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Variante V3 della guida CEI 31-35
Variante V3 della Guida Cei 31-35 2 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 2. Provvedimenti relativi ai locali 1. Limitare al massimo la presenza di sostanze infiammabili soprattutto nella zona dove vengono svolte le analisi. L’obiettivo può essere raggiunto separando e/o compartimentando i locali del laboratorio se necessario; ad esempio potrebbe essere destinato un locale al solo ricevimento dei campioni da analizzare, un altro adibito al deposito delle sostanze infiammabili, un altro destinato alle analisi (dove le sostanze devono essere ridotte al minimo indispensabile), ed un’altra zona ancora ai locali di servizio per gli impianti (termici, condizionamento, elettrici, etc.); 2. Se nel locale adibito a deposito di sostanze infiammabili (se esistente) sono previsti dei travasi, occorre determinare le eventuali zone pericolose attorno al punto di travaso che viene considerata una sorgente di emissione. Non sono invece considerate sorgenti di emissione, i contenitori chiusi ermeticamente e che abbiano quindi emissioni trascurabili, anche in qualità del materiale con il quale è costruito il contenitore e dell’attenzione con la quale viene movimentato affinché non venga danneggiata l’apertura con conseguente fuoriuscita di materiale infiammabile. In ogni caso occorre garantire, in caso di accidentale fuoriuscita, la pulizia e la neutralizzazione della pozza formatasi in tempi rapidi; 3. Dotare di dispositivi di chiusura rapida le tubazioni di adduzione di sostanze infiammabili all’interno del laboratorio, in modo che possano essere azionabili dall’esterno del laboratorio; 4. Sulle tubazioni di adduzione delle sostanze infiammabili devono essere previsti il minor numero possibile di raccordi, i quali comunque non sono considerati sorgenti di emissione se effettuati con giunzioni a tenuta costruite secondo specifiche norme e qualificate da Enti riconosciuti, dimensionati ed installati tenendo conto delle condizioni di funzionamento anormale, nonché eserciti e mantenuti con modalità tali da assicurare nel tempo il mantenimento dei requisiti di sicurezza. 5. Porre all’interno di appositi armadi i contenitori di sostanze infiammabili; 6. La portata del gas combustibile, che entra nel laboratorio da contenitori quali bombole o simili, deve essere limitata attraverso valvole di sicurezza o limitatori di flusso installati all’esterno del laboratorio stesso; 7. Il campionamento delle sostanze infiammabili deve essere effettuato in modo da limitare al massimo la quantità di campione prelevato; 8. E’ consigliabile prevedere un sistema di ventilazione in grado di assicurare almeno cinque ricambi d’aria ogni ora, all’interno del laboratorio. Deve essere valutata l’opportunità di installare un sistema di rivelazione che, in caso di incendio, azioni automaticamente le serrande tagliafuoco sulle condotte (di materiale non combustibile) dei sistemi di ventilazione e climatizzazione (sistemi che non devono prevedere il ricircolo dell’aria). Inoltre occorre valutare l’opportunità, in base alla pericolosità delle sostanze infiammabili presenti, di installare un sistema di controllo di esplodibilità dell’atmosfera con caratteristiche conformi a quanto indicato nella guida CEI 31-35, cap. 4;
Variante V3 della Guida Cei 31-35 3 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 3. Provvedimenti relativi alle attrezzature 1. I contenitori di sostanze infiammabili devono: o essere chiusi a regola d’arte o comunque in modo efficace allo scopo, con emissioni trascurabili; o devono essere in materiale idoneo e costruiti a regola d’arte nel rispetto di eventuali norme di costruzione e prova; o devono essere depositati e movimentati in modalità tali da considerare ragionevolmente non prevedibili cadute che possano provocare l’apertura del coperchio o il danneggiamento con fuoriuscita significativa della sostanza infiammabile contenuta. Deve inoltre essere attuata ogni cautela contro la presenza di pozze e deve esservi una costante presenza di mezzi per la loro neutralizzazione in tempi rapidi. 2. Gli armadi dove vengono custodite le sostanze infiammabili (costruiti con materiale non combustibile) devono avere dei ripiani in grado di contenere eventuali fuoriuscite di sostanze, ed inoltre essere dotati di condotte di aerazione verso l’esterno poste lontano da finestre, da corridoi, da uscite di sicurezza e da zone di lavoro; 3. Anche i banchi di lavoro devono essere in grado di contenere eventuali fuoriuscite di sostanze infiammabili (es. bordo rialzato) e devono essere rivestiti con materiale impermeabile allo scopo di facilitarne l’asportazione e la pulizia; 4. I becchi Bunsen e gli eventuali altri fornelli, devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che interrompa l’erogazione del gas in caso di spegnimento della fiamma; 5. Stufette e forni devono avere un dispositivo di sicurezza che eviti il surriscaldamento in caso di guasto del dispositivo di termoregolazione; 6. L’intercettazione delle linee di alimentazione delle apparecchiature sotto cappa deve potersi effettuare anche all’esterno delle stesse. Un dispositivo deve indicare se il ventilatore della cappa è efficiente o meno. Va inoltre verificata l’efficienza del sistema di aspirazione, in modo da poter avere la certezza della sua piena portata ed escludere la presenza di occlusioni nel sistema. 7. In base alle disposizioni previste dalla norma UNI 5634, le tubazioni e le rubinetterie che contengono sostanze infiammabili devono essere rese riconoscibili, mediante colorazioni e targhette adeguate, in base alla sostanza infiammabile trasportata;
