Si considerano tre diversi valori per la resistenza R0. In presenza di R0= 0 (linea in cortocircuito), come rappresentato dalla figura 5, la tensione riflessa è negativa ed uguale in ampiezza all’onda incidente, cosicché la tensione totale nel punto di transizione è nulla: infatti una linea in cortocircuito ha tensione nulla.
Tuttavia la corrente riflessa è positiva e uguale a quella incidente, cosicché la corrente totale risulta il doppio della corrente incidente. Considerando il caso in cui R0= Z (figura 6), ossia la resistenza è uguale all’impedenza caratteristica della linea di trasmissione, non si ha né tensione né corrente riflessa e l’intera energia dell’onda incidente è assorbita nella resistenza.
Pertanto la tensione totale nel punto di transizione è pari alla tensione dell’onda incidente. Tuttavia, non appena R0 supera il valore critico Z, la tensione riflessa diventa positiva.
In particolare quando la resistenza R0 risulta infinita (ossia si ha un circuito aperto, come mostrato in figura 7) la tensione riflessa è positiva ed uguale in ampiezza all’onda incidente, cosicché la tensione totale nel punto di transizione è doppia della tensione incidente. Un’onda di tensione che viaggia lungo una linea aperta ad un suo estremo, quindi, causa in quel punto un raddoppio della tensione, da cui nascono possibili problemi per l’isolamento.
La corrente riflessa ha la stessa ampiezza di quella incidente, ma con valore negativo, quindi la corrente totale è nulla: infatti, in una linea aperta la corrente vale zero.
Pertanto, si osserva che l’unica condizione che non produce riflessione è quella in cui la linea è “adattata”, ossia è collegata ad un’impedenza dello stesso valore della sua impedenza caratteristica. Sfruttando questa condizione è possibile eliminare la componente della tensione riflessa, che rappresenta un fenomeno indesiderato, ed ottenere la tensione voluta.