Agenti estinguenti gassosi e tipologie impiantistiche

Pubblicato: 6 novembre 2012 Categoria: Altro
Agenti estinguenti gassosi e tipologie impiantistiche

Le sostanze estinguenti gassose, a bassa temperatura di ebollizione e bassissimo punto di solidificazione, dielettriche, ovvero elettricamente non conduttive, rappresentano un efficace mezzo per lo spegnimento di incendi di liquidi infiammabili, apparecchi elettrici e materiali di classe A (archivi cartacei, eccetera).

Teoricamente, non lasciano alcun residuo dopo l’evaporazione.
Sono costituiti da prodotti organici contenenti Fluoro, Bromo, Cloro o Iodio in varia misura.
Gli agenti estinguenti gassosi oggi sono costruiti da due famiglie:
- sostituti degli halon, ovvero idrocarburi alogenati (HFC Idrofluorocarburi, HCFC Idroclorofluorocarburi, PFC Perfluorocarburi, FIC Fluoroiodiocarburi);
- gas inerti (argon, azoto, anidride carbonica, eccetera).

Le sostanze estinguenti gassose trovano applicazione nelle seguenti attività:
- impianti elettrici (centrali elettriche, stazioni e cabine di trasformazione, locali quadri elettrici, cunicoli cavi elettrici e/o sottopavimenti) e locali con apparati elettronici (UPS, CED, quadri di comando/regolazione, eccetera);
- impianti di telecomunicazione;
- stazioni con liquidi e/o gas infiammabili e comunque combustibili;
- archivi cartacei (banche, assicurazioni, pubblici uffici, musei, ecc.).

 I tempi di scarica in genere sono dell’ordine di 10 secondi per gli idrocarburi alogenati, mentre arrivano ad 1 minuto per i gas inerti.