Un trasformatore per essere definito di sicurezza deve presentare una tensione secondaria a vuoto non superiore a 50 V e gli avvolgimenti devono essere separati da un isolamento doppio o rinforzato (oppure per i trasformatori fissi anche uno schermo metallico collegato a terra).
L’isolamento del circuito primario verso un eventuale involucro metallico può essere doppio o rinforzato, trasformatore di Classe II, oppure normale, trasformatore di Classe I, in questo caso l’involucro metallico deve essere collegato a terra. Il secondario del trasformatore SELV e le masse alimentate non devono invece essere collegati a terra (fig. 2).
Quando il trasformatore è di sicurezza deve riportare in targa il simbolo rappresentato nella figura seguente ed eventualmente, come normalmente avviene per i trasformatori che alimentano circuiti di chiamata, il simbolo del doppio isolamento (fig. 3).
A volte i circuiti di segnalazione e chiamata sono anche alimentati tramite un sistema di tipo FELV. I trasformatori di alimentazione del circuito hanno il secondario normalmente isolato da terra ma non sono di sicurezza. L’isolamento del circuito secondario nei confronti dei sistemi elettrici a tensione maggiore non è più sufficiente a garantire che la tensione del circuito primario possa trasferirsi in caso di guasto su quello secondario e occorre pertanto prendere provvedimenti nei confronti dei contatti diretti ed indiretti.
Le masse, indipendentemente dal valore della tensione secondaria, devono essere collegate al conduttore di protezione del circuito primario (fig. 4).
I circuiti a bassissima tensione devono essere separati dagli altri circuiti, ad esempio dai circuiti di energia a 230 V. Le linee e le scatole devono essere separate e la separazione può essere ottenuta con scatole indipendenti oppure per mezzo di setti separatori (fig. 5).
Un circuito a bassissima tensione può anche coesistere, nello stesso tubo o nello stesso cavo, con circuiti a 230 V purché sia realizzato con cavi adatti per la tensione di 230 V ad esempio N07V-K (fig. 6).
I circuiti possono convivere in promiscuità anche se si posano assieme ai cavi adatti alla bassissima tensione cavi a doppio isolamento (Classe II) per i circuiti a 230 V (fig. 7).
La separazione fisica fra i circuiti deve essere di nuovo ristabilita, mediante l’impiego di scatole o cassette indipendenti, nei tratti di circuito terminale utilizzati per i collegamenti agli apparecchi e per le giunzioni. I circuiti possono però continuare a convivere nelle stesse cassette se si ripristina nelle giunzioni, operazione purtroppo non sempre agevole, il grado di isolamento originario dei circuiti.