Regolamento UE 1194

Regolamento UE 1194

II   (Atti non legislativi)   REGOLAMENTI   REGOLAMENTO (UE) N. 1194/2012 DELLA COMMISSIONE  del 12 dicembre 2012  recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio  in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lampade direzionali, delle  lampade con diodi a emissione luminosa e delle pertinenti apparecchiature   (Testo rilevante ai fini del SEE)  LA COMMISSIONE EUROPEA,   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,  vista la direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un  quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione  ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia (  1  ), in partico­ lare l’articolo 15, paragrafo 1,  sentito il forum consultivo sulla progettazione ecocompatibile  dei prodotti,  considerando quanto segue:   (1)  Ai  sensi  della  direttiva  2009/125/CE  la  Commissione  è  tenuta a fissare specifiche per la progettazione ecocom­ patibile dei prodotti connessi all’energia che rappresen­ tano un significativo volume di vendite e di scambi com­ merciali e che hanno un significativo impatto ambientale  che può essere notevolmente ridotto modificando la pro­ gettazione, senza che ciò comporti costi eccessivi.   (2)  L’articolo  16,  paragrafo  2,  lettera  a),  della  direttiva  2009/125/CE stabilisce che, secondo la procedura di  cui all’articolo 19, paragrafo 3, e i criteri di cui all’arti­ colo 15, paragrafo 2, e previa consultazione del forum  consultivo sulla progettazione ecocompatibile, la Com­ missione introduce, se del caso, misure di esecuzione  iniziando dai prodotti che presentano un potenziale ele­ vato di riduzione delle emissioni di gas serra efficienti in  termini di costi, nei settori domestico e terziario, come i  prodotti di illuminazione che comprendono lampade di­ rezionali, lampade con diodi a emissione luminosa e  pertinenti apparecchiature.   (3)   La Commissione ha condotto uno studio preparatorio  per analizzare gli aspetti tecnici, ambientali ed economici  delle lampade direzionali, delle lampade con diodi a  emissione luminosa e delle pertinenti apparecchiature. Lo  studio è stato realizzato in collaborazione con le parti in  causa e le parti interessate dell’Unione e dei paesi terzi e i  risultati sono stati resi pubblici. Uno studio preparatorio  sulle fonti energetiche esterne ha fornito un’analisi ana­ loga per quanto riguarda le unità esterne di alimenta­ zione delle lampade alogene.   (4)  Le  specifiche  obbligatorie  per  la  progettazione  ecocom­ patibile si applicano ai prodotti immessi sul mercato  unionale ovunque essi siano installati o utilizzati e non  possono quindi dipendere dall’applicazione in cui il pro­ dotto è utilizzato.   (5)  I  prodotti  oggetto  del  presente  regolamento  sono  proget­ tati essenzialmente per l’illuminazione totale o parziale di  un ambiente e sostituiscono o integrano la luce naturale  con la luce artificiale per migliorare la visibilità nell’am­ biente in questione. È opportuno che le lampade per usi  speciali che sono progettate essenzialmente per altri tipi  di applicazioni, come quelle utilizzate nei segnali stradali,  nell’illuminazione di terrari o negli elettrodomestici, e che  sono chiaramente indicate come tali nelle informazioni  che accompagnano il prodotto, non siano soggette alle  specifiche per la progettazione ecocompatibile del pre­ sente regolamento.   (6)  È  opportuno  che  le  nuove  tecnologie  emergenti  sul  mer­ cato, come i diodi a emissione luminosa, siano discipli­ nate dal presente regolamento.   (7)  Gli  aspetti  ambientali  dei  prodotti  contemplati  ritenuti  significativi ai fini del presente regolamento sono il con­ sumo energetico nella fase di uso congiuntamente al  contenuto e alle emissioni di mercurio.   (8)   Le emissioni di mercurio nelle diverse fasi del ciclo di vita  delle lampade, comprese quelle provenienti dalla genera­ zione di elettricità nella fase di uso e dall’80 % delle  lampade fluorescenti compatte direzionali contenenti IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/1   (  1  ) GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10.

mercurio che presumibilmente non saranno riciclate al  termine della vita, è stato calcolato, sulla base delle lam­ pade installate, in 0,7 tonnellate nel 2007. In assenza di  misure specifiche, si prevede che le emissioni di mercurio  prodotte dalle lampade installate saliranno a 0,9 tonnel­ late nel 2020, mentre è stato dimostrato che tale cifra  può essere ridotta in misura significativa.   (9)  Anche  se  il  contenuto  di  mercurio  delle  lampade  fluore­ scenti compatte è considerato un aspetto ambientale di  rilievo, è opportuno disciplinare tale questione nell’am­ bito della direttiva 2011/65/UE del Parlamento europeo e  del Consiglio (  1  ). È opportuno disciplinare le emissioni di  luce ultravioletta provenienti dalle lampade e altri para­ metri aventi potenziali effetti sulla salute nell’ambito delle  direttive 2006/95/CE (  2  ) e 2001/95/CE (  3  ) del Parlamento  europeo e del Consiglio.   (10)  Si  suppone  che  la  fissazione  di  requisiti  relativi  all’effi­ cienza energetica per le lampade si traduca in una dimi­ nuzione delle emissioni complessive di mercurio.   (11)  L’articolo 14, paragrafo 2, lettera d), della direttiva  2012/19/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (  4  )  dispone che gli Stati membri provvedano affinché gli  utenti di apparecchiature elettriche ed elettroniche nei  nuclei domestici ottengano le informazioni concernenti  gli effetti potenziali sull’ambiente e la salute umana come  risultato della presenza di sostanze pericolose nelle appa­ recchiature elettriche ed elettroniche. I requisiti in materia  di informazioni sul prodotto del presente regolamento  intendono integrare tale disposizione per quanto con­ cerne il mercurio contenuto nelle lampade fluorescenti  compatte.   (12)  È  auspicabile  che  la  riduzione  del  consumo  di  elettricità  dei prodotti oggetto del presente regolamento sia conse­ guita applicando tecnologie non proprietarie esistenti,  efficienti in termini di costi, che consentano di ridurre  le spese complessive di acquisto e funzionamento delle  apparecchiature.   (13)  Occorre  stabilire  le  specifiche  per  la  progettazione  eco­ compatibile dei prodotti oggetto del presente regola­ mento al fine di migliorare le prestazioni ambientali degli  stessi, contribuendo al funzionamento del mercato in­ terno e all’obiettivo unionale di ridurre il consumo di  energia del 20 % entro il 2020 rispetto al consumo sti­ mato per detto anno in assenza di misure.   (14)  L’effetto  combinato  delle  specifiche  per  la  progettazione  ecocompatibile stabilite dal presente regolamento e dal  regolamento delegato (UE) n. 874/2012 (  5  ) della Com­ missione, mira a generare un risparmio energetico annuo  dell’ordine di 25 TWh entro il 2020 per quanto riguarda  le lampade direzionali, rispetto a un’ipotesi di scenario  invariato.   (15)  È  auspicabile  che  le  specifiche  per  la  progettazione  eco­ compatibile non influenzino la funzionalità dal punto di  vista dell’utente né incidano negativamente sulla salute, la  sicurezza o l’ambiente. In particolare, si ritiene che i  benefici derivanti da una riduzione del consumo di ener­ gia elettrica nella fase di uso compensino i possibili im­ patti ambientali supplementari nella fase di produzione  dei prodotti disciplinati dal presente regolamento. Al fine  di garantire la soddisfazione del consumatore per quanto  riguarda le lampade a risparmio energetico, in particolare  i LED, è necessario stabilire i requisiti di funzionalità non  solo per le lampade direzionali, bensì anche per i LED  non direzionali, poiché non erano disciplinate da tali  requisiti dal regolamento (CE) n. 244/2009 della Com­ missione (  6  ). È auspicabile che i requisiti in materia di  informazioni sul prodotto consentano ai consumatori  di effettuare scelte informate.   (16)  Gli  apparecchi  di  illuminazione  a  LED  dai  quali  non  è  possibile estrarre le lampade o i moduli LED a fini di  prova non costituiscono una modalità mediante la quale i  produttori possono eludere i requisiti del presente rego­ lamento.   (17)  È  opportuno  fissare  requisiti  specifici  a  un  livello  che  consenta alle lampade alternative disponibili di far fun­ zionare l’intero insieme di apparecchi elettrici installati.  Parallelamente, è necessario stabilire requisiti generici da  attuarsi mediante norme armonizzate, affinché i nuovi  apparecchi di illuminazione siano più compatibili con  le lampade a risparmio energetico armonizzate che pos­ sano funzionare con una gamma più ampia di apparecchi  elettrici. I requisiti in materia di informazioni sul pro­ dotto relative agli apparecchi elettrici possono aiutare  gli utilizzatori a combinare lampade e apparecchi.   (18)  È  necessario  che  lo  scaglionamento  delle  specifiche  per  la  progettazione ecocompatibile offra ai produttori il tempo  sufficiente per riprogettare opportunamente i prodotti  disciplinati dal presente regolamento. È necessario che  il calendario delle tappe sia tale da evitare impatti nega­ tivi sulle funzionalità delle apparecchiature presenti sul  mercato e tenga conto dell’incidenza sui costi per gli  utilizzatori e i produttori, in particolare per le piccole e  medie imprese, assicurando nel contempo che gli obiet­ tivi del regolamento siano raggiunti nei tempi previsti.   (19)  Le  misurazioni  dei  parametri  pertinenti  sono  effettuate  avvalendosi di metodi affidabili, accurati e riproducibili  che tengano conto dei metodi di misurazione ricono­ sciuti come i più avanzati, comprese le eventuali norme  armonizzate adottate dagli organismi europei di norma­ lizzazione di cui all’allegato I della direttiva 98/34/CE del  Parlamento europeo e del Consiglio (  7  ). IT   L 342/2  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012   (  1  ) GU L 174 dell’1.7.2011, pag. 88.  (  2  ) GU L 374 del 27.12.2006, pag. 10.  (  3  ) GU L 11 del 15.1.2002, pag. 4.  (  4  ) GU L 197 del 24.7.2012, pag. 38.  (  5  ) GU L 258 del 26.9.2012, pag. 1.  (  6  ) GU L 76 del 24.3.2009, pag. 3.  (  7  ) GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.

