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L\'indagine Casa Sicura 2003
L’indagine Casa Sicura 2003 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 2 2. Le dotazioni medie e i consumi elettrici Una delle condizioni necessarie per la sicurezza è certamente la funzionalità. La scarsa funzionalità, infatti, può determinare comportamenti potenzialmente pericolosi, spingendo all’utilizzazione di componenti non sempre costruiti a regola d’arte (adattatori, prolunghe, prese multiple) e spesso all’insegna del fai da te. Per questo motivo è stato ritenuto utile tracciare un identikit dell’impianto domestico italiano. Se ne ricava un impianto caratterizzato da una potenza impegnata che, nella stragrande maggioranza dei casi, è pari a 3 kW anche se 1/5 degli intervistati lamenta l’intervento del limitatore. Il quadro di distribuzione è composto prevalentemente da un interruttore (37%) o da due o tre interruttori (42%); solo il 21% degli intervistati dichiara di possedere un quadro elettrico composto da più di tre interruttori. I circuiti di illuminazione e forza motrice sono separati in circa il 60% dei casi. Tabella 1 - Dotazioni medie dell'impianto elettrico Totale prese FM Totale prese TV Totale prese TF Totale prese TD Totale punti di comando 22 3 2 Circa 0 15 Per quanto concerne le dotazioni medie dell’impianto (tabella 1) si nota come la densità di prese a spina sia pari a circa 2 prese per ogni 10 m 2 , considerando un’estensione media delle abitazioni pari a 100 m 2 . Il numero di prese tv vanno forse di pari passo con il numero di televisori mentre si può dire che il cablaggio strutturato è praticamente assente nelle case italiane. Il dettaglio delle tipologie delle prese a spina dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che la standardizzazione delle spine costringe ad un certosino lavoro di collage elettrico (tabella 2). Tabella 2- Dotazioni medie: dettaglio della tipologia di prese a spina Totale prese 10A (standard italiano) Totale prese 16A (standard italiano) Totale biprese Totale prese schuko 11 5 5 1 Se la gestione di un impianto è diretta conseguenza della sua funzionalità ecco che nel questionario sono state incluse alcune domande mirate a sondare i “costumi elettrici” degli italiani nell’utilizzazione dell’impianto elettrico domestico. Dalle risposte si ricava l’immagine di utenti letteralmente affamati di prese a spina e, come già visto, impegnati in un vano inseguimento della chimera della spina europea. Si è infatti riscontrato nel 70% dei casi l’uso di prese multiple o ciabatte oppure prolunghe o adattatori. Se da un lato le dotazioni medie dell’impianto descrivono un impianto elettrico abbastanza essenziale, dall’altro si registra un certo interesse verso la domotica. Il 58% degli intervistati ha dichiarato infatti di essere al corrente della possibilità di installare “impianti intelligenti” e ben il 68% degli intervistati ritiene utile un sistema di questo tipo, mentre il restante 32% si dice convinto della sua inutilità. Tuttavia esistono motivi che frenano la diffusione di questi impianti. Per circa un terzo (32%) delle persone coinvolte nel sondaggio questi sistemi sono ancora poco diffusi perché ritenuti inutili oppure in relazione a presunte difficoltà di utilizzo. Il restante 68% dichiara invece che è il prezzo il fattore che ostacola la diffusione della domotica (figura 3). Fig. 3: Fattori ritenuti frenanti nei confronti degli "impianti intelligenti"
L’indagine Casa Sicura 2003 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 3 3. La conoscenza della legge 46/90 e il giudizio di sicurezza Uno degli obiettivi dell’indagine è stato quello di stabilire se la legge 46/90 fosse conosciuta o meno, in considerazione anche del suo campo di applicazione che comprende gli impianti domestici in generale e non solo quelli elettrici. Circa la metà degli intervistati (55%) ha dichiarato di essere a conoscenza dell’esistenza della legge 46/90 (figura 4). Rispetto alla precedente edizione di Casa Sicura si registra un incremento del dato generale (7%) forse dovuto all’effetto delle campagne di sensibilizzazione in tema di sicurezza (non solo in campo elettrico). Un nodo importante è poi quello della sicurezza percepita. Non si può infatti pretendere che ogni singolo sia capace di valutare il coordinamento delle protezioni contro le sovracorrenti: tuttavia, ciò non significa che non possa esistere un giudizio sulla sicurezza del proprio impianto. Il 64% dei capifamiglia giudica il proprio impianto elettrico sicuro mentre il restante 36% si divide esattamente a metà tra chi considera il proprio impianto insicuro e chi ritiene di non saper esprimere un giudizio (figura 5). Stratificando il dato in funzione del titolo di proprietà, risulta che la maggioranza (66%) delle persone che vivono in casa propria giudica sicuro l’impianto elettrico, mentre il dato scende al 46% per gli affittuari. Gli impianti elettrici delle abitazioni costruite dopo l’entrata in vigore della 46/90 vengono giudicati sicuri nell’85% dei casi; la percentuale scende al 55% per gli edifici di più di 25 anni fa. Fig. 4: Conoscenza della legge 46/90 Fig. 5: Giudizio della sicurezza dell'impianto elettrico da parte del capo famiglia
L’indagine Casa Sicura 2003 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 4 4. Gli interventi e la dichiarazione di conformità Dai dati raccolti risulta che, negli ultimi 12 anni, sono stati effettuati interventi sull’impianto elettrico nel 50% delle abitazioni. La tipologia di intervento più frequente è risultata la sostituzione totale dei conduttori (35%); l’11% degli intervistati ha dichiarato di aver ristrutturato completamente l’impianto elettrico. I motivi che hanno determinato gli interventi si suddividono sostanzialmente tra il desiderio di sicurezza (31%), la volontà di adempiere ad un obbligo di legge (25%) e l’opportunità di rinnovare l’impianto elettrico determinata da altri lavori di ristrutturazione (18%). Può sorprendere che, apparentemente, solo una quota trascurabile degli impianti (1%) sia stata adeguata su consiglio dell’elettricista. Un fattore sicuramente rilevante per giudicare lo stato di applicazione della 46/90 è il rilascio della dichiarazione di conformità. Dall’analisi delle risposte risulta che la dichiarazione di conformità è stata rilasciata al termine dei lavori in circa la metà dei casi (48%), mentre circa un quarto degli intervistati ha dichiarato di non averla ricevuta (24%); la restante parte dichiara di non sapere. Com’era prevedibile, la conoscenza dell’esistenza della legge sembra avere una certa influenza sulla consapevolezza dei propri diritti: infatti, il 72% degli interventi realizzati in abitazioni con capifamiglia informati è stato seguito dalla dichiarazione di conformità.
