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Gruppo elettrogeno - Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda)
Gruppi elettrogeni – Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda parte) 2 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. molto lungo, e l’impedenza dell’anello di guasto ZS è elevata, per garantire il coordinamento con le protezioni potrebbe rendersi necessario l’impiego di interruttori differenziali. Oltre questo occorre non dimenticare che l’alternatore ha un’impedenza più elevata rispetto a quella di un trasformatore e potrebbe quindi essere più difficile il rispetto della suddetta condizione. La resistenza a terra RN del neutro (intesa come l’insieme di tutti i dispersori, naturali e intenzionali, collegati in parallelo) non influenza in questo caso il coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti ma deve comunque essere verificata per evitare che, in caso di guasto a terra di una fase (nell’uso di linee aeree potrebbe ad esempio verificarsi il guasto di un cavo verso terra), sul neutro e su tutte le masse si possano stabilire tensioni pericolose. La resistenza a terra RE nel punto di guasto può assumere valori non facilmente valutabili dipendendo dal tipo di guasto e di contatto a terra. Se il contatto avviene con un elemento metallico in buon contatto col terreno, la resistenza può assumere valori molto bassi, viceversa, se il contatto avviene direttamente col terreno, la resistenza può essere più grande, dell’ordine delle migliaia di ohm. Con riferimento alla figura 11, applicando la regola del partitore di tensione, si può calcolare il valore di tensione UN assunto dal neutro: UN=RNxU0/(RN+RE). Un eventuale collegamento al sistema equipotenziale principale dell’elemento metallico (fig. 11b) cortocircuita il partitore di tensione formato da RN e RE . In assenza del collegamento equipotenziale, la norma si preoccupa che il conduttore di protezione e le masse ad esso collegate non assumano una tensione verso terra UN superiore a 50V (CEI 64-8 art. 413.1.3.7). A tal fine deve essere soddisfatta la seguente condizione: RN/RE UN/(U0-UN) dalla quale si può ricavare RN= UNRE/(U0-UN). Dal momento che la RE non è sempre nota la norma suppone una resistenza minima di 10 ohm che permette, ponendo UN = 50 V, di calcolare la RN che circa dovrebbe essere minore o uguale a 2,7 ohm. Fig. 11 – In un sistema TN-S la resistenza di terra del neutro RN deve avere un valore tale da non introdurre, in caso di un guasto a terra di una fase, tensioni pericolose. La resistenza a terra del guasto RE non è facilmente valutabile; può essere molto piccola se il guasto avviene con una parte metallica in buon contatto col terreno. Se è presente un collegamento al sistema equipotenziale principale il guasto si risolve in un cortocircuito. Sistema IT - E’ un sistema di distribuzione adatto quando deve essere privilegiata la continuità del servizio. Le parti attive sono isolate da terra, o un punto del circuito è collegato a terra mediante impedenza, mentre le masse sono collegate a terra. Quando il gruppo elettrogeno è utilizzato per la normale alimentazione si devono seguire le regole generali. Nei sistemi IT non è necessario interrompere il circuito al primo guasto a terra se è verificata la relazione RE UTP /Id (RE è la resistenza dell’impianto di terra dell’utente alla quale sono collegate le masse, UTP è la tensione di
Gruppi elettrogeni – Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda parte) 3 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. contatto limite, 50 V in condizioni normali, 25 V in condizioni particolari, Id è la corrente di primo guasto a terra). Queste condizioni possono essere soddisfatte con facilità essendo Id una piccola corrente di natura capacitiva. La tensione di contatto sarà sempre contenuta entro i valori limite perciò il primo guasto a terra su una fase potrà permanere senza particolari pericoli per le persone. Un primo guasto verso terra trasforma però il sistema IT in un TN o TT ( a seconda di come è stato effettuato il collegamento a terra). Un secondo guasto a terra su un’altra fase non potrà più essere tollerato e quindi dovrà provocare l’intervento delle protezioni. Per garantire la continuità del servizio è richiesto un dispositivo di controllo dell’isolamento che avvisi quando si manifesta il primo guasto per poterlo rimuovere nel più breve tempo possibile e comunque prima che si verifichi un secondo guasto che provocherebbe il fuori servizio degli impianti. Se il gruppo elettrogeno funziona solo in emergenza, poiché il tempo in cui resta in funzione è limitato a poche ore o al limite a pochi giorni, la norma consente di evitare il dispositivo di controllo dell’isolamento, né di preoccuparsi di un eventuale doppio guasto a terra (413.1.5 della norma CEI 64-8). Si ritiene infatti improbabile che in questo