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Nuovi acquisti in arrivo per la norma Cei 64-8
Nuovi acquisti in arrivo per la norma CEI 64-8 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 2 2. Progetto C.897 – Sezione 711 “Mostre, fiere e stand” Questo progetto si applica agli impianti elettrici temporanei che normalmente occorrono per mettere in piedi degli stand fieristici o delle mostre itineranti, ma non si applica ovviamente agli impianti elettrici fissi dell’edificio (se esiste) in cui le mostre sono poste. Per delimitare meglio ciò di cui si parla, il progetto fornisce una serie di definizioni: • Mostra: evento inteso a esporre e/o vendere prodotti che possono essere posti in ogni locale disponibile, sia esso una stanza, edificio o struttura temporanea; • Fiera: esposizione o prestazione in ogni locale disponibile, sia esso una stanza, edificio o struttura temporanea; • Stand: area o struttura temporanea utilizzata per esposizione, commercializzazione, vendita o divertimento; • Struttura temporanea: unità o parte di un’unità incluse quelle mobili e trasportabili situata all’interno o all’esterno, progettata e intesa per essere montata e smontata; • Impianto elettrico temporaneo: impianto elettrico installato e smontato nello stesso tempo dello stand od espositore con cui è associato. L’impianto temporaneo ha origine a partire da un punto dell’impianto elettrico permanente o da un’altra sorgente da cui è prelevata energia (es. gruppo elettrogeno); Vengono ribadite cose abbastanza ovvie, quali i divieti di protezione dai contatti diretti mediante ostacoli e distanziamento e di protezione dai contatti indiretti mediante locale equipotenziale o luogo non conduttore. Poi ci sono diverse disposizioni legate alla particolarità dell’impianto, tra le quali segnaliamo: • Influenze esterne: i locali dove possono essere installati degli stand possono essere caratterizzati da condizioni ambientali diverse, e gli impianti temporanei essere sottoposti a particolari sollecitazioni meccaniche od alla presenza di acqua. Per questo, il progetto raccomanda che i cavi destinati ad alimentare strutture temporanee siano protetti alla loro origine da un interruttore differenziale con corrente di intervento non superiore ai 300 mA, di tipo ritardato o selettivo, in modo da coordinarsi con i differenziali che proteggono i circuiti terminali. Circuiti terminali che, se non sono funzionali all’illuminazione di sicurezza, devono appunto essere protetti da differenziali con corrente di intervento non superiore ai 30 mA (come anche le prese a spina fino ai 32 A). Se vi è rischio di danneggiamento meccanico utilizzare cavi armati o comunque meccanicamente protetti. I cavi flessibili non devono essere posati nelle aree in cui ha accesso il pubblico a mano che essi non siano protetti contro i danneggiamenti meccanici; • Comando di emergenza: un interruttore di emergenza, posto in posizione visibile e accessibile, deve poter controllare un circuito separato che alimenta insegne, lampade o espositori; • Protezione contro l’incendio: o Se vi sono dei motori funzionanti a distanza, cioè non direttamente sorvegliabili, questi devono avere un dispositivo di protezione che scatti quando le temperature diventano eccessive e che sia a ripristino manuale; o Se nel locale nel quale viene montata lo stand o la mostra non vi è un sistema di rivelazione incendi, devono essere utilizzati cavi non propaganti la fiamma (CEI 20-35) o non propaganti l’incendio (CEI 20-22) o a bassa emissione di fumi (CEI 20-37/2), o in alternativa possono essere usati cavi unipolari o multipolari non armati, chiusi in involucro metallico o tubi protettivi o canali metallici, aventi caratteristiche di protezione contro l’incendio (CEI EN 50086 e CEI EN 50085) e grado di protezione minimo IP4X. Se esiste il sistema di rivelazione incendi è sufficiente utilizzare cavi conformi alle norme CEI 20-20 e 20-19; • Protezione contro il calore: tutti gli apparecchi elettrici che possono assumere una elevata temperatura superficiale, come faretti, proiettori, etc., devono essere tenuti a debita distanza da superfici infiammabili e da materiale combustibile. Se la produzione di calore da parte di questi apparecchi è eccessiva non si devono installare se non esiste nel locale della mostra una sufficiente ventilazione; • Connessioni elettriche: le giunzioni devono essere limitate. Le connessioni di derivazione devono avere un grado di protezione almeno IP4X o IPXXD e devono incorporare dei pressatovi se i terminali possono essere sottoposti a torsione;
Nuovi acquisti in arrivo per la norma CEI 64-8 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 3 • Apparecchi di illuminazione e insegne luminose: o Gli apparecchi di illuminazione installati a portata di mano (altezza inferiore ai 2,5 m dal pavimento) devono essere protetti dal contatto accidentale, dal rischio di accensione di materiale combustibile e dal rischio di ferimento di persone. Se l’apparecchio è installato all’esterno, occorre un grado di protezione almeno IP33; o Le insegne luminose aventi una tensione di alimentazione superiore ai 230/400 V devono essere installate fuori dalla portata di mano e devono essere protette dal rischio di ferimento di persone. Per evitare rischi di innesco incendi occorre anche che il materiale su cui sono fissate le insegne e gli interruttori di comando con tensione superiore ai 230/400 V, sia di tipo non combustibile.