L’indagine Casa Sicura 2003 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 5 5. Lo stato di fatto degli impianti Per valutare lo stato di fatto degli impianti sono state poste alcune domande finalizzate a determinare l’esistenza dei requisiti minimi di sicurezza e sono stati eseguiti da tecnici qualificati rilievi diretti in un campione ristretto di impianti. L’esistenza di un dispositivo di sezionamento generale è stata riscontrata nell’80% dei casi (figura 6), mentre l’interruttore differenziale sembra essere presente nel 92% delle case italiane. L’impianto di terra sembra esistere nell’81% delle abitazioni (figura 7). Questo dato è abbastanza sorprendente se viene messo in relazione con l’età del fabbricato, da cui risulta che anche stabili di età superiore a 25 anni hanno l’impianto di terra (73%). Il punto dolente rimane (il 55% degli impianti non risultava protetto contro le sovracorrenti, nella precedente edizione dell’indagine) quello della protezione contro le sovracorrenti che risulta essere verificata solo nella metà dei casi (52%). In particolare risulta non essere verificata la protezione contro i sovraccarichi. Strettamente correlate con questo aspetto sono le dimensioni dei conduttori. I rilievi eseguiti evidenziano che nel 72% dei casi vengono impiegati conduttori di sezione pari a 2,5 mm 2 , nel 24% conduttori di sezione pari a 1,5 mm 2 mentre nel 4% dei casi sono stati trovati conduttori da 4 mm 2 . Per quanto riguarda invece i circuiti di illuminazione l’85% è stato realizzato impiegando conduttori da 1,5 mm 2 mentre il 14% con conduttori di sezione pari a 1 mm 2 , valore inferiore alla sezione minima ammessa dalla norma Cei 64-8 per i circuiti di potenza. Esistono poi pochi impianti (1%) nei quali gli apparecchi di illuminazione sono alimentati tramite linee di sezione pari a 2,5 mm 2 . Un altro dato molto importante sullo stato degli impianti elettrici e sulla loro sicurezza, in particolare relativamente alla protezione contro i contatti diretti, riguarda l’integrità dei vari componenti (figure 8 e 9). Nella fattispecie è stata rilevata la presenza di elementi danneggiati e di prese fissate in modo precario rispettivamente nell’8% e nel 21% dei casi. Fig. 6: Esistenza di un dispositivo di sezionamento generale Fig. 7: Esistenza dell'impianto di terra nell'edificio Fig. 8: Presenza di componenti danneggiati (scatole, interruttori, prese) Fig. 9: Percentuale di prese involontariamente rimosse dal muro a seguito di disinserimento della spina
L’indagine Casa Sicura 2003 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 6 6. Le case sicure Quante sono le case sicure? Per rispondere a questa domanda essenziale, è stata calcolata la percentuale di impianti conformi a tutti i requisiti di sicurezza stabiliti dalla 46/90, quella degli impianti nei quali solo un requisito non è soddisfatto e quella degli impianti nei quali è stata riscontrata la non conformità a più di un requisito. Sulla base delle risposte fornite, ma soprattutto sulla base dei riscontri diretti si possono infatti ritenere sicure, dal punto di vista dell’impianto elettrico, meno della metà delle abitazioni (43%). Nel 2% dei casi non è soddisfatto un requisito ritenuto fondamentale ai fini della sicurezza, mentre il 55% delle abitazioni può essere considerata molto insicura (figura 10). Il requisito che risulta più frequentemente violato è relativo alla protezione contro i sovraccarichi. Francamente questo risultato sorprende non poco, dal momento che la verifica del coordinamento tra sezioni dei conduttori e interruttori automatici di protezione dovrebbe essere pratica ormai consolidata, anche se meno banale della semplice installazione di un differenziale per ottenere la protezione contro i contatti indiretti. Dall’analisi dei dati raccolti emerge una situazione degli impianti elettrici ancora lontana da quella auspicata dalla legislazione attuale. Questo dato stride con il fatto che il 64% degli intervistati si è dichiarato convinto di abitare in una casa sicura dal punto di vista elettrico, giudizio che confrontato con quello delle case sicure appare piuttosto ottimistico. Nello scenario emerso dai risultati di Casa Sicura, il ruolo dell’installatore elettrico risulta decisivo al fine di migliorare la situazione impiantistica delle abitazioni considerate non sicure. In particolare il tecnico di fiducia, analogamente a quanto succede nel caso di altre figure professionali, assume un ruolo fondamentale non solo come persona incaricata di effettuare gli interventi richiesti, ma anche come veicolo di una cultura della sicurezza domestica necessaria anche a scoraggiare pericolose iniziative fai da te. Fig. 10: La situazione reale
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