breve lasso di tempo si possa manifestare un doppio guasto. Una breve disamina occorre fare per quanto concerne la protezione dai contatti indiretti a monte della prima protezione, sulla massa del gruppo e sulla conduttura che lo collega al primo quadro di distribuzione dove sono collocate le prime protezioni. Un guasto a massa su un gruppo elettrogeno in un sistema TN (fig. 12) non è in genere pericoloso perché prevale l’impedenza dell’alternatore rispetto a quella del conduttore M-E che connette il neutro alla massa. Lo stesso si può dire per un sistema TT (le masse degli utilizzatori e il neutro sono collegate a terre separate) dove è possibile ricondursi alla situazione precedente quando il neutro e la massa del gruppo sono collegati fra loro. Fig. 12 – Un guasto sulla massa del gruppo elettrogeno in un sistema TN non è generalmente pericoloso perché prevale l’impedenza dell’alternatore rispetto a quella del conduttore che connette il neutro alla massa Se il sistema è TN il pericolo per la persona aumenta, all’aumentare della lunghezza del conduttore di protezione, allontanandosi dal gruppo elettrogeno (fig. 13). Un guasto lontano non tempestivamente interrotto potrebbe assoggettare una persona ad una caduta di tensione pericolosa dovuta all’impedenza del conduttore di protezione. In ogni caso si ricorda che per i circuiti di sistemi TT,TN e IT alimentati tramite gruppi elettrogeni non permanenti e fissi (trasportabili) che alimentano impianti elettrici provvisori è richiesta una protezione da attuare mediante interruttori differenziali con Idn 30 mA (art. 551.4.5.2 norma CEI 64-8).
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Gruppo elettrogeno - Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda)
Pubblicato: 13 febbraio 2014 · Categoria: Manuali tecnici
Gruppi elettrogeni – Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda parte) 2 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. molto lungo, e l’impedenza dell’anello di guasto ZS è elevata, per garantire il coordinamento con le protezioni potrebbe rendersi necessario l’impiego di interruttori differenziali. Oltre questo occorre non dimenticare che l’alternatore ha un’impedenza più elevata rispetto a quella di un trasformatore e potrebbe quindi essere più difficile il rispetto della suddetta condizione. La resistenza a terra RN del neutro (intesa come l’insieme di tutti i dispersori, naturali e intenzionali, collegati in parallelo) non influenza in questo caso il coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti ma deve comunque essere verificata per evitare che, in caso di guasto a terra di una fase (nell’uso di linee aeree potrebbe ad esempio verificarsi il guasto di un cavo verso terra), sul neutro e su tutte le masse si possano stabilire tensioni pericolose. La resistenza a terra RE nel punto di guasto può assumere valori non facilmente valutabili dipendendo dal tipo di guasto e di contatto a terra. Se il contatto avviene con un elemento metallico in buon contatto col terreno, la resistenza può assumere valori molto bassi, viceversa, se il contatto avviene direttamente col terreno, la resistenza può essere più grande, dell’ordine delle migliaia di ohm. Con riferimento alla figura 11, applicando la regola del partitore di tensione, si può calcolare il valore di tensione UN assunto dal neutro: UN=RNxU0/(RN+RE). Un eventuale collegamento al sistema equipotenziale principale dell’elemento metallico (fig. 11b) cortocircuita il partitore di tensione formato da RN e RE . In assenza del collegamento equipotenziale, la norma si preoccupa che il conduttore di protezione e le masse ad esso collegate non assumano una tensione verso terra UN superiore a 50V (CEI 64-8 art. 413.1.3.7). A tal fine deve essere soddisfatta la seguente condizione: RN/RE UN/(U0-UN) dalla quale si può ricavare RN= UNRE/(U0-UN). Dal momento che la RE non è sempre nota la norma suppone una resistenza minima di 10 ohm che permette, ponendo UN = 50 V, di calcolare la RN che circa dovrebbe essere minore o uguale a 2,7 ohm. Fig. 11 – In un sistema TN-S la resistenza di terra del neutro RN deve avere un valore tale da non introdurre, in caso di un guasto a terra di una fase, tensioni pericolose. La resistenza a terra del guasto RE non è facilmente valutabile; può essere molto piccola se il guasto avviene con una parte metallica in buon contatto col terreno. Se è presente un collegamento al sistema equipotenziale principale il guasto si risolve in un cortocircuito. Sistema IT - E’ un sistema di distribuzione adatto quando deve essere privilegiata la continuità del servizio. Le parti attive sono isolate da terra, o un punto del circuito è collegato a terra mediante impedenza, mentre le masse sono collegate a terra. Quando il gruppo elettrogeno è utilizzato per la normale alimentazione si devono seguire le regole generali. Nei sistemi IT non è necessario interrompere il circuito al primo guasto a terra se è verificata la relazione RE UTP /Id (RE è la resistenza dell’impianto di terra dell’utente alla quale sono collegate le masse, UTP è la tensione di