(20)  Ai  sensi  dell’articolo  8  della  direttiva  2009/125/CE,  il  presente regolamento specifica le procedure di valuta­ zione della conformità applicabili.   (21)  Per  agevolare  i  controlli  della  conformità  è  necessario  che  i produttori forniscano informazioni nella documenta­ zione tecnica di cui agli allegati V e VI della direttiva  2009/125/CE, nella misura in cui tali informazioni si  riferiscono ai requisiti stabiliti nel presente regolamento.   (22)  Oltre  agli  obblighi  giuridicamente  vincolanti  stabiliti  nel  presente regolamento, è opportuno definire parametri di  riferimento indicativi per le migliori tecniche disponibili,  al fine di garantire un’ampia disponibilità e una facile  accessibilità delle informazioni relative alle prestazioni  ambientali, nell’intero ciclo di vita, dei prodotti oggetto  del presente regolamento   (23)  È  auspicabile  che  il  riesame  del  presente  regolamento  presti particolare attenzione all’evoluzione delle vendite  di lampade per usi speciali nell’intento di verificare che  non siano utilizzate per fini diversi dagli usi speciali, allo  sviluppo di nuove tecnologie come i LED e gli OLED  nonché alla fattibilità della definizione di requisiti di ef­ ficienza energetica a livello di classe A di cui al regola­ mento delegato n. 874/2012 o almeno di classe B per le  lampade direzionali alogene a tensione di rete (tenuto  conto dei criteri della tabella 2 in appresso, al punto  1.1 dell’allegato III). È inoltre opportuno esaminare se  sia possibile rafforzare significativamente i requisiti in  materia di efficienza energetica per le altre lampade a  filamento. È altresì auspicabile che il riesame verta sui  requisiti di funzionalità afferenti alla resa del colore per  le lampade a LED.   (24)  Le  misure  di  cui  al  presente  regolamento  sono  conformi  al parere del comitato istituito a norma dell’articolo 19,  paragrafo 1, della direttiva 2009/125/CE,   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:   Articolo 1  Oggetto e campo di applicazione  Il presente regolamento disciplina le specifiche per la progetta­ zione ecocompatibile per l’immissione sul mercato dei seguenti  prodotti elettrici di illuminazione:  a) lampade direzionali;  b) lampade con diodi a emissione luminosa (LED);  c) apparecchi progettati per essere installati fra la rete e le  lampade, compresi i dispositivi di controllo delle lampade,  gli apparecchi di controllo e di illuminazione (diversi dagli  alimentatori e dagli apparecchi per lampade fluorescenti e a  scarica ad alta densità);  anche se integrati in altri prodotti.  Il regolamento stabilisce inoltre i requisiti in materia di infor­ mazioni sul prodotto per i prodotti per usi speciali.  I moduli LED sono esonerati dai requisiti di cui al presente  regolamento se sono commercializzati come parti di apparecchi  di illuminazione immessi sul mercato in quantitativi inferiori a  200 unità  l’anno.  Articolo 2  Definizioni  Oltre alle definizioni di cui all’articolo 2 della direttiva  2009/125/CE, ai fini del presente regolamento si applicano le  seguenti definizioni:  1. «illuminazione», l’applicazione di luce a un ambiente, a  oggetti o all’ambiente circostante, in modo da risultare vi­ sibile all’occhio umano;  2. «illuminazione di accento», una forma di illuminazione  nella quale la luce è diretta in modo da mettere in risalto  un oggetto o una parte di un ambiente;  3. «prodotto elettrico di illuminazione», un prodotto proget­ tato per essere usato nell’illuminazione a base elettrica;  4. «prodotto per usi speciali», un prodotto che si avvale delle  tecnologie disciplinate dal presente regolamento ma desti­ nato a usi speciali a causa dei relativi parametri tecnici,  come illustrato nella documentazione tecnica. Le applica­ zioni speciali sono quelle che richiedono parametri tecnici  non necessari ai fini di illuminare ambienti o oggetti in  circostanze normali. Esse sono dei tipi seguenti:  a) applicazioni nelle quali il fine primario della luce non è  l’illuminazione, quali  i)  l’emissione luminosa in qualità di agente in processi  chimici o biologici (per es. polimerizzazione, luce  ultravioletta utilizzata per curare/asciugare/indurire,  terapia fotodinamica, orticoltura, cure veterinarie,  prodotti insetticidi);  ii) cattura e proiezione di immagini (per es. flash foto­ grafici, fotocopiatrici, videoproiettori);  iii) riscaldamento (per es. lampade a infrarossi);  iv) segnalazione (per es. controllo del traffico o illumi­ nazione aeroportuale);  b) applicazioni luminose dove  i) la distribuzione dello spettro luminoso serve a mu­ tare l’aspetto dell’ambiente o dell’oggetto illuminato,  oltre a renderlo visibile (per es. illuminazione di  esposizioni alimentari o lampade colorate ai sensi IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/3

dell’allegato I, punto 1), fatta eccezione per le varia­ zioni della temperatura di colore correlata); o  ii) la distribuzione dello spettro luminoso è calibrata  sulle esigenze specifiche di una particolare attrezza­ tura tecnica, oltre a rendere l’ambiente o l’oggetto  visibile all’occhio umano (per es. illuminazione da  studio, illuminazione di effetto per usi spettacolistici  o teatrali); o  iii) l’ambiente o l’oggetto illuminato richiede una prote­ zione speciale dagli effetti negativi della fonte lumi­ nosa (per es. illuminazione con filtri speciali per  pazienti o reperti museali sensibili); o  iv) l’illuminazione è richiesta solo in situazioni d’emer­ genza (per es. apparecchi di illuminazione d’emer­ genza o unità di alimentazione esterne per tale illu­ minazione); o  v) i prodotti di illuminazione devono essere resistenti a  condizioni fisiche estreme (per es. vibrazioni oppure  temperature inferiori a – 20° C o superiori a 50° C);  c) apparecchi che inglobano prodotti di illuminazione il  cui fine primario non è l’illuminazione e nei quali il  prodotto dipende dall’alimentazione energetica per  espletare le sue funzioni durante l’utilizzo (per es. frigo­ riferi, macchine da cucire, endoscopi, analizzatori ema­ tici);  5. «sorgente  luminosa», superficie o  oggetto  progettati per  emettere radiazioni ottiche per lo più visibili prodotte dalla  trasformazione di energia. Il termine «visibile» si riferisce a  una lunghezza d’onda di 380-780 nm;  6. «lampada», un’unità le cui prestazioni possono essere veri­ ficate in modo indipendente e che consiste in una o più  sorgenti luminose. Essa può includere componenti aggiun­ tivi necessari per l’accensione, l’alimentazione elettrica o il  funzionamento dell’unità in condizioni stabili o per distri­ buire, filtrare o trasformare la radiazione ottica nei casi in  cui tali componenti non possano essere rimossi senza dan­ neggiare l’unità in modo permanente;  7. «attacco della lampada», la parte della lampada che fornisce  la connessione all’alimentazione elettrica mediante uno zoc­ colo o un connettore e che può inoltre servire per mante­ nere la lampada nello zoccolo;  8. «portalampada» o «zoccolo», un dispositivo che mantiene la  lampada in posizione, di solito tramite l’attacco che viene  inserito in esso; in questo caso costituisce anche lo stru­ mento di connessione della lampada all’alimentazione elet­ trica;  9. «lampada direzionale», una lampada con almeno l’80 % di  emissione luminosa all’interno di un angolo solido di π sr  (corrispondente a un cono con angolo di 120°);  10. «lampada non direzionale», una lampada diversa da una  lampada direzionale;  11. «lampada a filamento»: una lampada in cui la luce è pro­ dotta mediante un conduttore filiforme riscaldato fino al­ l’incandescenza per effetto del passaggio di corrente elet­ trica. La lampada può contenere gas che influenzano il  processo di incandescenza;  12.  «lampada a incandescenza»: una lampada a filamento in cui  il filamento funziona in un bulbo sottovuoto o è circon­ dato da gas inerte;  13. «lampada ad alogeni (tungsteno) »: una lampada a filamento  in cui il filamento è di tungsteno ed è circondato da gas  contenente alogeni o composti di alogeni. Tale lampada  può essere fornita con alimentatore di corrente incorporato;  14. «lampada a scarica», lampada nella quale la luce è prodotta,  direttamente o indirettamente, da una scarica elettrica at­ traverso un gas, un vapore metallico o una miscela di  diversi gas e vapori;  15. «lampada fluorescente», lampada a scarica del tipo a mer­ curio a bassa pressione in cui la luce è emessa in larga  misura da uno o più strati di fosforo eccitati dalla radia­ zione ultravioletta generata dalla scarica. Le lampade fluore­ scenti possono essere fornite con alimentatore integrato;  16. «lampada fluorescente senza  alimentatore integrato» una  lampada fluorescente ad attacco singolo o doppio senza  alimentatore integrato;  17. «lampada a scarica ad alta intensità», una lampada a scarica  elettrica in cui l’arco elettrico che genera la luce è stabiliz­ zato per l’effetto termico della parete del bulbo e l’arco ha  una carica superficiale superiore a 3 watt per centimetro  quadrato;  18. «diodo a emissione luminosa (LED)», una sorgente luminosa  che consiste in un dispositivo allo stato solido compren­ dente una giunzione p-n di materiale inorganico che emette  una radiazione ottica quando eccitato da una corrente elet­ trica;  19. «pacchetto LED», un insieme di uno o più LED. L’insieme  può comprendere un elemento ottico e interfacce termiche,  meccaniche ed elettriche;  20. «modulo LED», un insieme privo di attacco che incorpora  uno o più pacchetti di LED su una piastra a circuiti stam­ pati. L’insieme può avere componenti elettrici, ottici, mec­ canici e termici, interfacce e un dispositivo di controllo;  21. «lampada a LED», una lampada che incorpora uno o più  moduli LED. La lampada può essere munita di attacco;  22. «unità esterna di alimentazione della lampada», un disposi­ tivo collocato tra l’alimentazione elettrica e una o più lam­ pade che consente una serie di operazioni legate al funzio­ namento della lampada, come trasformare la tensione di  alimentazione, limitare la corrente delle lampade al valore  richiesto, fornire la tensione di innesco e la corrente di  preriscaldamento, evitare l’innesco a freddo, correggere il  fattore di potenza o ridurre l’interferenza radio. L’unità  può essere progettata in modo da collegarsi a un’altra unità  esterna di alimentazione di una lampada per svolgere tali  funzioni. Il termine non include: IT   L 342/4  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

