Carrello
Stefano Dionigi, ANIE CSI: l\'innovazione attraverso la Campagna Impianti a Livelli
2 I tre livelli identificati per la classificazione degli impianti elettrici non sono, dunque, collegati alle categorie catastali, né alle classi di prestazioni energetiche degli immobili. In questo modo viene, invece, definita un’unità di misura delle prestazioni dell’impianto elettrico oggettivamente valida per tutti gli attori della filiera ed, in particolare: - per l’installatore che offre al cliente la propria soluzione impiantisca ed è in grado di far valere e “certificare” la migliore qualità della stessa in termini di dotazione e contenuto tecnologico; - per il costruttore che altrettanto può sottolineare il maggiore pregio degli impianti elettrici; - per il cliente che può effettuare una scelta basandosi su una classificazione che lo tutela e che gli consente di comparare le diverse offerte pervenutegli. Di seguito si andranno a dettagliare le caratteristiche definite dal livello 1 (base). 4. CARATTERISTICHE DI BASE COMUNI A TUTTI I LIVELLI DIMENSIONAMENTO DELL’IMPIANTO La sezione 37 prevede che gli impianti debbano essere dimensionati in accordo ad una potenza di progetto pari almeno a 3 kW in unità abitative di superficie fino a 75 m 2 e pari a 6 kW per superfici superiori. Questo requisito non prevede in alcun modo che l’utente debba modificare il valore della potenza contrattuale stabilito con il proprio distributore di energia elettrica, scelta questa che chiaramente rimane di sua esclusiva pertinenza. Al contrario tale requisito mira a garantire all’utente una sufficiente flessibilità impiantistica per potere, nel caso lo ritenesse necessario, provvedere successivamente a tale modifica senza dovere intervenire sull’impianto. IL QUADRO DELL’UNITA’ ABITATIVA Ogni unità abitativa dovrà essere provvista di uno o più quadri di distribuzione e di un interruttore generale, facilmente accessibile all’utente. Lo scopo di questo interruttore è quello di consentire la messa fuori servizio dell’impianto attraverso un unico apparecchio facilmente individuabile. Pertanto l’apparecchio dovrà essere dotato delle caratteristiche di sezionamento per consentire di intervenire sull’impianto per esempio per consentire eventuali attività di manutenzione. In particolare, l’interruttore potrà essere di tipo: • manovra-sezionatore; • magnetotermico; • differenziale o differenziale-magnetotermico di tipo S e/o dotato di SRD (dispositivo di richiusura automatico) Allo scopo di consentire il collegamento degli eventuali SPD, il quadro dovrà essere raggiunto direttamente dal conduttore di protezione proveniente dall’impianto di terra dell’edificio
3 CONTINUITA DI ESERCIZIO Una delle maggiori preoccupazioni delle quali si cura la sezione 37 è quella della necessità di garantire un appropriato livello di continuità di servizio. In sostanza si è voluto tutelare l’esigenza dell’utente a disporre, di impianti propriamente alimentati e , in particolare, di un livello minimo di illuminazione. Questa necessità è tanto più sentita e importante considerando che la popolazione italiana ha uno dei maggiori tassi di invecchiamento a livello mondiale e che, pertanto, situazioni di black out possono comportare disagi/rischi legati, per esempio, alla necessità di dovere scendere in garage per riarmare l’interruttore differenziale magari in condizione di luce precaria. Di conseguenze diverse sono le soluzioni adottate per scongiurare tali accadimenti o, comunque, per ridurne gli effetti. Nel caso che l’impianto sia stato soggetto a guasti diventa importante evitare che l’intero impianto sia messo fuori tensione. A questo proposito è stato inserito l’obbligo di proteggere l’impianto suddividendolo su almeno due interruttori differenziali e su un numero di interruttori magnetotermici proporzionali alla superficie dell’unità abitativa. Lo stesso eventuale interruttore differenziali posto a valle del contatore dovrà garantire la selettività totale rispetto alle protezioni poste valle e viene consigliato che lo stesso sia del tipo ad aumentata resistenza contro gli scatti intempestivi secondo le indicazioni del costruttore e/o dotato di interruttori differenziali dotati di SRD (dispositivi di richiusura automatica). ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA E DISPOSITIVI AUSILIARI La sezione 37 prevede che vi sia la necessità di installare dispositivi di illuminazione di sicurezza al fine di garantire la mobilità delle persone in caso di mancanza dell’alimentazione ordinaria. Il numero di apparecchiature necessarie per l’illuminazione di sicurezza è determinato in funzione del livello di classificazione dell’impianto e della superficie del locale considerato (vedere tabella). SCALABILITA’ DEGLI IMPIANTI La classificazione degli impianti in diversi livelli passa inevitabilmente anche con la necessità di consentire agli utenti di provvedere a successivi ampliamenti degli stessi senza dovere ricorrere ad interventi edili. A questo scopo si prevede che i cavi siano sfilabili e che sufficiente spazio sia lasciato a disposizione per consentire la successiva aggiunta di linee e/o dispositivi. In particolare: - Il quadro deve garantire uno spazio pari ad almeno il 15% dei moduli utilizzati (con un minimo di 2); - Nelle cassette di derivazione, dopo la posa di cavi e morsetti, è opportuno lasciare uno spazio libero pari a circa il 20% del volume della cassetta stessa; - Il diametro interno dei tubi protettivi di forma circolare deve essere almeno pari a 1,5 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi che essi sono destinati a contenere con un minimo di 16 mm.
4 Questi ultimi due requisiti rappresentano delle novità introdotte dal recente capitolo 37 rispetto alla precedente variante 3. Ricordiamo, inoltre, che l’’entra-esci sui morsetti delle prese è ammesso soltanto all’interno della stessa scatola oppure tra due scatole successive. 5. CARATTERISTICHE PECULARI DELL’IMPIANTO BASE I livelli impiantistici vengono caratterizzati attraverso la definizione della dotazione minima che ogni livello deve garantire ai propri utenti. Tale dotazione viene caratterizzata attraverso il numero di dispositivi elettrici presenti sull’impianto in funzione della superficie calpestabile della residenza o in relazione alla destinazione di uso e della superficie della singola stanza. Fanno parte del primo gruppo: - Numero di circuito minimo (vedi di apparecchi di protezione); - Numero minimo di apparecchi di illuminazione di sicurezza; - Dotazione minima degli ausiliari ed eventuale presenza della domotica. - Numero minimo di prese telefoniche/ segnale; Nota: quest’ultima dotazione nella precedente variante V3 faceva parte del secondo gruppo Fanno parte del secondo gruppo: - Numero minimo di punti luce - Numero minimo di prese di segnale - Numero minimo di prese radio/TV Rispetto alla precedente Variante V3, allo scopo di garantire una certa flessibilità in merito alla predisposizione del numero di punti presa, il livello 1 prevede che un certo numero di punti presa possano essere spostate da un locale ad un altro a patto che il numero totale delle stesse rimanga costante. Per esempio nel caso di una camera da letto di 10 m 2 di livello 1(riga 1 della tabella) sono previsti 5 punti presi ma, volendo, un massimo di 2 di queste possono essere spostate in altri locali qualora fosse necessario. Allo scopo di garantire una semplice connessione degli apparecchi di telecomunicazione, tutte le prese TV devono avere accanto almeno una presa energia. Inoltre, almeno una delle prese TV dell’intera unità immobiliare deve avere accanto la predisposizione (posa tubi e scatole) necessaria all’installazione di un totale 6 prese energia. (il testo precedente prevedeva che tale requisito venisse garantito da almeno una presa TV posta in ciascun locale) Dotazione minima per livello 1 Per locale:
