Qualificazione ed estensione geometrica delle zone pericolose

Pubblicato: 2 agosto 2007 Categoria: Altro
Qualificazione ed estensione geometrica delle zone pericolose

A seconda del livello di pericolosità sono previste quattro zone:
zona AD, di qualifica Z0;
zona AD, di qualifica Z1;
zona AD, di qualifica Z2;
zona AD, di qualifica ZR.

Così si ottiene una classificazione suddivisa in classe/zona: ZONA C0Z0, ZONA C0Z1 , ZONA C0Z2 ZONA C0ZR.
A originare le zone pericolose sono i centri di pericolo CP (di primo e secondo grado) individuati per la sola presenza della sostanza e non per la probabilità di presenza, in quanto quando la sostanza è presente è anche sempre presente il pericolo di esplosione.

Sono centri di pericolo di primo grado C0CP1 le macchine destinate alla lavorazione e alla produzione delle sostanze esplosive allorché si trovino nelle condizioni:
• allo stato secco, in polvere o aggregazione in grado di dar luogo a polveri nell’atmosfera;
• allo stato liquido o allo stato fuso in grado di dar luogo a vapori nell’atmosfera;
• allo stato pastoso o gelatinoso in grado di dar luogo a vapori nell’atmosfera in condizioni di temperatura ambiente.
Alcuni esempi di C0CP1 sono: essiccatoi e setacci di esplosivi primari, presse per la formazione di cariche, miscelatori di miscele piriche, ecc (la norma cita 48 esempi).

Sono, invece, centri di pericolo di secondo grado C0CP2: i depositi, le macchine , le apparecchiature ed i posti di manipolazione per la produzione o la lavorazione o l’immagazzinamento delle sostanze allorché si trovino nelle condizioni:
a) contenute in involucri di qualunque tipo, asportabili e non;
b) allo stato secco in forma di cariche compresse o ottenute per fusione o per trafilazione o con altro metodo adatto;
c) negli stati di polvere, granuli o cristalli con contenuto di umidità tale da impedire l’emissione di polveri all’esterno del contenitore. Alcuni esempi di C0CP2 sono: pressa per l’estrusione di polveri attrezzature di imballaggio per dinamiti, macchine per la truciolatura di propellente, ecc (la norma cita 31 esempi).

Generalmente:
• un centro di pericolo C0CP1 genera una zona C0Z1;
• un centro di pericolo C0CP2 genera una zona C0Z2;
• le aperture di ambienti C0Z2 generano una zona C0ZR.
L’estensione delle zone originate dai centri di pericolo, che siano C0Z1 O C0Z2, in ambiente interno si estendono sempre a tutto l’ambiente considerato.
In ambiente esterno invece non si hanno zone C0Z1 mentre le zone C0Z2 si estendono in verticale fino al suolo e fino a 1,5m sopra l’apertura, e in orizzontale per 3m in tutte le direzioni.
Le zone di rispetto C0ZR, sia in interno che in esterno, si estendono anch’esse in verticale fino al suolo per 1,5m sopra l’apertura e in orizzontale per 3m in tutte le direzioni.