Equipotenzialità e regole di cablaggio

Pubblicato: 27 novembre 2012 Categoria: Guide e approfondimenti
Equipotenzialità e regole di cablaggio

Equipotenzialità

Una efficace protezione contro le sovratensioni non può mai prescindere da una buona equipotenzialità fra le masse. Il collegamento equipotenziale fra le masse deve essere effettuato con molta cura ponendo particolare attenzione alla lunghezza dei collegamenti che deve essere la più corta possibile onde evitare che si formino, al passaggio della corrente di fulmine, differenze di potenziale pericolose dovute all’impedenza dei conduttori di protezione. In figura 6.24 i collegamenti alla terra delle masse presentano un collegamento di tipo radiale efficace per la protezione delle persone a frequenza industriale ma non altrettanto adatto a limitare il rischio che si presentino elevate differenze di potenziale fra le masse, essendo l’impedenza dei cavi proporzionale alla loro lunghezza.

Figura 6.24: Collegamento a terra delle masse con configurazione di tipo radiale, efficace per la protezione delle persone a frequenza industriale ma poco adatto ad impedire il formarsi di pericolose differenze di potenziale fra le masse in caso di influenze esterne ad alta frequenza.

Inoltre se le masse, come spesso accade, sono collegate attraverso cavi di segnale si viene a formare un anello di grande superficie particolarmente sensibile ai campi elettromagnetici (fig. 6.25).

Collegando le varie masse ad un unico conduttore di protezione l’impedenza del cavo è più bassa e conseguentemente anche le differenze di potenziale. L’anello fra le masse risulta inferiore al caso precedente ma è necessario un collegamento equipotenziale supplementare tra le masse perché potrebbe essere difficoltoso estinguere l’elevato numero di scariche ad alta frequenza che si dovessero generare (fig. 6.26).

Figura 6.26: Le masse sono collegate a terra mediante un unico conduttore di protezione. L’impedenza del cavo è più bassa e quindi anche le differenze di potenziale. L’anello delle masse risulta ridotto ma si rendono necessari collegamenti equipotenziali supplementari fra le masse perché risulta difficile l’estinzione dell’elevato numero di scariche ad alta frequenza che potrebbero presentarsi.

Ogni elemento metallico entrante nella struttura dovrà essere collegato alla parte dell’impianto di protezione più vicina all’ingresso nella struttura. In prossimità del suolo, possibilmente in un unico punto, si effettueranno i collegamenti dei corpi metallici e delle linee elettriche e di segnale. Per facilitare tali operazioni è bene che tali elementi entrino o escano dall’edificio nello stesso punto.

Figura 6.27: I corpi metallici entranti nella struttura è bene che entrino o escano nello stesso punto e che siano collegati all’impianto di protezione al loro ingresso nella struttura. Ogni elemento metallico entrante deve comunque essere collegato, in prossimità dell\'ingresso nella struttura, alla parte più vicina dell\'impianto di protezione.


I conduttori e le regole del cablaggio


Il cablaggio dei conduttori deve essere effettuato ponendo particolare attenzione al distanziamento dei cavi sensibili rispetto ai cavi di potenza e di collegamento e gli eventuali incroci nei quadri e nelle canalizzazioni, per evitare pericolosi accoppiamenti elettromagnetici, devono formare un angolo retto.

I circuiti devono essere cablati in modo che la spira formata dai conduttori sia la meno estesa possibile.

Allegati scaricabili
La protezione contro le sovratensioni

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