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Guida agli impianti di rivelazione incendi (seconda parte)

Guida agli impianti di rivelazione incendi (seconda parte)

Guida agli impianti di rivelazione incendi (seconda parte)

Pubblicato: 13 febbraio 2014 · Categoria: Manuali tecnici

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Guida all’efficienza energetica negli impianti (seconda parte) Guida agli impianti di rilevazione incendi Pubblicato il 11/10/2007 Aggiornato al: 08/01/2008 di Gianfranco Ceresini 4. I Rivelatori di incendio: quali sono, dove si usano, come si installano Le modalità che si possono seguire per capire al più presto possibile quando si sviluppa un incendio sono quasi sterminate, tanto che la panoramica dei possibili rivelatori d’incendio installabili è ampissima. Facciamo comunque lezione di pragmatismo e limitiamoci a dire che i principi di rivelazione e quindi le categorie dei rivelatori sono essenzialmente tre: I rivelatori di fumo, cioè quelli sensibili alle particelle dei prodotti della combustione e/o pirolisi sospesi nell’atmosfera (comunemente chiamati aerosol); I rivelatori di calore e temperatura, cioè quelli sensibili all’innalzamento della temperatura; I rivelatori di fiamma, cioè quelli sensibili alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio; Adesso andremo ad analizzare più in profondità questi rivelatori, facendo presente però che solo per i rivelatori puntiformi di fumo e calore e i rivelatori lineari di fumo, la norma UNI 9795 fornisce indicazioni sulla loro installazione, mentre il progetto di norma EN 5414 fornisce alcuni criteri sui rivelatori di fiamma. Premettiamo che l’aggettivo “puntiforme” appioppato ad un rivelatore, significa che esso risponde al fenomeno sorvegliato in prossimità di un punto fisso, mentre l’aggettivo “lineare” si riferisce a...

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