Variante V3 della Guida Cei 31-35 4 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 4. Provvedimenti relativi ai comportamenti 1. Occorre formare ed informare gli operatori del laboratorio sulla infiammabilità delle sostanze trattate e sugli apparecchi e componenti elettrici (e non) che possono provocare un innesco dell’esplosione tramite archi, scintille o superfici a temperatura elevata; 2. Bisogna predisporre delle procedure operative da seguire per il personale che ha a che fare con le possibili sorgenti di innesco (es. fiamme libere, forni, stufe, etc.); 3. Bisogna predisporre delle procedure operative da seguire per il personale che movimenta i contenitori di sostanze infiammabili, allo scopo di ridurre al minimo il rischio di fuoriuscita; 4. Durante le analisi e le prove devono essere usati i quantitativi minimi necessari di sostanze infiammabili, lasciando il resto della sostanza negli armadi o nei depositi; 5. Eventuali fuoriuscite di sostanza infiammabile devono, nel più breve tempo possibile, essere neutralizzate attraverso asciugatura e pulizia con materiale assorbente; 6. Le sostanze infiammabili devono essere manipolate solo sotto cappa e il più lontano possibile da possibili sorgenti di innesco; 7. Durante la manipolazione delle sostanze il saliscendi della cappa deve essere abbassato; 8. Occorre controllare periodicamente e sistematicamente l’integrità delle tubazioni di adduzione delle sostanze infiammabili e dei raccordi di fissaggio; 9. Pulire da eventuali residui di campione, le superfici utilizzate per il riscaldamento; 10. Occorre impedire che si formino eventuali strati di polvere combustibile, rimovendo la polvere stessa prima che il suo spessore diventi non trascurabile;
Variante V3 della Guida Cei 31-35 5 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 5. Conclusioni riguardo alla classificazione I laboratori chimici nei quali vengono seguite le misure di sicurezza precedentemente elencate, riguardanti i locali, le attrezzature ed i comportamenti, non sono da considerare con pericolo di esplosione. In caso contrario è necessario applicare ad essi la procedura prevista dalla norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) allo scopo di valutare la presenza di zone pericolose (0,1 o 2). Una volta escluso il rischio esplosione, va comunque valutato se il laboratorio possa o debba essere classificato come luogo a maggior rischio in caso di incendio. Sostanze infiammabili in un laboratorio chimico
Variante V3 della Guida Cei 31-35 6 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 6. Disposizioni Disposizioni specifiche riguardanti l’impianto elettrico • Illuminazione delle cappe: l’illuminazione sotto le cappe deve essere realizzata preferibilmente dall’esterno per mezzo di lampade collocate in nicchie dotate di robuste lastre trasparenti a chiusura ermetica; • Comando di emergenza: occorre prevedere in ogni laboratorio un interruttore generale con un comando esterno in posizione segnalata e facilmente raggiungibile; • Grado di protezione: il grado di protezione IP delle apparecchiature elettriche deve essere adeguato alle influenze esterne previste nel locale di installazione; Disposizioni di sicurezza La variante V3 della guida CEI 31-35 termina con un allegato nel quale sono elencati una serie di provvedimenti (17 in totale) che possono concorrere a prevenire l’innesco di una esplosione o ad attenuare le conseguenze di una eventuale esplosione. Sono quindi misure altamente consigliate (alcune anche obbligatorie legislativamente). Ne riportiamo alcune tra le più significative: Disposizioni di carattere elettrico • Non installare cavi elettrici in cunicoli destinati anche ad altri usi. Nei cunicoli (esclusivi quindi) dedicati ai cavi elettrici deve essere impedito, tramite protezione o apposita ubicazione, l’ingresso di sostanze estranee. Un’alternativa ai cunicoli può essere la collocazione dei cavi su canali o passerelle aeree; • I cavi che alimentano apparecchi mobili e trasportabili devono essere protetti contro le sollecitazioni di carattere meccanico (schiacciamento e simili); • Effettuare le verifiche periodiche degli impianti elettrici previste dal DPR 462/01, oltre ad effettuare regolare manutenzione sugli impianti allo scopo di mantenerne l’efficienza e la sicurezza; Disposizioni di carattere logistico • Prevedere l’ubicazione dei laboratori ai piani inferiori dell’edificio, allo scopo di facilitare le eventuali operazioni di spegnimento e soccorso; • Prevedere delle uscite di sicurezza dal laboratorio in numero e disposizione tale da potersi sempre spostare in un luogo sicuro; • Prevedere le pareti del laboratorio di classe di reazione al fuoco 0 o al massimo 1; • Prevedere un pavimento autodrenante con pendenze verso un pozzetto che scarica all’esterno; • Prevedere degli arredi (armadi, etc.) di tipo metallico; Disposizioni di carattere antincendio • Prevedere un impianto idrico antincendio esterno al laboratorio con idranti a cassetta con tubazione flessibile e lancia;
Variante V3 della Guida Cei 31-35 7 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. • Predisporre all’interno del laboratorio estintori portatili e/o carrellati (polvere chimica, CO 2 , schiuma, etc. in base al tipo di sostanze infiammabili presenti); • Utilizzare, se possibile, motori ad aria compressa; • Utilizzare materiali infrangibili per i contenitori di sostanze infiammabili, e serrarli con chiusure di sicurezza; Disposizioni di carattere operativo • Predisporre un piano di emergenza e prevedere almeno una prova di evacuazione ogni anno; • Le bombole di gas infiammabile devono essere poste all’esterno del laboratorio ed al riparo dai raggi solari; • Se è in corso una reazione chimica od una analisi su un macchinario, non lasciare queste operazioni senza controllo.