— i dispositivi di controllo,  — le fonti energetiche che rientrano nell’ambito di appli­ cazione del regolamento (CE) n. 278/2009 della Com­ missione (  1  ),  23. «dispositivo di controllo», un dispositivo elettronico o mec­ canico che effettua il controllo o il monitoraggio del flusso  luminoso della lampada mediante mezzi diversi dalla con­ versione di potenza, quali interruttori timer, sensori di oc­ cupazione, fotosensori e dispositivi di regolazione della luce  diurna. È inoltre possibile considerare dispositivi di con­ trollo i regolatori d’intensità a taglio di fase (dimmer);  24. «unità esterna di alimentazione della lampada», un’unità  esterna di alimentazione della lampada non integrata pro­ gettata per essere montata all’esterno dell’involucro di una  lampada o apparecchio di illuminazione o per essere ri­ mossa da tale involucro senza danneggiare in modo per­ manente la lampada o l’apparecchio di illuminazione.  25. «alimentatore», un’unità esterna di alimentazione della lam­ pada inserita tra l’alimentazione e una o più lampade a  scarica che, mediante induttanza, capacitanza o una com­ binazione di induttanza e capacitanza, ha la funzione prin­ cipale di limitare la corrente della lampada o delle lampade  al valore richiesto;  26. «unità  esterna  di  alimentazione  della  lampada  alogena»,  un’unità esterna di alimentazione della lampada che tra­ sforma la tensione di rete in tensione bassissima per le  lampade alogene;  27. «lampada fluorescente compatta», una lampada fluorescente  che comprende tutti i componenti necessari per avviare e  stabilizzare il funzionamento della lampada;  28. «apparecchio di illuminazione», un apparecchio che distri­ buisce, filtra o trasforma la luce trasmessa da una o più  lampade e che include tutte le parti necessarie per sostene­ re, fissare e proteggere le lampade e, ove necessario, i cir­ cuiti ausiliari e gli strumenti per collegarli all’alimentazione  elettrica;  29.  «utilizzatore finale», una persona fisica che acquista o che ci  si aspetta che acquisti una lampada elettrica o un apparec­ chio di illuminazione per scopi che non rientrano tra quelli  di una sua attività commerciale, industriale, artigianale o  professionale;  30. «detentore finale», la persona o entità che detiene il pro­ dotto durante la fase d’uso del suo ciclo di vita, o qualsiasi  persona o entità che opera per conto di tale persona o  entità.  Ai fini degli allegati da III a V si applicano anche le definizioni  di cui all’allegato II.  Articolo 3  Specifiche per la progettazione ecocompatibile  1.  I prodotti elettrici di illuminazione di cui all’articolo 1  soddisfano le specifiche per la progettazione ecocompatibile di  cui all’allegato III, eccetto il caso in cui costituiscono prodotti  per usi speciali.  Ogni specifica per la progettazione ecocompatibile si applica in  conformità delle fasi seguenti:  Fase 1: 1  o   settembre 2013  Fase 2: 1  o   settembre 2014  Fase 3: 1  o   settembre 2016  A meno che non sia sostituito o salvo indicazione contraria,  ciascun requisito continua a essere applicato congiuntamente a  quelli introdotti in fasi successive.  2. A  decorrere  dal  1  o   settembre 2013 i prodotti per usi  speciali soddisfano i requisiti in materia di informazioni sul  prodotto di cui all’allegato I.  Articolo 4  Valutazione della conformità  1. Le  procedure  applicabili  per  la  valutazione  della  confor­ mità di cui all’articolo 8 della direttiva 2009/125/CE sono il  sistema per il controllo interno della progettazione di cui all’al­ legato IV della suddetta direttiva o il sistema di gestione di cui  all’allegato V della stessa.  2. Ai  fini  della  valutazione  della  conformità  a  norma  dell’ar­ ticolo 8 della direttiva 2009/125/CE, il fascicolo tecnico:  a) contiene una copia delle informazioni sul prodotto fornite in  conformità dell’allegato III, parte 3, del presente regolamen­ to;  b) integra la documentazione tecnica con le eventuali ulteriori  informazioni che devono essere presenti negli allegati I, III e  IV;  c) specifica almeno una combinazione realistica di impostazioni  e condizioni di prodotto alle quali detto prodotto rispetta il  presente regolamento.  Articolo 5  Procedura di verifica a fini di sorveglianza del mercato  Quando effettuano le verifiche a fini di sorveglianza del mercato  di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2009/125/CE, gli  Stati membri applicano la procedura di verifica di cui all’allegato  IV del presente regolamento.  Articolo 6  Parametri di riferimento indicativi  I parametri indicativi di riferimento per i prodotti e le tecnolo­ gie più efficienti disponibili sul mercato al momento dell’ado­ zione del presente regolamento sono illustrati all’allegato V.  Articolo 7  Riesame  La Commissione procede al riesame del presente regolamento  alla luce del progresso tecnologico entro tre anni dalla sua  entrata in vigore e presenta i relativi risultati al forum consul­ tivo. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/5   (  1  ) GU L 93 del 7.4.2009, pag. 3.

Articolo 8  Entrata in vigore  Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta  ufficiale dell’Unione europea.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in  ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 2012  Per la Commissione  Il presidente   José Manuel BARROSO IT   L 342/6  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

ALLEGATO I  Requisiti per le informazioni sul prodotto relativi alle lampade per usi speciali  1. Se le coordinate di cromaticità di una lampada rientrano sempre nella seguente gamma:  — x  0,270 o x  0,530  — y   – 2,3172 x  2   + 2,3653 x — 0,2199 o y   – 2,3172 x  2   + 2,3653 x — 0,1595;  le coordinate di cromaticità sono dichiarate nel fascicolo tecnico elaborato ai fini della valutazione della conformità di  cui all’articolo 8 della direttiva 2009/125/CE che indica che tali coordinate conferiscono alla lampada il carattere di  prodotto per uso speciale.  2. Per tutti i prodotti per usi speciali l’uso previsto è dichiarato in tutte le forme di informazioni sul prodotto,  congiuntamente all’avvertenza che tali prodotti non sono destinati a usi in altre applicazioni.  Il fascicolo di documentazione tecnica elaborato ai fini della valutazione della conformità di cui all’articolo 8 della  direttiva 2009/125/CE elenca i parametri tecnici che conferiscono alla progettazione del prodotto la specificità per  l’uso previsto. Se necessario i parametri possono essere elencati in modo da evitare di rivelare informazioni commer­ ciali riservate connesse ai diritti di proprietà intellettuale del produttore.  Se il prodotto è commercializzato in un imballaggio contenente le informazioni che devono essere indicate in maniera  visibile per l’utilizzatore finale prima dell’acquisto, le seguenti informazioni sono indicate in modo chiaro ed evidente  sull’imballaggio e in tutte le forme di informazione sul prodotto:  a) l’uso previsto e  b) l’indicazione che la lampada non è adatta per l’illuminazione di ambienti domestici. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/7