Gruppi elettrogeni – Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda parte) 3 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. contatto limite, 50 V in condizioni normali, 25 V in condizioni particolari, Id è la corrente di primo guasto a terra). Queste condizioni possono essere soddisfatte con facilità essendo Id una piccola corrente di natura capacitiva. La tensione di contatto sarà sempre contenuta entro i valori limite perciò il primo guasto a terra su una fase potrà permanere senza particolari pericoli per le persone. Un primo guasto verso terra trasforma però il sistema IT in un TN o TT ( a seconda di come è stato effettuato il collegamento a terra). Un secondo guasto a terra su un’altra fase non potrà più essere tollerato e quindi dovrà provocare l’intervento delle protezioni. Per garantire la continuità del servizio è richiesto un dispositivo di controllo dell’isolamento che avvisi quando si manifesta il primo guasto per poterlo rimuovere nel più breve tempo possibile e comunque prima che si verifichi un secondo guasto che provocherebbe il fuori servizio degli impianti. Se il gruppo elettrogeno funziona solo in emergenza, poiché il tempo in cui resta in funzione è limitato a poche ore o al limite a pochi giorni, la norma consente di evitare il dispositivo di controllo dell’isolamento, né di preoccuparsi di un eventuale doppio guasto a terra (413.1.5 della norma CEI 64-8). Si ritiene infatti improbabile che in questo breve lasso di tempo si possa manifestare un doppio guasto. Una breve disamina occorre fare per quanto concerne la protezione dai contatti indiretti a monte della prima protezione, sulla massa del gruppo e sulla conduttura che lo collega al primo quadro di distribuzione dove sono collocate le prime protezioni. Un guasto a massa su un gruppo elettrogeno in un sistema TN (fig. 12) non è in genere pericoloso perché prevale l’impedenza dell’alternatore rispetto a quella del conduttore M-E che connette il neutro alla massa. Lo stesso si può dire per un sistema TT (le masse degli utilizzatori e il neutro sono collegate a terre separate) dove è possibile ricondursi alla situazione precedente quando il neutro e la massa del gruppo sono collegati fra loro. Fig. 12 – Un guasto sulla massa del gruppo elettrogeno in un sistema TN non è generalmente pericoloso perché prevale l’impedenza dell’alternatore rispetto a quella del conduttore che connette il neutro alla massa Se il sistema è TN il pericolo per la persona aumenta, all’aumentare della lunghezza del conduttore di protezione, allontanandosi dal gruppo elettrogeno (fig. 13). Un guasto lontano non tempestivamente interrotto potrebbe assoggettare una persona ad una caduta di tensione pericolosa dovuta all’impedenza del conduttore di protezione. In ogni caso si ricorda che per i circuiti di sistemi TT,TN e IT alimentati tramite gruppi elettrogeni non permanenti e fissi (trasportabili) che alimentano impianti elettrici provvisori è richiesta una protezione da attuare mediante interruttori differenziali con Idn 30 mA (art. 551.4.5.2 norma CEI 64-8).
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Gruppi elettrogeni – Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda parte) Gruppi elettrogeni Guida alla protezione contro i contatti indiretti (seconda parte) Pubblicato il: 19/02/2007 Aggiornato al: 19/02/2007 di Gianfranco Ceresini 1. Protezioni con interruzione automatica dell’alimentazione La protezione con interruzione automatica dell’alimentazione si adotta in genere quando i gruppi elettrogeni sono ad installazione fissa. Può essere utilizzato indifferentemente uno dei tre sistemi TT, TN o IT. Sistema TT - Il sistema TT è il sistema di distribuzione in bassa tensione adottato nel nostro paese. Un punto del sistema elettrico, solitamente il neutro, è collegato in cabina ad una terra diversa da quella delle masse dell’utente. Per garantire la protezione dai contatti indiretti deve essere verificata la nota condizione: RE < UTP/Idn (RE è la resistenza dell’impianto di terra dell’utente alla quale sono collegate le masse, UTP è la tensione di contatto limite, 50 V in condizioni normali, 25 V in condizioni particolari, Idn è la corrente d’intervento differenziale nominale del dispositivo differenziale). Al primo guasto a terra intervengono le protezioni differenziali opportunamente coordinate con l’impianto di terra delle masse. Alimentando tramite gruppo elettrogeno, per la verifica del coordinamento non ci si può più svincolare dai valori della resistenza RN del neutro come quando l’alimentazione e fornita dalla società distributrice (la RN è solitamente...
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