La sicurezza elettrica nei cantieri

La sicurezza elettrica nei cantieri

    La sicurezza elettrica nei cantieri    Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.  1 La sicurezza elettrica nei cantieri     di Gianluigi Saveri         La  provvisorietà, la continua evoluzione in corso d’opera, le condizioni ambientali gravose e la presenza di persone poco consapevoli dei pericoli di elettrocuzione rendono i cantieri dei luoghi di lavoro a maggior rischio elettrico.  É per questi motivi che la Norma CEI 64-8/7 dedica a tali strutture una specifica sezione, la sezione 704, e stabilisce per l’impianto di terra alcune prescrizioni aggiuntive che devono integrare quelle di carattere generale.      1.  Protezione dai contatti indiretti     Il cantiere è in genere allestito all’aperto, in un ambiente esposto alle intemperie e come tale, per la protezione contro i contatti indiretti, si applica la curva per gli ambienti particolari con la tensione di contatto ammissibile UTP , che in condizioni normali è di 50 V, ridotta a 25 V.   A queste condizioni il coordinamento tra la resistenza di terra e il dispositivo di protezione che interrompe il guasto a terra deve essere:   25  R E   = I a   dove I a  è la corrente che determina l’intervento del  dispositivo di protezione (I dn  se come normalmente si  verifica il dispositivo di protezione è un interruttore differenziale) ed R E  la resistenza di terra (fig.1).   Il dispositivo di interruzione del guasto a terra è generalmente un interruttore differenziale, sia per i sistemi TT sia per i sistemi TN-S (i sistemi TN-C non sono adatti per i cantieri per l’aumentato pericolo, a causa delle maggiori sollecitazioni, di interruzione del conduttore di  neutro). L’impiego di dispositivi differenziali per i sistemi TT è necessario per i motivi ben noti mentre per i sistemi di tipo TN-S nei cantieri è giustificato dal fatto che non è possibile ottenere una sufficiente equipotenzialità nei confronti del terreno (sarebbe necessaria una rete magliata nel terreno) ed inoltre l’impiego di utensili portatili collegati per mezzo di lunghi cavi flessibili non permette di determinare con accettabile approssimazione il valore dell’impedenza dell’anello di guasto (fig. 2).     Nei cantieri edili è obbligatorio l’impiego di quadri di distribuzione da cantiere (ASC - Norma 17-13/4) e le prese a spina con corrente nominale fino a 32 A cablate in questi quadri devono essere protette tramite interruttore differenziale da 30 mA (fig.3). Il  Fig.1: Coordinamento tra la resistenza di terra e il dispositivo di protezione  Fig.2: Nei sistemi di tipo TN-S il dispositivo di interruzione del guasto a terra è generalmente un interruttore differenziale perché l’impiego di utensili portatili collegati per mezzo di lunghi cavi flessibili non permette di determinare con accettabile approssimazione il valore dell’impedenza dell’anello di guasto  Pubblicato il: 13/03/2004  Aggiornato al: 13/03/2004 

    La sicurezza elettrica nei cantieri    Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.  2 coordinamento risulta quindi abbastanza semplice anche con valori della resistenza del dispersore elevati. Le prese con corrente superiore a 32 A possono comunque essere protette anche con interruttori differenziali meno sensibili (opportunamente coordinati con la resistenza di terra) perché la Norma si preoccupa in particolare delle prese fino a 32 A ritenendo che queste possano alimentare apparecchi portatili che sono più pericolosi degli apparecchi fissi.                          Fig.3: Quadro di cantiere ASC 

    La sicurezza elettrica nei cantieri    Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.  3 2.  L’impianto di terra      L’impianto di terra deve possibilmente essere unico per evitare, in presenza di impianti di terra separati, che in caso di un doppio guasto a terra ininterrotto si possano stabilire differenze di potenziale (fino a 400 V) pericolose fra due masse (fig. 4).   La Norma consente di tenere separati i dispersori allorquando sia impossibile toccare simultaneamente le due masse ma l’abituale impiego nei cantieri di prolunghe per l’alimentazione di utensili portatili impedisce di fatto una tale soluzione. Fra le due masse con impianti di terra separati potrebbero infatti stabilirsi differenze di potenziale comunque superiori a 25 V anche in condizioni di corretto coordinamento e tempestivo intervento dei dispositivi di protezione.     In figura 5 è rappresentato un tipo di dispersore ottenuto mediante una corda di rame o di acciaio interrata a non meno di 0,5 m di profondità attorno al cantiere e integrato con dei picchetti. Gli utilizzatori fissi sono collegati direttamente all’impianto di terra mentre gli utilizzatori mobili alimentati dai quadri di cantiere tramite presa a spina fanno capo direttamente al collegamento a terra dei quadri stessi.                 2.1.  Comando di emergenza     Nei cantieri è consigliabile l'installazione di un comando di emergenza sul quadro generale, soprattutto quando le dimensioni del cantiere sono notevoli. In questo caso, poiché i quadri di cantiere sono normalmente chiusi a chiave, il dispositivo di emergenza deve essere installato all'esterno del quadro stesso per rispettare il criterio di accessibilità del comando; se invece il quadro è aperto, come comando di emergenza è utilizzabile l'interruttore generale del quadro, a patto che sia adeguatamente segnalato. In ogni caso è preferibile la soluzione con il pulsante esterno.         Fig.4: In presenza di impianti di terra separati per ogni singolo utilizzatore, in caso di un doppio guasto a terra ininterrotto si possono stabilire differenze di potenziale pericolose, fino a 400 V, a causa di due guasti su fasi diverse non tempestivamente interrotti  Fig.5: Tipico dispersore per cantieri edili  

    La sicurezza elettrica nei cantieri    Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelati dal diritto d’autore e possono essere usati solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito.  4 3.  Gruppi elettrogeni     La protezione dai contatti indiretti quando si utilizzano gruppi elettrogeni nei cantieri può essere ottenuta realizzando, con un collegamento a terra del centro stella del generatore, un sistema di tipo TN e coordinando opportunamente l’impedenza dell’anello di guasto con adeguati dispositivi di protezione (fig. 6).   Nel calcolare l’impedenza dell’anello di guasto si deve tener conto dell’elevata reattanza interna del generatore e delle conseguenti piccole correnti di cortocircuito che generalmente non permettono di interrompere il guasto in tempo utile mediante interruttori magnetotermici. Una buona protezione può essere ottenuta solo mediante interruttori differenziali posti a protezione di ogni singola derivazione. Se il gruppo elettrogeno è monofase ed alimenta un singolo utilizzatore è possibile adottare la misura di protezione per separazione elettrica che però non può essere applicata ad installazioni più estese a causa della difficoltà nei cantieri di garantire il necessario isolamento verso terra.        3.1.  Piccoli cantieri     Nei piccoli cantieri l’impianto di terra può essere omesso purché si impieghino misure di protezione per separazione elettrica. Le protezioni possono essere messe in atto tramite quadri da cantiere muniti di prese a spina alimentate singolarmente mediante trasformatore di isolamento. Nei piccoli cantieri che alimentano le macchine attraverso impianti fissi, come ad esempio da un impianto fisso di tipo TT di un abitazione privata, ci si può servire direttamente dell’impianto di terra e delle protezioni dell’impianto a cui ci si deriva.              Fig.6: Alimentazione tramite gruppo elettrogeno 

Pubblicato: 13 febbraio 2014 Categoria: Manuali tecnici