ALLEGATO II  Definizioni applicabili ai fini degli allegati da III a V  Ai fini degli allegati da III a V si intende per:  «flusso luminoso» (Φ), una quantità derivata dal flusso energetico (potenza energetica) valutando la radiazione in base alla  sensibilità spettrale dell’occhio umano; in assenza di ulteriori indicazioni è riferibile al flusso luminoso iniziale;  «flusso luminoso iniziale», il flusso luminoso di una lampada dopo un breve periodo di funzionamento;  «flusso luminoso utile» (Φ  use  ), la parte di flusso luminoso di una lampada che rientra nell’angolo del cono utilizzato per  calcolare l’efficienza energetica della lampada di cui al punto 1.1 dell’allegato III;  «intensità luminosa» (candela o cd), il quoziente di flusso luminoso emesso dalla sorgente e diffuso dall’elemento  dell’angolo solido nell’elemento dell’angolo solido contenente la direzione data;  «angolo del fascio», l’angolo formato da due rette immaginarie su un piano attraverso l’asse del fascio ottico, in modo che  tali rette passino attraverso il centro del lato frontale della lampada e attraverso punti nei quali l’intensità luminosa è pari  al 50 % dell’intensità centrale del fascio, dove l’intensità del fascio centrale corrisponde al valore dell’intensità luminosa  misurata sull’asse del fascio ottico;  «cromaticità», la proprietà di uno stimolo di colore definito dalle rispettive coordinate di cromaticità o dell’insieme della  lunghezza d’onda dominante o complementare e dalla purezza;  «temperatura di colore correlata» (Tc [K]), la temperatura di un radiatore planckiano (corpo nero) il cui colore percepito  risulta il più simile a quello di uno stimolo fornito alle stesse condizioni di brillanza e in specifiche condizioni di vista;  «resa cromatica» (Ra), l’effetto di un illuminante sull’aspetto cromatico degli oggetti, aspetto paragonato consciamente o  inconsciamente al loro aspetto cromatico in presenza di un illuminante di riferimento;  «coerenza dei colori», la deviazione massima delle coordinate di cromaticità (x e y) di un’unica lampada da un punto  cromatico centrale (cx e cy), espressa mediante la dimensione dell’ellisse di MacAdam che si forma intorno al punto  cromatico centrale (cx e cy);  «fattore di mantenimento del flusso luminoso della lampada» (LLMF), il rapporto tra il flusso luminoso emesso dalla  lampada in un determinato momento della vita e il flusso luminoso iniziale;  «fattore di sopravvivenza della lampada» (LSF), la frazione definita del numero totale delle lampade che continuano a  funzionare in un dato momento in determinate condizioni e con una determinata frequenza di accensione;  «vita della lampada», il periodo di funzionamento dopo il quale la frazione del numero totale di lampade che continuano  a funzionare corrisponde al fattore di sopravvivenza della lampada, in determinate condizioni e con una determinata  frequenza di accensione; Per le lampade a LED, la vita della lampada è il tempo di funzionamento fra l’inizio del relativo  uso e il momento in cui sopravvive solo il 50 % del numero totale di lampade o il mantenimento del flusso luminoso  medio del campione passa sotto la soglia del 70 %, a seconda di quale condizione si verifichi prima;  «tempo di innesco della lampada», il tempo necessario, dopo la chiusura del circuito di alimentazione, perché la lampada  si accenda completamente e resti accesa;  «tempo di avvio della lampada», il tempo necessario affinché la lampada, dopo l’innesco, emetta una frazione definita del  flusso luminoso stabilizzato;  «fattore di potenza», il rapporto tra il valore assoluto della potenza attiva e la potenza apparente in condizioni periodiche;  «contenuto di mercurio della lampada», il mercurio contenuto nella lampada;  «valore dichiarato», un valore di una grandezza, utilizzato a fini di specifica, stabilito per condizioni operative specificate  di un prodotto. Salvo indicazione contraria, tutti i requisiti sono espressi in valori nominali;  «valore nominale», un valore di una quantità utilizzato per designare e identificare un prodotto;  «condizione a vuoto», la condizione in cui l’unità esterna di alimentazione della lampada collegata è alla tensione di  alimentazione e l’uscita è scollegata in funzionamento normale da tutti i carichi principali per mezzo dell’apposito  interruttore (i casi di lampada mancante o difettosa oppure lo scollegamento del carico non sono considerati funziona­ mento normale); IT   L 342/8  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

«modo attesa», un modo del dispositivo di controllo della lampada nel quale le lampade sono spente mediante un segnale  di controllo in condizioni di funzionamento normali. Si applica a un’unità esterna di alimentazione della lampada con  funzione di accensione integrata connessa in via permanente all’alimentazione di rete durante l’uso normale;  «segnale di controllo», un segnale digitale o analogico trasmesso al dispositivo di controllo con o senza fili per mezzo di  una modulazione di voltaggio attraverso cavi di controllo distinti o per mezzo di un segnale modulato nella tensione di  alimentazione;  «potenza nel modo attesa», la potenza consumata dall’unità esterna di alimentazione della lampada in modalità attesa;  «potenza a vuoto», la potenza consumata dall’unità esterna di alimentazione della lampada in modalità a vuoto;  «ciclo di accensione», la sequenza di accensione e spegnimento della lampada a intervalli dati;  «guasto prematuro», si verifica quando una lampada giunge al termine della vita dopo un periodo di funzionamento  inferiore alla vita nominale, dichiarata nella documentazione tecnica;  «schermo antiriflesso», un deflettore resistente, ottico o meccanico, riflettente o no, progettato per bloccare la radiazione  direttamente visibile emessa dalla sorgente luminosa di una lampada direzionale, al fine di evitare un abbagliamento  parziale temporaneo in caso di osservazione diretta da parte di un osservatore. Non comprende il rivestimento superficiale  della sorgente luminosa nella lampada direzionale;  «compatibilità», si verifica quando, per un prodotto destinato a un impianto, a essere inserito in un altro prodotto o a  questo connesso mediante un collegamento fisico o senza fili,  i) è possibile effettuare l’installazione, l’inserimento o la connessione; e  ii) subito dopo aver iniziato a fruire dell’insieme, gli utilizzatori finali non sono indotti a credere che tali prodotti siano  difettosi; e  iii) il rischio di sicurezza nell’uso congiunto dei prodotti non è superiore al rischio presentato dagli stessi prodotti  considerati singolarmente se utilizzati con altri prodotti. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/9

ALLEGATO III  Specifiche per la progettazione ecocompatibile  1. REQUISITI  DI  EFFICIENZA  ENERGETICA  1.1. Requisiti  di  efficienza  energetica  per  le  lampade  direzionali  L’indice di efficienza energetica (IEE) di una lampada è calcolato con la formula seguente e arrotondato al secondo  decimale:  IEE = P  cor   / P  nominale   dove:  P  cor  rappresenta la potenza nominale misurata alla tensione d’ingresso nominale e corretta secondo la tabella 1 ove  necessario. Se del caso i fattori di correzione sono cumulativi.  Tabella 1  Fattori di correzione   Ambito della correzione Potenza  corretta  (P  cor  )   Lampade funzionanti con l’unità esterna di alimentazione  esterna di una lampada alogena  P  nominale   × 1,06  Lampade funzionanti con l’unità esterna di alimentazione  esterna di una lampada LED  P  nominale   × 1,10  Lampade fluorescenti con diametro di 16 mm (lampade T5)  e lampade fluorescenti ad attacco singolo a 4 pin funzio­ nanti con l’unità esterna di alimentazione esterna della  lampada fluorescente  P  nominale   × 1,10  Altre lampade funzionanti con l’unità esterna di alimenta­ zione esterna di una lampada fluorescente  P  nominale   Ü  0,24  ffiffiffiffiffiffiffiffi  Ф  use   p  þ 0,0103Ф  use   0,15  ffiffiffiffiffiffiffiffi  Ф  use   p  þ 0,0097Ф  use   Lampade funzionanti con l’unità esterna di alimentazione  esterna di una lampada a scarica ad alta densità  P  nominale   × 1,10  Lampade compatte fluorescenti con indice di resa dei colori  ≥ 90  P  nominale   × 0,85  Lampade con schermo antiriflesso  P  nominale   × 0,80  P  nominale   rappresenta la potenza di riferimento ottenuto dal flusso luminoso utile della lampada (Φ  use  ) mediante la  seguente formula:  Per i modelli con Φ  use    1 300 lumen:  P  nominale   ¼ 0,88  ffiffiffiffiffiffiffiffi  Φ  use   p  þ 0,049Φ  use   Per i modelli con Φ  use   ≥ 1 300 lumen: P  nominale   = 0,07341Φ  use   Φ  use   è definito come segue:  — lampade direzionali con un angolo del fascio luminoso ≥ 90° diverse da quelle a filamento munite di  un’indicazione sull’imballaggio a norma del punto 3.1.2 j) del presente allegato: flusso luminoso dichiarato  in un angolo del cono a 120° (Φ  120°  )  — altre lampade direzionali: flusso luminoso dichiarato in un angolo del cono a 90° (Φ  90°  )  L’IEE massimo delle lampade direzionali è indicato nella tabella 2.  Tabella 2   Data di applicazio­ ne  Indice di massima efficienza energetica (IEE)  Lampade a filamento a tensione  di rete  Altre lampade a filamento  Lampade a scarica  ad alta intensità  Altre lampade   Fase 1 Se  Φ  use   ≤ 450 lm: 1,75 Se  Φ  use   ≤ 450 lm: 1,20  Se  Φ  use   ≤ 450 lm: 0,95  0,50 0,50 IT   L 342/10  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

