Classificata anche come Cei 37-8, è una norma di valenza internazionale che ha eliminato le diverse norme nazionali preesistenti.
È applicabile ai limitatori di sovratensione contro gli effetti diretti ed indiretti del fulmine o di altre sovratensioni transitorie.
Questi dispositivi sono concepiti per essere installati in circuiti a 50/60 Hz con tensione nominale non superiore a 1000 V.
Il fatto più rilevante è quello di avere introdotto la classificazione degli Spd secondo le diverse modalità di prova.
La classe di prova I è intesa a simulare correnti impulsive parziali condotte.
Gli Spd provati secondo le modalità di prova di classe I sono raccomandati per l’installazione nei punti maggiormente esposti, per esempio, all’ingresso di linee in edifici già protetti da sistemi contro i fulmini (Lps). Gli Spd provati con i metodi di classe II e III, sono sottoposti ad impulsi di durata inferiore.
Questi Spd sono generalmente raccomandati per l’installazione in punti meno esposti.
Alle classi di prova I, II e III corrispondono altrettante tipologie di Spd:
• Spd di Tipo 1;
• Spd di Tipo 2;
• Spd di Tipo 3.
La norma stabilisce in modo molto chiaro che cosa il costruttore deve, come minimo, fornire al fine di consentire l’identificazione del prodotto.
Tra le informazioni obbligatorie, vale la pena ricordare:
1 la tensione massima continuativa Uc;
2 la corrente di scarica nominale In;
3 tipo di Spd con i relativi parametri di scarica:
a. Iimp per gli Spd di Tipo 1
b. Imax per gli Spd di Tipo 2
c. U0c per gli Spd di Tipo 3
4 il livello di protezione di tensione Up.
Mediante questi parametri è possibile scegliere e dimensionare correttamente gli Spd per ottenere un sistema di protezione adeguato come richiesto dalle nuove norme Cei 81-10.
La tensione massima continuativa Uc, definita come valore massimo della tensione efficace che può essere applicato permanentemente, costituisce un parametro fondamentale di scelta: rappresenta, di fatto, il limite oltre il quale l’Spd può cominciare a scaricare corrente, quindi non può essere scelta troppo bassa per evitare interventi dell’Spd a seguito di oscillazioni di rete, e, allo stesso tempo, essendo legato al livello di protezione, non può essere troppo alta per garantire una buona protezione.
La norma consiglia almeno un 10% di margine rispetto alla tensione nominale dell’impianto.
La corrente di scarica nominale In, definita come valore di picco della corrente che circola nell’Spd e che ha un forma d’onda 8/20 μs, rapprenda la capacità dell’Spd di scaricare a terra le sovratensioni.
È di fondamentale importanza perché è proprio al passaggio di questa corrente attraverso l’Spd che viene misurata la tensione residua che costituisce poi il livello di protezione di tensione offerto.
La nuova norma Cei 81 ha permesso di chiarire che non sono necessari grossi valori di corrente nominale In per proteggere e questo permette di ottenere livelli di protezione decisamente più bassi.
La corrente Iimp, è definita da tre parametri: una corrente Ipeak, una carica Q ed un’energia W/ R.
Una corrente impulsiva con forma d’onda 10/350 μs, può soddisfare questa terna, ed è quella che normalmente si usa per provare gli Spd in classe di prova I.
La scelta dell’Spd di classe di prova I avviene proprio selezionando una corrente Iimp che sia maggiore della quota parte di corrente di fulmine che potrà attraversare l’Spd; il calcolo viene fatto ripartendo la corrente del fulmine nelle diverse vie di corrente possibili.
La corrente Imax, definita come valore di picco della massima corrente circolante nell’Spd, avente forma d’onda 8/20 ms. È utilizzata esclusivamente per gli Spd in classe di prova II.
È maggiore di In e rappresenta la prestazione estrema dell’Spd, non va utilizzata per il suo dimensionamento, ma semplicemente rende concreta indicazione del livello d’impiego dell’Spd: tanto più Imax è maggiore di In, tanto meno l’Spd verrà sollecitato e, pertanto, ci si può aspettare una durata maggiore.
La tensione Uoc, definita come la tensione a vuoto di un generatore che determina una tensione impulsiva con forma d’onda 1,2/50 μs a circuito aperto ed una corrente impulsiva con forma d’onda 8/20 μs in cortocircuito; il rapporto tra la tensione di picco a circuito aperto e la corrente di picco in cortocircuito è 2 Ohm.
È utilizzata esclusivamente per gli Spd in classe di prova III. In pratica la tensione a vuoto del generatore determina una corrente che ricorda quella nominale utilizzate per gli Spd in classe di prova I e II.
Ad esempio ad una tensione a vuoto di 10 kV, una delle più utilizzate, corrisponde una corrente di cortocircuito di 5 kA.