di una parete, coerente con un’immagine sonora prodotta da una serie di diffusori acustici installati lungo la medesima parete (o lievemente scostati da questa) e corredata all’occorrenza di effetti sonori di ogni plausibile provenienza.
Può a questo punto essere utile ricordare che in una sala cinematografica il sistema di diffusione sonora è composto di un certo numero di sistemi di altoparlanti collocati dietro o a lato dello schermo di proiezione e di una serie di diffusori acustici distribuiti lungo le pareti che attorniano, lateralmente e posteriormente, la platea (vedi figura 2).
Si tratta di due gruppi ben distinti di diffusori acustici, i compiti dei quali sono attribuiti con estrema precisione.
Il gruppo a disposizione “frontale” è costituito di almeno quattro unità, un diffusore acustico centrale, uno a sinistra e un altro a destra dello schermo, più un sistema di altoparlanti, detto subwoofer, destinato alla riproduzione di suoni di frequenze gravi (componenti sonore di frequenze inferiori ai 100 Hz). Ognuna di queste quattro unità è incaricata di diffondere un messaggio sonoro specifico, per cui, come si suole dire, fa capo ad un canale audio indipendente.
Il gruppo a disposizione laterale/ posteriore, per quanto più numeroso del precedente, fa viceversa riferimento a due o al massimo tre canali, un canale “effetti” sinistro ed un canale “effetti” destro, più un eventuale canale centrale posteriore; ovviamente, diffusori acustici facenti capo ad un certo canale dovranno essere installati tutti dalla medesima parte, a destra, al centro o a sinistra rispetto a un’ipotetica linea che divida la sala cinematografica in due parti uguali secondo la sua lunghezza.
Copiare una simile configurazione base in ambito domestico è cosa fattibile, anche perché le tipiche dimensioni dell’ambiente che viene ad essere eletto mini-sala cinema consentono di ridurre il numero di diffusori acustici al numero di canali audio previsti dagli standard più in auge: tre frontali (due laterali ed uno centrale), un subwoofer e due laterali/posteriori (uno sulla sinistra e l’altro sulla destra dell’area di ascolto e visione).