Nuovi acquisti in arrivo per la norma CEI 64-8 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 4 3. Progetto C.898 – Sezione 714 “Impianti di illuminamento situati all’aperto” Questo progetto andrà a sostituire e mandare così in soffitta la attuale norma CEI 64-7 dedicata agli impianti di illuminazione pubblica, ed estenderà il suo campo di applicazione a tutti gli impianti di illuminazione fissi (comprensivi degli apparecchi di illuminazione, delle condutture e degli accessori) situati in area esterna agli edifici. Esempi di applicazione sono gli impianti di illuminazione di strade, giardini, parchi, impianti sportivi, monumenti, palazzi storici cabine telefoniche, fermate di autobus, insegne pubblicitarie, cartelli stradali, mappe di città, etc. La nuova norma però non si applicherà a quegli apparecchi che sono si all’esterno di un edificio, ma sono alimentati direttamente tramite le condutture interne all’edificio stesso. Allo stesso modo non si applicherà a quegli impianti che non sono fissi, come le catene luminose temporanee, e a quei casi per i quali esiste già una normativa specifica (es. fontane per le quali vige la norma CEI 64-8/702, impianti semaforici per le quali vige la norma 214-9). Come in tutte le norme le definizioni servono per inquadrare in maniera più definita il problema: • Impianto elettrico di illuminazione esterna: complesso formato dalle linee di alimentazione, dai sostegni degli apparecchi di illuminazione e dalle apparecchiature, destinato a realizzare l’illuminazione di aree esterne; • Origine dell’impianto elettrico di illuminazione esterna: punto di consegna dell’energia elettrica da parte del distributore o origine del circuito che alimenta esclusivamente l’impianto di illuminazione esterno; • Area esterna: qualsiasi area, quali strade, giardini, parchi, impianti sportivi, posta all’aperto o comunque esposta all’azione degli agenti atmosferici. Si considerano come aree esterne le gallerie stradali o pedonali, i portici ed i sottopassi; • Apparecchio di illuminazione: apparecchio che distribuisce, filtra o trasforma la luce trasmessa da una o più lampade e che comprende tutte le parti necessarie a sostenere, fissare proteggere le lampade, e, se necessario i circuiti ausiliari e i dispositivi di connessione all’alimentazione. Non fa ovviamente parte dell’apparecchio di illuminazione la o le lampade; Fra le varie prescrizioni proposte, vediamo le più significative. • Linee di alimentazione: l’alimentazione degli apparecchi può avvenire attraverso linee aeree esterne (rispondenti alla norma CEI 11-4) o attraverso linee in cavo interrate (rispondenti alla norma CEI 11-17). Se l’alimentazione è a tensione superiore ai 1000 V occorre rispondere anche alla norma CEI 11-1; • Protezione contro i fulmini: i sostegni non sono generalmente considerati come struttura metallica di notevoli dimensioni, e quindi non necessitano della protezione dai fulmini. In casi particolari in cui ci possono essere dubbi (es. torri faro) si fa riferimento come sempre alle norme CEI 81-1 e CEI 81-4; • Protezione contro i contatti diretti: oltre all’isolamento è consentito anche proteggere attraverso barriere o involucri. Gli apparecchi elettrici posti ad una altezza inferiore ai 2,50 m (a portata di mano) deve essere impedito attraverso l’installazione in involucri chiusi ed apribili solo con l’uso di una chiave o di attrezzo. La protezione deve essere assicurata anche nel caso di quadri aperti, utilizzando componenti che, per costruzione o installazione, assicurino un grado di protezione almeno IP2X o IPXXB, oppure utilizzando barriere o involucri; • Protezione contro i contatti indiretti: o Se si utilizza il metodo dell’interruzione automatica dell’alimentazione, si raccomanda di utilizzare interruttori differenziali con corrente di intervento non superiore ai 30 mA. Si fa notare però che l’utilizzo di un solo dispositivo differenziale a monte dell’impianto, implica in caso di guasto, il venir meno di tutta l’illuminazione causando gravi disagi. L’impianto di terra può anche essere realizzato con dispersori indipendenti (es. un picchetto per ogni palo non collegati fra loro), a patto che le masse non siano simultaneamente accessibili e che per soddisfare la condizioni Ra x Ia = 50, venga considerato il valore più elevato di resistenza di terra dei singoli dispersori. Un’ultima importante nota: non è necessario collegare alla terra dell’impianto di illuminazione le strutture metalliche, quali recinti, griglie, etc., che sono situati in prossimità dei sostegni;