Data di applicazio­ ne  Indice di massima efficienza energetica (IEE)  Lampade a filamento a tensione  di rete  Altre lampade a filamento  Lampade a scarica  ad alta intensità  Altre lampade   Fase 2 1,75 0,95 0,50 0,50  Fase 3 0,95 0,95 0,36 0,20  La fase 3 si applica alle lampade a filamento a tensione di rete solo se entro il 30 settembre 2015 la Commissione,  mediante una valutazione del mercato dettagliata, presenta e comunica al forum consultivo prove dell’esistenza sul  mercato di lampade a tensione di rete che:  — rispettino il requisito di IEE massimo per la fase 3,  — abbiano costi accessibili, ossia che non comportino una spesa eccessiva per la maggior parte degli utilizzatori  finali,  —  siano ampiamente equivalenti in termini di parametri di funzionalità di interesse del consumatore alle lampade  a filamento ad alta tensione disponibili alla data di entrata in vigore del presente regolamento, anche in termini  di flusso luminoso che copre l’intero spettro di flussi luminosi di riferimento di cui alla tabella 6,  — siano compatibili con gli apparecchi progettati per essere installati fra l’alimentazione di rete e la lampada a  filamento disponibili alla data di entrata in vigore del presente regolamento, secondo i requisiti di ultima  generazione in termini di compatibilità.  1.2. Requisiti  di  efficienza  energetica  per  i  dispositivi  di  controllo  Dalla fase 2 la potenza a vuoto di un dispositivo di controllo il cui uso è previsto fra l’alimentazione e l’interruttore  di accensione non deve superare 1,0 W. Dalla fase 3 il limite è di 0,50 W. Per ogni dispositivo di controllo della  lampada con una potenza di uscita (P) superiore a 250 W, la potenza a vuoto è moltiplicata per P/250 W.  Dalla fase 3 la potenza in modo attesa di un dispositivo di controllo della lampada non deve superare 0,50 W.  Dalla fase 2 l’efficienza dell’unità esterna di alimentazione di una lampada alogena non può essere inferiore a 0,91  con un carico del 100 %.  2. REQUISITI  DI  FUNZIONALITÀ  2.1.  Requisiti di funzionalità per lampade direzionali diverse dalle lampade a LED  I requisiti di funzionalità delle lampade sono indicati nella tabella 3 per le lampade fluorescenti compatte dire­ zionali e nella tabella 4 per le lampade direzionali diverse dalle lampade fluorescenti compatte, dalle lampade LED  e dalle lampade a scarica ad alta intensità.  Tabella 3  Requisiti di funzionalità per le lampade fluorescenti compatte direzionali   Parametro di funzionalità  Fase 1  eccetto dove diversamente indicato  Fase 3   Fattore di sopravvivenza della lam­ pada a 6 000 ore  Dal 1  o   marzo 2014: ≥ 0,50  ≥ 0,70  Mantenimento del flusso luminoso A  2  000  ore:  ≥ 80 % A  2  000  ore:  ≥ 83 %  A 6 000 ore: ≥ 70 %  Numero di cicli di accensione prima  di un guasto  ≥ metà della vita della lampada  espressa in ore  ≥ 10 000 se il tempo di innesco  della lampada  0,3 s  ≥ vita della lampada espressa in ore  ≥ 30 000 se il tempo di innesco  della lampada  0,3 s  Tempo di innesco    2,0  s  1,5 s se P  10W  1,0 s se P ≥ 10W  Tempo di avvio della lampada fino al  60 %  Φ  40 s  o 100 s per le lampade conte­ nenti mercurio sotto forma di amal­ gama  40 s  o 100 s per le lampade conte­ nenti mercurio sotto forma di amal­ gama  Tasso di guasti prematuri  ≤ 5,0 % a 500 ore  ≤ 5,0 % a 1 000 ore IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/11

Parametro di funzionalità  Fase 1  eccetto dove diversamente indicato  Fase 3   Fattore di potenza della lampada per  lampade con unità di alimentazione  integrata  ≥ 0,50 se P 25W  ≥ 0,90 se P ≥ 25W  ≥ 0,55 se P  25W  ≥ 0,90 se P ≥ 25W  Resa dei colori (Ra)  ≥ 80  ≥ 65 se la lampada è prevista per  un uso esterno o per applicazioni  industriali a norma del punto  3.1.3 l)  del  presente  allegato  ≥ 80  ≥ 65 se la lampada è prevista per  un uso esterno o per applicazioni  industriali a norma del punto  3.1.3 l)  del  presente  allegato  Se l’attacco della lampada è del tipo standard utilizzato anche per le lampade a filamento, dalla fase 2 la lampada è  tenuta a soddisfare i requisiti di ultima generazione in termini di compatibilità con gli apparecchi progettati per  essere installati fra l’alimentazione e la lampada a filamento.  Tabella 4  Requisiti di funzionalità per altre lampade direzionali (escluse le lampade fluorescenti compatte, le  lampade a LED e le lampade a scarica ad alta densità)   Parametro di funzionalità Fasi  1  e  2 Fase  3   Vita dichiarata della lampada con un  fattore di sopravvivenza del 50 %  ≥ 1 000 ore (≥ 2 000 ore in fase 2)  ≥ 2 000 ore per lampade a bassis­ sima tensione non conformi al re­ quisito di efficienza per lampade a  filamento di fase 3 di cui al punto  1.1 del presente allegato  ≥ 2 000 ore  ≥ 4 000 ore per le lampade a bas­ sissima tensione  Mantenimento del flusso luminoso  ≥ 80 % al 75 % della vita media  nominale della lampada  ≥  80 %  al  75 %  della  vita  media  nominale della lampada  Numero di cicli di accensione  ≥ quattro volte la vita nominale  della lampada espressa in ore  ≥ quattro volte la vita nominale  della lampada espressa in ore  Tempo di innesco    0,2  s    0,2  s  Tempo di avvio della lampada fino al  60 %  Φ  ≤ 1,0 s  ≤ 1,0 s  Tasso di guasti prematuri  ≤ 5,0 % a 100 ore  ≤ 5,0 % a 200 ore  Fattore di potenza della lampada con  unità di alimentazione integrata  Potenza  25 W: ≥ 0,9  Potenza  ≤ 25 W: ≥ 0,5  Potenza 25 W: ≥ 0,9  Potenza  ≤ 25 W: ≥ 0,5  2.2.  Requisiti di funzionalità per le lampade a LED direzionali e non direzionali  La tabella 5 stabilisce i requisiti di funzionalità per le lampade a LED direzionali e non direzionali.  Tabella 5  Requisiti di funzionalità per le lampade a LED direzionali e non direzionali   Parametro di funzionalità Requisiti  dalla  fase  1,  salvo  indicazione  contraria   Fattore di sopravvivenza della lampada a 6 000 ore Dal  1  o   marzo 2014: ≥ 0,90  Mantenimento del flusso luminoso a 6 000 ore Dal  1  o   marzo 2014: ≥ 0,80  Numero di cicli di accensione prima di un guasto  ≥ 15 000 se la vita nominale della lampada ≥ 30 000  ore altrimenti:  ≥ metà della vita nominale della lampada espressa in  ore  Tempo di innesco    0,5  s  Tempo di avvio della lampada fino al 95 % Φ    2  s  Tasso di guasti prematuri  ≤ 5,0 % a 1 000 ore IT   L 342/12  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

Parametro di funzionalità Requisiti  dalla  fase  1,  salvo  indicazione  contraria   Resa dei colori (Ra)  ≥ 80  ≥ 65 se la lampada è prevista per un uso esterno o per  applicazioni industriali a norma del punto 3.1.3 l) del  presente allegato  Coerenza dei colori Variazione  delle  coordinate  di  cromaticità  in  un’ellisse  di MacAdam a sei fasi o inferiore  Fattore di potenza della lampada (PF) per lampade con  unità di alimentazione integrata  P  ≤ 2 W: nessun requisito  2 W     P  ≤ 5 W: PF  0,4  5 W     P  ≤ 25 W: PF  0,5  P  25 W: PF  0,9  Se l’attacco della lampada è del tipo standard utilizzato anche per le lampade a filamento, dalla fase 2 la lampada è  tenuta a soddisfare i requisiti di ultima generazione in termini di compatibilità con gli apparecchi progettati per  essere installati fra l’alimentazione e la lampada a filamento.  2.3.  Requisiti di funzionalità per apparecchi progettati per essere installati fra la lampada a filamento e  l’alimentazione  Dalla fase 2 gli apparecchi progettati per essere installati fra l’alimentazione e le lampade sono tenuti a soddisfare i  requisiti di ultima generazione in termini di compatibilità con le lampade il cui indice di efficienza energetica  (calcolato per le lampade direzionali e non direzionali conformemente al metodo stabilito al punto 1.1 del presente  allegato) non è superiore a:  — 0,24 per le lampade non direzionali (presumendo Φ  use   = flusso luminoso nominale totale),  — 0,40 per le lampade direzionali.  Quando un dispositivo regolatore di controllo è impostato sulla posizione più bassa alla quale la lampada consuma  potenza, le lampade utilizzate emettono almeno l’1 % del loro flusso luminoso a pieno carico.  Quando un apparecchio di illuminazione è commercializzato e destinato a utilizzatori finali e le lampade che  quest’ultimo può sostituire sono incluse nell’apparecchio, conformemente al regolamento delegato (UE) n.  874/2012, esse devono appartenere a una delle due classi energetiche più alte, con cui l’apparecchio è dichiarato  compatibile.  3. REQUISITI  IN  MATERIA  DI  INFORMAZIONI  SUL  PRODOTTO  3.1. Requisiti  in  materia  di  informazioni  sul  prodotto  per  le  lampade  direzionali  Dalla fase 1 sono fornite le seguenti informazioni, salvo indicazione contraria.  Tali requisiti informativi non si applicano:  — alle lampade a filamento che non soddisfano i requisiti di efficacia della fase 2,  — ai moduli LED commercializzati come parte di un apparecchio di illuminazione dal quale non è possibile la  rimozione da parte dell’utilizzatore finale.  In tutte le forme di informazione sul prodotto, l’espressione «lampada a risparmio di energia» o dichiarazioni  promozionali analoghe riferite al prodotto e riguardanti l’efficacia della lampada possono essere utilizzate solo se  l’indice di efficienza della lampada (calcolato secondo il metodo fissato al punto 1.1 del presente allegato) è uguale  o inferiore a 0,40.  3.1.1. Informazioni indicate sulla lampada stessa  Per le lampade diverse dalle lampade a scarica ad alta intensità, il valore e l’unità (lm, K e °) del flusso luminoso  nominale utile, della temperatura di colore e dell’angolo nominale del fascio di luce sono indicati con un carattere  leggibile sulla superficie della lampada, previa inclusione delle informazioni in materia di sicurezza quali potenza e  tensione, se vi è spazio sufficiente sulla lampada stessa senza ostruire indebitamente la luce proveniente dalla  stessa.  Se vi è spazio solo per uno dei tre valori, si indica il flusso luminoso nominale utile. Se vi è spazio solo per due  valori, si indicano il flusso luminoso nominale utile e la temperatura di colore.  3.1.2. Informazioni da indicare in maniera visibile sull’imballaggio e sui siti web a libero accesso prima dell’acquisto da parte  dell’utilizzatore finale  Le informazioni di cui ai punti da a) fino a o) in appresso sono presentate su siti web ad accesso libero e in  qualsiasi altra forma ritenuta opportuna dal produttore. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/13