5 Tipo di ambiente Dimensione Punti Prese (1) Punti luce (2) Prese Radio/ TV Per ogni locale (ad es. camera da letto, soggiorno studio, ecc) (10) 8 A ≤ 12 m² 12 A ≤ 20 m² A 20 m² 4 [1] 5[2] 6 [3] (12) 1 1 2 1 Ingresso (13) 1 1 Angolo cottura 2 (1) (3) Locale cucina 5 (2) (3) 1 1 Lavanderia 3 1 Locale da bagno o doccia (11) 2 2 Locale servizi (WC) 1 1 Corridoio A ≤ 5 m A 5 m 1 2 1 2 Balcone / terrazzo A ≥ 10 m² 1 1 Ripostiglio A ≥ 1 m² 1 Cantina/ soffitta (9) 1 1 Box auto (9) 1 1 Giardino A ≥ 10 m² 1 1 Per unità: Numero dei circuiti (6) (8) Area (5) Numero A ≤ 50 m 2 50 A ≤ 75 m² 3 75 A ≤ 125 m² 4 A 125 m² 5 Protezione contro le sovratensioni (SPD) secondo CEI 81-10 e CEI 64-8 Sezione 534 SPD all’arrivo linea se necessari per rendere tollerabile il rischio 1 Prese telefono e/o dati A ≤ 50 m² 1 50 A ≤ 100 m² 2 A 100 m² 3 Dispositivi per l’illuminazione di sicurezza (7) A ≤ 100 m² 1 A 100 m² 2 Ausiliari e impianti per risparmio energetico Campanello, citofono o videocitofono (1) Per punto presa si intende il punto di alimentazione di una o più prese all’interno della stessa scatola. I punti presa devono essere distribuiti in modo adeguato nel locale, ai fini della loro utilizzazione. (2) In alternativa a punti luce a soffitto e/o a parete devono essere predisposte prese alimentate tramite un dispositivo di comando dedicato (prese comandate) in funzione del posizionamento futuro di apparecchi di illuminazione mobili da pavimento e da tavolo. (3) Il numero tra parentesi indica la parte del totale di punti prese da installare in corrispondenza del piano di lavoro. Deve essere prevista l’alimentazione della cappa aspirante, con o senza spina. I punti presa previsti come inaccessibili e i punti di alimentazione diretti devono essere controllati da un interruttore di comando onnipolare. (5) La superficie A è quella calpestabile dell’unità immobiliare, escludendo quelle esterne quali terrazzi, portici, ecc e le eventuali pertinenze. (6) Si ricorda che un circuito elettrico (di un impianto) è l’insieme di componenti di un impianto alimentati da uno stesso punto e protetti contro le sovracorrenti da uno stesso dispositivo di protezione (articolo 25.1della norma CEI 64-8). (7) Servono per garantire la mobilità delle persone in caso di mancanza dell’illuminazione ordinaria.
6 NOTA A tal fine sono accettabili i dispositivi estraibili (anche se non conformi alla Norma CEI 34-22) ma non quelli alimentati tramite presa a spina. (8) Sono esclusi dal conteggio eventuali circuiti destinati all’alimentazione di apparecchi (ad es. scaldacqua, caldaie, condizionatori, estrattori) e anche circuiti di box, cantina e soffitte. (9) La Tabella non si applica alle cantine, soffitte e box alimentati dai servizi condominiali. (10) Nella camera da letto si può prevedere un punto presa in meno rispetto a quello indicato. (11) In un locale da bagno, se non è previsto l’attacco per la lavatrice, è sufficiente un punto presa. (12) Nella parentesi quadra, è indicato il numero di punti prese che possono essere spostati da un locale all’altro, purché il numero totale di punti presa nell’unità immobiliare rimanga invariato. (13) Se l’ingresso è costituito da un corridoio più lungo di 5 m, si deve aggiungere un punto presa e un punto luce.