INSTALLAZIONE DI SPD DI CLASSE II

Pubblicato: 6 febbraio 2012 Categoria: Altro
INSTALLAZIONE DI SPD DI CLASSE II

Per proteggere le apparecchiature collegate all’impianto è necessario prevedere, nel centralino domestico o nel quadro principale, un Spd di Classe II capace di proteggere l’impianto da due tipologie di rischio:
scariche atmosferiche indirette (senza impatto sulla struttura principale dell’edificio);
sovratensioni residue limitate in valore da un Spd di Classe I innescato a monte dell’Spd di Classe II.

I dati principali da prendere in considerazione nella scelta di un Spd di Classe II sono:
• corrente nominale di scarica In. Deve essere effettuata una verifica mediante i parametri stabiliti dalla norma in funzione della tipologia dell’impianto e del numero di linee entranti;
• tensione di protezione Up.
Up è il valore della tensione residua ai capi dell’Spd che si ripropone in parallelo alle apparecchiature collegate all’impianto durante la scarica.
Quando nell’impianto sono presenti più Spd, è necessario verificarne il coordinamento relativo, in accordo con quanto dichiarato dal costruttore di tali apparecchi. L’obiettivo del coordinamento è quello di evitare danni all’Spd a valle (2 di figura 5) e assicurare il massimo livello di protezione sfruttando appieno le caratteristiche di entrambi gli Spd.
Come mostrato in figura 5, più aumenta la corrente di fulmine, più aumenta la tensione ai capi dell’Spd (1), il quale tende ad innescare e ad assorbire energia alleggerendo così il compito dell’Spd (2), che non deve danneggiarsi, per garantire il giusto livello di protezione a valle.
I parametri che il costruttore fornisce per permettere il coordinamento sono:
• le distanze minime di disaccoppiamento tra due Spd contigui (alcuni costruttori forniscono accorgimenti da adottare quando vengano realizzate distanze di disaccoppiamento inferiori al minimo);
• il valore di corrente nominale di scarica (In) e il valore di corrente di fulmine (Iimp).
Per realizzare la protezione sopra descritta, Sia l’Spd di Classe I sia l’Esp di Classe II devono essere “di modo comune” (termine dato dalla norma, ovvero scaricatori di sovratensione che agiscono, per limitare la tensione, scaricando tra fase e terra e tra neutro e terra.