Se il prodotto è commercializzato in un imballaggio contente le informazioni che devono essere indicate in  maniera visibile prima dell’acquisto da parte dell’utilizzatore finale, le informazioni devono essere indicate in  modo chiaro ed evidente sull’imballaggio.  Le informazioni non devono riportare esattamente le stesse espressioni presentate di seguito. Al posto del testo è  possibile utilizzare grafici, illustrazioni o simboli.  a)  Il flusso luminoso nominale utile indicato in un carattere tipografico di dimensioni almeno doppie rispetto  all’indicazione della potenza nominale della lampada;  b)  la vita nominale della lampada espressa in ore (non superiore alla vita nominale);  c)  la temperatura di colore, espressa in gradi Kelvin nonché graficamente o verbalmente;  d)  Il numero di cicli di accensione prima che si verifichi un guasto prematuro della lampada;  e)  il tempo di avvio fino al 60 % della piena emissione luminosa (può essere indicato come «piena luce istantanea»  se inferiore a 1 secondo);  f)  se non è possibile regolare la lampada o se questa operazione può essere effettuata solo con alcuni variatori  specifici è necessario indicarlo. In questo caso sul sito web del produttore si pubblica anche un elenco di  variatori compatibili;  g) se la lampada è progettata per un uso ottimale in condizioni non standard (per esempio una temperatura  ambiente Ta ≠ 25°C o se è necessaria una specifica gestione termica), è necessario fornire informazioni su tali  condizioni;  h) le dimensioni della lampada in millimetri (lunghezza e diametro massimo);  i)  l’angolo del fascio di luce nominale espresso in gradi;  j) se  l’angolo  del  fascio  di  luce  è  ≥ 90° e il suo flusso luminoso utile definito al punto 1.1 del presente allegato è  misurato in un cono a 120°, si avverte che la lampada non è idonea all’illuminazione di accento;  k) se l’attacco della lampada è del tipo standard utilizzato anche con lampade a filamento ma le dimensioni della  lampada differiscono da quelle della lampada a filamento che si intende sostituire, è inserita un’illustrazione che  raffronta le dimensioni delle due lampade;  l)  è consentito indicare che la lampada è del tipo elencato nella prima colonna della tabella 6 solo se il flusso  luminoso della lampada in un cono a 90° (Φ  90°  ) non è inferiore al flusso luminoso di riferimento riportato  nella tabella 6 per la potenza più bassa fra le lampade dello stesso tipo. Il flusso luminoso di riferimento è  moltiplicato per il fattore di correzione della tabella 7. Per le lampade a LED è inoltre moltiplicato per il fattore  di correzione della tabella 8;  m) è consentito indicare la dichiarazione di equivalenza relativa alla potenza del tipo di lampada sostituita solo se  la lampada è del tipo elencato alla tabella 6 e se il flusso luminoso della lampada in un cono a 90° (Φ  90°  ) non è  inferiore al corrispondente flusso luminoso di riferimento riportato nella tabella 6. Il flusso luminoso di  riferimento è moltiplicato per il fattore di correzione della tabella 7. Per le lampade a LED è inoltre molti­ plicato per il fattore di correzione della tabella 8. I valori intermedi del flusso luminoso e della potenza  dichiarata equivalente della lampada (arrotondata a 1 W più vicino) sono calcolati con un’interpolazione lineare  tra due valori adiacenti.  Tabella 6  Flusso luminoso di riferimento per le dichiarazioni di equivalenza   Tipo di riflettore a bassissima tensione  Tipo Potenza  (W) Riferimento  Φ  90°   (lm)   MR11 GU4 20 160  35 300  MR16 GU 5.3 20 180  35 300  50 540  AR111 35 250  50 390  75 640  100 785 IT   L 342/14  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

Tipo di riflettore in vetro soffiato a tensione di rete  Tipo Potenza  (W) Riferimento  Φ  90°   (lm)   R50/NR50 25 90  40 170  R63/NR63 40 180  60 300  R80/NR80 60 300  75 350  100 580  R95/NR95 75 350  100 540  R125 100 580  150 1  000   Tipo di riflettore in vetro pressato a tensione di rete  Tipo Potenza  (W) Riferimento  Φ  90°   (lm)   PAR16 20 90  25 125  35 200  50 300  PAR20 35 200  50 300  75 500  PAR25 50 350  75 550  PAR30S 50 350  75 550  100 750  PAR36 50 350  75 550  100 720  PAR38 60 400  75 555  80 600  100 760  120 900  Tabella 7  Fattori di moltiplicazione per il mantenimento del flusso luminoso   Tipo di lampada Fattore  di  moltiplicazione  del  flusso  luminoso   Lampade alogene  1  Lampade fluorescenti compatte 1,08  Lampade a LED 1  +  0,5  ×  (1  — LLMF)  dove LLMF è il fattore di mantenimento del flusso  luminoso al termine della vita nominale IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/15

Tabella 8  Fattori di moltiplicazione per le lampade a LED   Angolo del fascio luminoso della lampada a LED Fattore  di  moltiplicazione  del  flusso  luminoso   angolo del fascio 20° ≤  1  15°  ≤ angolo del fascio  20° 0,9  10°  ≤ angolo del fascio  15° 0,85  angolo del fascio  10° 0,80  Se la lampada contiene mercurio:  n) Il contenuto di mercurio della lampada espresso in X,X mg;  o) Indicazione del sito web da consultare in caso di rottura accidentale della lampada per trovare istruzioni per la  rimozione e il trattamento dei frammenti della lampada.  3.1.3. Informazioni da rendere disponibili su siti web ad accesso libero e in qualsiasi altra forma ritenuta opportuna dal produttore  Come minimo, le informazioni in appresso devono essere espresse almeno come valori.  a) Le informazioni specificate al punto 3.1.2;  b) la potenza nominale (precisione: 0,1 W);  c) il flusso luminoso utile nominale;  d) la vita nominale della lampada;  e) il fattore di potenza della lampada;  f)  il fattore di mantenimento del flusso luminoso al termine della vita nominale (fatta eccezione per le lampade a  filamento);  g) il tempo di innesco (espresso in X,X secondi);  h) la resa del colore;  i)  la coerenza dei colori (solo per i LED);  j) l’intensità  di  picco  dichiarata  espressa  in  candele  (cd);  k) l’angolo del fascio dichiarato;  l)  se prevista per un uso esterno o per applicazioni industriali, un’indicazione a tal proposito;  m) la distribuzione dello spettro di potenza nella gamma 180-800 nm.  Se la lampada contiene mercurio:  n)  istruzioni per la rimozione e il trattamento dei frammenti della lampada in caso di rottura accidentale;  o)  raccomandazioni sullo smaltimento della lampada al termine della vita per un riciclaggio conforme alla  direttiva 2012/19/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (  1  ).  3.2. Requisiti  supplementari  in  materia  di  informazioni  sul  prodotto  relative  alle  lampade  a  LED  intese  a  sostituire lampade fluorescenti senza alimentatore integrato  Oltre ai requisiti in materia di informazioni sul prodotto di cui al punto 3.1 del presente allegato o del punto 3.1  dell’allegato II del regolamento (CE) n. 244/2009, dalla fase 1 i produttori di lampade a LED intese a sostituire  lampade fluorescenti senza alimentatore integrato pubblicano un avvertimento su siti web ad accesso libero e in  qualsiasi altra forma ritenuta opportuna dal produttore indicante che l’efficienza energetica complessiva e la  distribuzione della luce degli apparecchi che utilizzano tali lampade sono determinate dalla progettazione dell’ap­ parecchio. IT   L 342/16  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012   (  1  ) ( GU L 197 del 24.7.2012, pag. 38.

