Serve a impedire che si possa raggiungere una temperatura tale da indurre un riscaldamento anomalo che danneggi l’isolamento delle apparecchiature elettriche, dei collegamenti e dei terminali.
Essa può realizzarsi con un interruttore automatico magnetotermico che è efficace quando la sua corrente nominale In non supera la portata Iz della linea, oppure con un fusibile che, oltre ad avere una corrente nominale che non superi la portata della conduttura, abbia una corrente convenzionale di funzionamento If minore o uguale di 1,45 Iz.
La protezione da sovraccarico può essere
omessa quando abbiamo condutture che alimentano
diverse derivazioni singolarmente
protette dai sovraccarichi, ma la somma
delle varie correnti nominali non supera
la Iz del tratto a monte;
ancora si omette
per quei circuiti che alimentano apparecchi
utilizzatori in cui l’apertura intempestiva
del circuito potrebbe essere causa di pericolo,
come i circuiti di eccitazione delle
macchine rotanti, i circuiti di alimentazione
degli elettromagneti di sollevamento, i
circuiti secondari dei trasformatori di corrente,
i circuiti che alimentano dispositivi
per l’estinzione degli incendi.
La protezione da sovraccarico deve essere sempre attuata nei luoghi con pericolo di esplosione o a maggior rischio in caso d’incendio; in questo caso il dispositivo di protezione, interruttore o fusibile deve essere collocato all’origine della linea e fuori dalla zona pericolosa.
La caratteristica d’intervento dell’interruttore deve essere preferibilmente quella di tipo C, figura 1, che rappresenta un buon compromesso tra la rapidità d’intervento, per i corto circuiti, e la necessità di avere un ritardo sufficiente per consentire l’avviamento dei motori.