Nuovi acquisti in arrivo per la norma CEI 64-8 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 5 o É possibile utilizzare anche il metodo dell’utilizzo di componenti di classe II: in questo caso non deve essere ovviamente previsto alcun conduttore di protezione e non devono esserci collegamenti a terra; o Non è possibile utilizzare i metodi di protezione mediante luoghi non conduttori e mediante collegamento equipotenziale locale non connesso a terra; o La protezione contro i contatti indiretti può essere omessa nei seguenti casi: Utilizzo di pali di cemento armato con armatura metallica non disponibile; Utilizzo di mensole a muro per isolatori di linee aeree, quando fuori dalla portata di mano; o Nel caso particolare in cui i sostegni utilizzati per l’illuminazione esterna sorreggano anche linee elettriche aeree adibite ad altri servizi, per queste altre linee occorre fare riferimento alla norma CEI 11-4; • Scelta e protezione degli apparecchi: tutti i componenti elettrici devono presentare, una volta installati, un grado di protezione minimo IP33, con l’eccezione degli apparecchi di illuminazione, che, se posti a più di 2,50 m dal suolo in ambienti non problematici, possono avere un grado anche IP23. Per i componenti interrati o installati in pozzetti occorre un grado di protezione IP57, mentre per gli apparecchi di illuminazione in galleria IPX5; questi valori possono essere più elevati, se l’installazione avviene in luoghi con presenza di spruzzi di acqua marina; • Caduta di tensione: vale la regola generale del rispetto del 4%, con l’eccezione che, se il circuito è di lunghezza superiore ai 100 m, la caduta di tensione può essere anche del 5%, compatibilmente con le indicazioni del committente dell’impianto e con le caratteristiche delle lampade utilizzate; Il progetto di norma termina con quattro allegati, dedicati rispettivamente a: Allegato A: Impianti di illuminazione in serie • Vengono definite le caratteristiche elettriche che devono possedere gli impianti di illuminazione nei quali i centri luminosi sono collegati in serie fra loro. L’alimentazione, come noto, deve avvenire attraverso un trasformatore a corrente costante, ed è questa una condizione ormai inusuale, se non in qualche vecchio impianto di illuminazione pubblica o nell’illuminazione aeroportuale; Allegato B: Caratteristiche meccaniche dei pali di illuminazione • Viene qui stabilito che i pali di sostegno devono essere conformi alla norma UNI EN 40, e soprattutto vengono fornite indicazioni sui distanziamenti dei pali dalle sedi stradali e dalle linee elettriche aeree: o Barriere di sicurezza e distanziamenti dalla sede stradale: i pali di illuminazione devono essere protetti con barriere di sicurezza o distanziati opportunamente dai limiti della carreggiata in modo da garantire accettabili condizioni di sicurezza stradale. Per i limiti viene segnalata la consultazione dei seguenti documenti legislativi: DM 3/6/98, DM 18/02/92 n.223 e DM 15/10/96. La posa dei pali deve anche rispettare il DM 236/89 sul superamento delle barriere architettoniche, il quale impone che, allo scopo di consentire il passaggio di persone su sedie a rotelle, i sostegni devono essere posizionati in modo che il percorso pedonale abbia larghezza di almeno 90 cm; o Distanziamenti dalle linee elettriche aeree esterne: Se la linea è con conduttori nudi e di classe 0 o 1 ( = 1000 V) la distanza deve essere di almeno 1 m; Se la linea è in cavo aereo e di classe 0 o 1 ( = 1000 V) la distanza deve essere di almeno 0,5 m. Stessa distanza se la linea, qualunque essa sia, si trova all'interno di un centro abitato; Se la linea è di classe II o III ( 1000 V) la distanza deve essere pari ad almeno (3 + 0,015U) se realizzata con conduttori nudi ed almeno pari a (1 + 0,015U) se realizzata con cavo aereo (o anche con conduttori nudi se c’è l’accordo con i proprietari). U è la tensione nominale della linea espressa in kV.
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