È consentito dichiarare che una lampada a LED sostituisce una lampada fluorescente senza alimentatore integrato  avente una data potenza solo se:  — l’intensità luminosa in qualsiasi direzione attorno all’asse del tubo non devia di oltre il 25 % dall’intensità  luminosa media attorno al tubo, e  — il flusso luminoso della lampada a LED non è inferiore al flusso luminoso della lampada fluorescente della  potenza dichiarata. Il flusso luminoso della lampada a LED è ottenuto moltiplicando la potenza dichiarata per i  valori minimi di efficienza luminosa corrispondenti alla lampada fluorescente di cui al regolamento (CE) n.  245/2009 della Commissione (  1  ), e  —  la potenza della lampada a LED non è superiore alla potenza della lampada fluorescente che dichiara sostituire.  Il fascicolo di documentazione tecnica fornisce i dati a sostegno di tali dichiarazioni.  3.3. Requisiti  in  materia  di  informazioni  sul  prodotto  per  dispositivi  diversi  dagli  apparecchi  progettati  per  essere installati fra la lampada a filamento e l’alimentazione  Dalla fase 2, se gli apparecchi non sono compatibili con le lampade a risparmio di energia a norma della parte 2.3  del presente allegato, si pubblica un avvertimento che l’apparecchio non è compatibile con le lampade a risparmio  di energia su siti web ad accesso libero e in qualsiasi altra forma ritenuta opportuna dal produttore.  3.4.  Requisiti in materia di informazioni sul prodotto delle unità esterne di alimentazione delle lampade  Dalla fase 2, le seguenti informazioni sono pubblicate su siti web ad accesso libero e in qualsiasi altra forma  ritenuta opportuna dal produttore:  — l’indicazione che il prodotto è destinato a essere usato come unità esterna di alimentazione di una lampada;  — se del caso, l’avvertenza che il prodotto può essere utilizzato a vuoto. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/17   (  1  ) GU L 76 del 24.3.2009, pag. 17.

ALLEGATO IV  Procedura di verifica a fini di sorveglianza del mercato  Quando effettuano le verifiche a fini di sorveglianza del mercato di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva  2009/125/CE, le autorità degli Stati membri applicano le procedure di verifica di cui al presente regolamento. Le autorità  di sorveglianza del mercato forniscono le informazioni relative ai risultati delle prove agli altri Stati membri e alla  Commissione.  Le autorità degli Stati membri sono tenute a utilizzare procedure di misura affidabili, accurate e riproducibili che tengano  conto delle metodologie più avanzate generalmente riconosciute, compresi i metodi definiti nei documenti i cui numeri di  riferimento sono stati pubblicati a tal fine nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.  1.  PROCEDURA DI VERIFICA PER LAMPADE DIVERSE DALLE LAMPADE A LED E PER LAMPADE LED CHE DEVONO  ESSERE SOSTITUITE NELL’APPARECCHIO PER L’ILLUMINAZIONE DALL’UTILIZZATORE FINALE  Le autorità degli Stati membri sottopongono a prova un campione costituito da almeno venti lampade dello stesso  modello e dello stesso produttore, se possibile ottenute in proporzione uguale da quattro fonti diverse selezionate  casualmente, salvo indicazione contraria da tabella 9.  Il modello è ritenuto conforme ai requisiti stabiliti dal presente regolamento se:  a) le lampade del campione sono accompagnate dalle informazioni sul prodotto richieste e corrette,  b)  le lampade del campione risultano conformi alle disposizioni in materia di compatibilità di cui ai punti 2.1 e 2.2.  dell’allegato III, applicando i metodi e i criteri più avanzati per la valutazione della compatibilità, compresi quelli  stabiliti in documenti i cui numeri di riferimento sono stati pubblicati a tal fine nella Gazzetta ufficiale dell’Unione  europea  e  c)  la prova dei parametri delle lampade del campione di cui alla tabella 9 non evidenzia carenze di conformità nei  confronti dei parametri.  Tabella 9   Parametro Procedura   Fattore di sopravvivenza della lampada a  6 000  ore  (solo  per  lampade  a  LED)  La prova si conclude: — quando si raggiunge il numero di ore prescritto o — se si guastano più di due lampade, a seconda di quale condizione si verifichi per prima. Conformità: prima del numero di ore prescritto possono guastarsi al  massimo 2 delle 20 lampade del campione di prova. Mancata conformità: in caso contrario.  Numero di cicli di accensione prima di un  guasto  La prova si conclude quando si raggiunge il numero prescritto di  cicli di accensione o se più di una lampada del campione di 20  lampade raggiunge il termine della vita, a seconda di quale condi­ zione si verifichi prima. Conformità: al raggiungimento del numero di cicli di accensione,  almeno 19 lampade delle 20 del campione non presentano guasti. Mancata conformità: in caso contrario.  Tempo di innesco Conformità:  il  tempo  medio  di  innesco  delle  lampade  del  campione  di prova non è superiore al tempo di innesco prescritto maggiorato  del 10 % e nessuna lampada del campione presenta un tempo di  innesco doppio rispetto a quello prescritto. Mancata conformità: in caso contrario.  Tempo di avvio della lampada fino al  60 %  Φ  Conformità: il tempo medio di avvio delle lampade del campione di  prova non è superiore al tempo di avvio prescritto maggiorato del  10 %  e  nessuna  lampada  del  campione  presenta  un  tempo  di  avvio  moltiplicato per 1,5 rispetto a quello prescritto. Mancata conformità: in caso contrario. IT   L 342/18  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

Parametro Procedura   Tasso di guasti prematuri La  prova  si  conclude:  — quando si raggiunge il numero di ore prescritto o —  se si guasta più di una lampada, a seconda di quale condizione si  verifichi per prima.  Conformità: prima del numero di ore prescritto si guasta al massimo  1 delle 20 lampade del campione di prova. Mancata conformità: in caso contrario.  Resa dei colori (Ra) Conformità:  la  Ra  media  delle  lampade  del  campione  di  prova  non  è  inferiore di oltre tre punti al valore prescritto e nessuna lampada del  campione di prova presenta un valore Ra di oltre 3,9 punti inferiore  al quello prescritto. Mancata conformità: in caso contrario.  Mantenimento del flusso luminoso al ter­ mine della vita e vita nominale (solo per  le lampade a LED)  A tal fine «termine della vita» significa il punto temporale in cui si  prevede che sopravviva solo il 50 % delle lampade o che il mante­ nimento medio del flusso luminoso del campione passi sotto la  soglia del 70 %, a seconda di quale condizione si verifichi prima Conformità: il mantenimento del flusso luminoso al termine della  vita e i valori relativi alla vita della lampada ottenuti per estrapola­ zione dal fattore di sopravvivenza della lampada e dal mantenimento  medio del flusso luminoso delle lampade del campione a 6 000 ore  non sono inferiori di oltre il 10 % rispettivamente al mantenimento  di flusso luminoso e alla vita nominale dichiarata nelle informazioni  sul prodotto Mancata conformità: in caso contrario.  Dichiarazioni di equivalenza per lampade  a retroadattamento a norma dei punti  3.1.2 l)  e  m)  dell’allegato  III  Solo se la dichiarazione di equivalenza è verificata ai fini della con­ formità, è sufficiente sottoporre a prova 10 lampade, possibilmente  ottenute approssimativamente nella stessa proporzione da quattro  fonti scelte casualmente. Conformità: i risultati medi delle lampade del campione di prova  non si scostano di oltre il 10 % dal limite, dalla soglia o dai valori  dichiarati. Mancata conformità: in caso contrario.  Angolo del fascio di luce Conformità:  i  risultati  medi  delle  lampade  del  campione  non  si  sco­ stano di oltre il 25 % dall’angolo del fascio dichiarato e il valore  dell’angolo del fascio di ciascuna lampada non si scosta di oltre il  25 %  dal  valore  nominale. Mancata conformità: in caso contrario.  Intensità di picco  Conformità: l’intensità di picco di ciascuna lampada del campione di  prova non è inferiore al 75 % dell’intensità nominale del modello. Mancata conformità: in caso contrario.  Altri parametri (compreso l’indice di effi­ cienza energetica)  Conformità: i risultati medi delle lampade del campione di prova  non si scostano di oltre il 10 % dal limite, dalla soglia o dai valori  dichiarati. Mancata conformità: in caso contrario.  In caso contrario, il modello non è ritenuto conforme.  2. PROCEDURA DI VERIFICA PER MODULI LED CHE NON DEVONO ESSERE RIMOSSI DALL’APPARECCHIO PER  L’ILLUMINAZIONE DALL’UTILIZZATORE FINALE  Ai fini delle prove illustrate oltre, le autorità degli Stati membri ottengono esemplari di prova dello stesso modello (di  moduli LED o apparecchi di illuminazione, se del caso) dallo stesso produttore, se possibile in proporzione uguale  presso fonti selezionate casualmente. Per quanto concerne i punti 1), 3) e 5) in appresso, il numero di fonti è almeno  di quattro, se possibile. Per quanto attiene al punto 2), il numero di fonti è almeno pari a quattro se possibile, salvo il  caso in cui il numero di apparecchi di illuminazione necessario per ottenere per estrazione 20 moduli LED dello stesso  modello sia inferiore a quattro, nel qual caso il numero di fonti è uguale al numero di apparecchi di illuminazione  necessari. Per quanto riguarda il punto 4), se i primi due apparecchi di illuminazione non superano la prova, i tre  moduli successivi sottoposti a prova provengono da tre fonti diverse, se possibile. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/19

