La norma EN 61643-11 (IEC 61643-11)

Pubblicato: 19 febbraio 2012 Categoria: Altro

La protezione degli edifici nel caso di fulminazione diretta troppo spesso si riduce al cosiddetto Lps (Lightening protection system), ovvero captatore calata e dispersore.

Ma l’Lps da solo non è sufficiente e, anche nel caso di edifici autoprotetti che non hanno bisogno di Lps, è necessario proteggere gli impianti. Ciò significa ridurre il rischio che cose e persone possono subire, proteggendo dai danni dovuti alle sovratensioni ed alle sovracorrenti che i fulmini - che cadono nelle vicinanze o sull’edificio - possono provocare.

Il rimedio contro tali rischi è costituito dall’utilizzo corretto di Spd. I fulmini sono delle scariche formidabili di corrente (centinaia di kA) che, seppur di tipo impulsivo e quindi di brevissima durata, hanno un notevole contenuto energetico.

Per poter scegliere il giusto Spd occorre distinguere:

  • fulmini intercettati direttamente dalla struttura o dalla linea elettrica;

  • fulmini a terra nelle vicinanze della linea elettrica o della struttura.

Nel primo caso, infatti, l’Lps provvederà a convogliare la corrente verso il terreno mediante il percorso captatore, calata e dispersore, ma inevitabilmente parte della corrente investirà anche i cavi degli impianti: gli Spd che installeremo in questo caso dovranno, quindi, essere in grado di sopportare la corrente di fulminazione.

Negli altri casi, invece, il fulmine che cade a terra provocherà delle sovratensioni che gli Spd sanno eliminare, deviando a terra la corrente che in questo caso è di natura diversa da quella del fulmine.

Per questo motivo la norma EN 61643-11 classifica gli Spd a seconda del tipo di corrente con il quale sono stati provati.


Argomenti correlati

Protezione da sovratensioni

La protezione contro le sovratensioni (Prima parte della guida di Gianluigi Saveri)

La protezione contro le sovratensioni (Seconda parte della guida di Gianluigi Saveri)