L\'alimentazione separata è solitamente fornita da un trasformatore. La vecchia norma richiedeva che fosse con isolamento doppio o rinforzato fra gli avvolgimenti. In questo caso una persona poteva entrare a contatto col circuito primario se si danneggiavano i due isolamenti previsti, l\'isolamento principale e il doppio isolamento interposto fra gli avvolgimenti. Due guasti, più ovviamente un terzo guasto sulla massa, prima che la situazione si potesse presentare pericolosa (fig. 2a).
Ora l\'art . 413.5.2.2 della sesta edizione della Norma CEI 64-8 dice che “il circuito separato deve essere alimentato mediante una sorgente con almeno separazione semplice, e la tensione del circuito separato non deve superare 500 V”. L\'alimentazione di un circuito protetto tramite separazione elettrica può essere quindi prelevata, anche in un normale sistema di distribuzione (ad eccezione dei luoghi conduttori ristretti), mediante l\'uso di un normale trasformatore ( non sono però ammessi gli autotraformatori ).
Il trasformatore con separazione semplice presenta però un unico ostacolo che sommato a quello presentato dagli apparecchi di classe I da come risultato due. La persona si trova quindi in pericolo dopo soli due guasti (fig. 2b). Per la Norma questo è accettabile, anche in considerazione del fatto che per la maggior parte degli altri sistemi di protezione contro i contatti indiretti si ritiene che arginare due guasti sia sufficiente per garantire una adeguata protezione.
Nulla ovviamente vieta, per migliorare ulteriormente la sicurezza, di avvalersi ancora di un trasformatore di isolamento, che presenta caratteristiche costruttive tali da rendere minima la probabilità di un guasto fra gli avvolgimenti, e continuare a garantire in tal modo una separazione di protezione fra primario e secondario.