Le autorità degli Stati membri applicano la seguente procedura nell’ordine impartito in appresso, fino a raggiungere  una conclusione in merito alla conformità dei modelli di moduli LED o a concludere che la prova non può essere  effettuata. L’espressione «apparecchio di illuminazione» si riferisce all’apparecchio contenente i moduli LED e per  «prova»si intende la procedura illustrata alla parte 1 del presente allegato, fatta eccezione per il punto 4). Se il fascicolo  tecnico consente di effettuare le prove a norma di ambo i punti 1) e 2), le autorità hanno la facoltà di scegliere il  metodo più idoneo.  1)  Se il fascicolo di documentazione tecnica dell’apparecchio di illuminazione consente di sottoporre a prova l’intero  apparecchio in quanto lampada, le autorità eseguono la prova su venti apparecchi considerati lampade. Se il  modello dell’apparecchio di illuminazione è considerato conforme, il modello dei moduli LED è ritenuto conforme  ai requisiti stabiliti dal presente regolamento. Se il modello dell’apparecchio di illuminazione non è considerato  conforme, neanche il modello dei moduli LED è ritenuto conforme.  2)  In caso contrario, se il fascicolo di documentazione tecnica dell’apparecchio di illuminazione consente la rimozione  del o dei moduli LED a fini di prova, le autorità ottengono un numero sufficiente di apparecchi per disporre di 20  esemplari di ciascun modello di modulo LED incorporato. Le autorità seguono le istruzioni contenute nel fascicolo  di documentazione tecnica per smontare gli apparecchi di illuminazione e sottoporre a prova ciascun modello di  modulo LED separatamente. Le conclusioni relative alla conformità dei modelli di moduli LED derivano dalle  prove.  3)  In caso contrario, se il fascicolo di documentazione tecnica dell’apparecchio di illuminazione dichiara che il  produttore dell’apparecchio di illuminazione ha ottenuto i moduli LED come prodotti a sé stanti muniti del  marchio CE sul mercato unionale, le autorità acquisiscono 20 esemplari di ciascun modello di modulo LED sullo  stesso mercato e li sottopongono a prova separatamente. Le conclusioni relative alla conformità del modello di  modulo LED derivano dalle prove. Se il modello non è più disponibile sul mercato unionale la sorveglianza del  mercato non può essere espletata.  4)  In caso contrario, se il produttore dell’apparecchio di illuminazione non ha ottenuto i moduli LED incorporati  come prodotti a sé stanti muniti del marchio CE sul mercato unionale, le autorità richiedono al produttore  dell’apparecchio di illuminazione di fornire una copia dei dati relativi alla prova originale del modello di modulo  LED che dimostrino che questi sono conformi ai requisiti applicabili a:  — tutti i moduli LED della tabella 5 del presente regolamento;  — se si tratta di moduli LED direzionali, delle tabelle 1 e 2 del presente regolamento;  — se si tratta di moduli LED non direzionali, delle tabelle 1, 2 e 3 del regolamento (CE) n. 244/2009.  Se dai dati delle prove risulta che un qualsiasi modello di modulo LED dell’apparecchio di illuminazione non è  conforme ai requisiti, il modello di modulo LED è ritenuto non conforme.  In caso contrario le autorità smontano un unico apparecchio di illuminazione per accertare che il modulo LED  dell’apparecchio sia dello stesso tipo descritto nei dati delle prove. Se uno di essi è diverso o non può essere  identificato, il modello di modulo LED è ritenuto non conforme.  In caso contrario, i requisiti relativi ai cicli di accensione, ai guasti prematuri, al tempo di innesco e al tempo di  avvio di cui alla tabella 5 sono sottoposti a prova su un altro apparecchio di illuminazione in funzione al regime  prescritto. Durante tale operazione, la temperatura dei moduli LED è sottoposta a prova anche nei confronti dei  limiti definiti. Se i risultati delle prove (diverse a quelle relative ai guasti prematuri) differiscono dai valori limite di  oltre il 10 % o se l’apparecchio di illuminazione si è guastato prematuramente, si sottopongono a prova tre  apparecchi supplementari. Se le medie dei risultati delle tre prove supplementari (diverse da quelle relative ai  guasti prematuri e alla temperatura di esercizio) non differiscono dai valori limite di oltre il 10 %, nessuno degli  apparecchi si è guastato prematuramente e la temperatura di esercizio (espressa in °C) rientra nel 10 % dei limiti  definiti in ciascuno dei tre apparecchi, il modello di moduli LED è ritenuto conforme ai requisiti. In caso contrario,  il modello è considerato non conforme.  5) Se le prove a norma dei punti da 1) a 4) non sono possibili perché nell’apparecchio non si possono distinguere  moduli LED da sottoporre a prova separatamente, le autorità sottopongono a prova i requisiti relativi ai cicli di  accensione, ai guasti prematuri, al tempo di innesco e al tempo di avvio di cui alla tabella 5 su un unico  apparecchio. Se i risultati delle prove differiscono dai valori limite di oltre il 10 % o se l’apparecchio di illumi­ nazione si è guastato prematuramente, si sottopongono a prova tre apparecchi supplementari. Se le medie dei  risultati delle tre prove supplementari (diverse da quelle relative ai guasti prematuri) non differiscono dai valori  limite di oltre il 10 % e nessuno degli apparecchi si è guastato prematuramente, il modello di moduli LED  incorporato nell’apparecchio di illuminazione è ritenuto conforme ai requisiti stabiliti dal presente regolamento.  In caso contrario, il modello è considerato non conforme. IT   L 342/20  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012

3. PROCEDURA DI VERIFICA PER APPARECCHI PROGETTATI PER ESSERE INSTALLATI FRA LA LAMPADA A  FILAMENTO E L’ALIMENTAZIONE  Le autorità degli Stati membri sottopongono a prova una singola unità.  Le lampade del campione risultano conformi ai requisiti stabiliti dal presente regolamento se soddisfano le disposizioni  in materia di compatibilità di cui all’allegato III, punto 2.3, applicando i metodi e i criteri più avanzati per la  valutazione della compatibilità, compresi quelli stabiliti in documenti i cui numeri di riferimento sono stati pubblicati  a tal fine nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Se si dimostra la mancata compatibilità, il modello può ancora  essere ritenuto conforme se soddisfa quanto prescritto in materia di informazioni sul prodotto all’allegato III, punto  3.3 o all’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) n. 874/2012.  Oltre ai requisiti in materia di compatibilità, ai fini dei requisiti di efficienza di cui al punto 1.2 dell’allegato III si  sottopone a prova anche il dispositivo di controllo. La prova è eseguita su un unico esemplare di dispositivo di  controllo, non su una combinazione di diversi elementi del dispositivo di controllo, anche se il modello prevede una  combinazione con altri elementi per far funzionare la lampada in un dato impianto. Il modello è ritenuto conforme ai  requisiti se i risultati non si scostano dai valori limite di oltre il 2,5 %. Se i risultati si scostano di oltre il 2,5 % dai  valori limite, si sottopongono a prova tre unità supplementari. Il modello è considerato conforme ai requisiti se la  media dei risultati delle tre prove supplementari non supera i valori limite di oltre il 2,5 %.  Oltre ai requisiti di compatibilità, gli apparecchi di illuminazione intesi per essere commercializzati agli utilizzatori  finali possono inoltre essere sottoposti a prova per la presenza di lampade nell’imballaggio. Il modello è ritenuto  conforme se non sono presenti lampade o se le lampade presenti appartengono alle classi energetiche previste  all’allegato III, punto 2.3.  Oltre ai requisiti di compatibilità, i dispositivi regolatori di controllo sono sottoposti a prova con lampade a filamento  quando il dispositivo di controllo si trova nella posizione di regolazione minima. Il modello è ritenuto conforme se,  una volta installato secondo le istruzioni del produttore, le lampade forniscono almeno l’1 % del loro flusso luminoso  a pieno carico.  Se il modello non soddisfa i criteri di conformità applicabili di cui sopra, è ritenuto non conforme. IT   14.12.2012 Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea  L  342/21

ALLEGATO V  Parametri di riferimento indicativi di cui all’articolo 6  In appresso è indicata la migliore tecnologia disponibile sul mercato al momento dell’entrata in vigore del presente  regolamento, per quanto attiene agli aspetti ambientali quantificabili considerati significativi. Le caratteristiche richieste in  talune applicazioni, quali un’elevata resa dei colori, possono far sì che i prodotti che offrono tali caratteristiche non  soddisfino i parametri in questione.  1. EFFICIENZA DELLE LAMPADE DIREZIONALI  La lampada più efficiente presenta un indice di efficienza energetica pari a 0,16.  2. CONTENUTO DI MERCURIO DELLA LAMPADA  Esistono lampade che non contengono mercurio e sono fra le più efficienti sotto il profilo energetico.  3. EFFICIENZA DELLE UNITÀ ESTERNA DI ALIMENTAZIONE DELLE LAMPADE ALOGENE  Le unità esterna di alimentazione delle lampade alogene più efficienti presentano un’efficienza pari a 0,93. IT   L 342/22  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  14.12.2012 Document Outline Regolamento (UE) n . 1194/2012 della Commissione del 12 dicembre 2012 recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lampade direzionali, delle lampade con diodi a emissione luminosa e delle pertinenti apparecchiature (Testo rilevante ai fini del SEE)

Pubblicato: 13 febbraio 2014 Categoria: Manuali tecnici