Il punto della situazione sui RAEE dalle FAQ di Ecolamp

Pubblicato: 8 novembre 2010 Categoria: Ultime notizie

I rifiuti elettrici non possono essere gettati nei normali cassonetti e smaltiti in discarica, ma necessitano di una raccolta separata al fine di recuperare i materiali riciclabili (metalli, plastiche, vetro, ecc.) e di smaltire in modo sicuro le componenti inquinanti. Leggi il punto e le faq

Frigoriferi e climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici, televisori e computer, apparecchiature audio/foto/video e lampade a risparmio di energia, giochi elettronici ed elettroutensili. Tutti strumenti, costantemente presenti in ogni attività della nostra vita quotidiana, che per funzionare dipendono da correnti elettriche o da campi elettromagnetici.

Giunti al termine del ciclo di vita diventano rifiuti classificati con la sigla RAEE. Tali rifiuti non possono essere gettati nei normali cassonetti e smaltiti in discarica, ma necessitano di una raccolta separata al fine di recuperare i materiali riciclabili (metalli, plastiche, vetro, ecc.) e di smaltire in modo sicuro le componenti inquinanti.

Il Decreto Legislativo n. 151 del 2005 definisce il nuovo assetto normativo ed operativo in materia di rifiuti elettrici ed elettronici. La normativa nazionale si pone l’obiettivo di migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai Produttori ai Consumatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo.

I Produttori e/o Importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche hanno l’onere di finanziare, organizzare e gestire un sistema integrato per il trattamento dei RAEE mediante l’adesione ai Sistemi Collettivi. Questi ultimi provvedono al ritiro dei RAEE dai punti di raccolta autorizzati, al loro trasporto presso centri di trattamento selezionati e alle successive attività di riciclo e recupero dei materiali. Per il finanziamento del Sistema RAEE, i Produttori possono applicare un Eco-contributo RAEE, che può essere "visibile" (cioè evidenziato al consumatore in modo separato dal prezzo del prodotto) oppure "internalizzato" (cioè incluso nel prezzo dell'AEE nuova posta in vendita).
 
I Comuni o i soggetti da essi delegati hanno il compito di mettere a disposizione dell’utenza domestica e della Distribuzione centri di raccolta idonei per il conferimento dei RAEE nonché di informare i consumatori sulle misure adottate dalla pubblica amministrazione affinchè i consumatori contribuiscano sia alla raccolta dei RAEE, sia ad agevolare il processo di reimpiego, di trattamento e di recupero degli stessi.
 
La Distribuzione è chiamata ad organizzare un servizio di ritiro gratuito dei RAEE consegnati dai Consumatori in ragione di uno contro uno al momento del nuovo acquisto di un’analoga apparecchiatura elettrica o elettronica.
 
I Cittadini, quali consumatori finali
, devono consegnare i RAEE esclusivamente nei centri di raccolta predisposti dai Comuni, oppure riconsegnarli ai Distributori al momento dell’acquisto di una nuova analoga apparecchiatura elettrica o elettronica. La possibilità da parte del Consumatore di riconsegnare l'apparecchiatura elettrica ed elettronica non più funzionante al Distributore, in ragione di "Uno contro Uno", entra in vigore dal 18 giugno 2010 (rif. Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dell'8 marzo 2010, n. 65).

La gestione dei RAEE in Italia avviene attraverso Sistemi Collettivi, espressione del comparto produttivo nazionale e internazionale presente nel nostro Paese. Tutti i Sistemi Collettivi costituiti dai Produttori assicurano il servizio - senza fini di lucro - di ritiro dai centri di raccolta e l'avvio dei RAEE al riciclo sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo comune è massimizzare l’efficienza e l’efficacia dei processi di trattamento per la tutela dell’ambiente e della salute collettiva, nel pieno rispetto della Normativa vigente.
 
Per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Direttiva UE (pari a 4 kg di RAEE raccolti per abitante entro la fine del 2008), i Sistemi Collettivi dovranno comunicare periodicamente i dati relativi ai RAEE trattati e ai materiali avviati al riciclo. L’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, é l’organismo competente per il monitoraggio dei risultati raggiunti, che saranno poi resi pubblici dal Ministero dell'Ambiente.

Oltre ai problemi legati ai volumi che andranno ad occupare, i rifiuti elettrici ed elettronici preoccupano principalmente per il potenziale impatto ambientale delle sostanze inquinanti che spesso contengono e per i rischi che queste possono rappresentare per la salute pubblica: perciò è indispensabile che le sostanze pericolose (come il mercurio per le lampade) vengano trattate e smaltite in modo sicuro. Dai RAEE inoltre si possono recuperare rame, ferro, alluminio, acciaio, vetro e plastiche: tutti materiali facilmente reimpiegabili nei processi produttivi.

Fonte: ecolamp