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302-009-002 Asili nido
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 2 / 2 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 ". Legge 9 gennaio 1989, n. 13 " Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati" Direttive applicabili Nessuna Installazione Impresa abilitata alla realizzazione degli impianti di cui all’art. 1 comma 2 del D.M. 37/08 se regolarmente iscritta nel registro delle imprese (D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581 e successive modificazioni) o nell'Albo provinciale delle imprese artigiane (Legge 8 agosto 1985, n. 443) e se l'imprenditore individuale o il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da essi preposto con atto formale, è in possesso dei requisiti professionali richiesti (articolo 4 del D.M. 37/08). Classificazione dei locali Gli asili nido con oltre 30 persone presenti sono soggetti al DPR 151/11 (attività n. 67) e quindi da considerare ambienti a maggior rischio in caso di incendio. Inoltre alcuni ambienti possono essere classificati diversamente a seconda della destinazione d'uso (es. mense con relativa cucina, infermerie, laboratori, ecc). Necessità di progetto Si, secondo la guida CEI 0-2, in ottemperanza al D.M. 37/08. Se escluso dall’ambito di applicazione del DPR 151//11, entro taluni limiti dimensionali, di potenza e di caratteristiche
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 3 / 3 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. dei locali il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico di un’impresa installatrice (vedi DM 37/08). Dichiarazione di conformità Si, ai sensi del D.M. 37/08.
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 4 / 4 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Norme di installazione Protezione contro i contatti diretti Isolamento delle parti attive. Involucri o barriere con grado di protezione minimo IP2X o IPXXB. Per le superfici orizzontali superiori a portata di mano, il grado di protezione non deve essere inferiore a IPXXD. Protezione addizionale mediante interruttori differenziali con I dn non superiore a 30 mA. Protezione contro i contatti indiretti Sistema TT: deve essere verificata la relazione dove: R E è la resistenza di terra; I dn è la corrente differenziale nominale di funzionamento del dispositivo di protezione automatico a corrente differenziale. U L è il valore della tensione di contatto limite convenzionale pari a 50 V.
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 5 / 5 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Sistema TN: deve essere verificata la relazione dove: Zs è l’impedenza dell'anello di guasto che comprende la sorgente, il conduttore attivo fino al punto di guasto ed il conduttore di protezione tra il punto di guasto e la sorgente; I a è la corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di protezione entro un tempo definito in funzione della tensione nominale U o per i circuiti terminali (tempo di intervento non superiore a 0,4 s per ambienti ordinari in caso di tensione verso terra pari a 230 V) e 5 s per i circuiti di distribuzione; nel caso di utilizzo di un interruttore differenziale, I a è la corrente differenziale nominale di intervento; U o è il valore efficace della tensione nominale tra fase e terra. Sistema SELV E PELV: la tensione nominale non deve essere superiore a 50 V in c.a. e 120 V in c.c.. Protezione contro l’incendio Se classificato come luogo a maggior rischio in caso d’incendio, occorre fare riferimento anche alla norma CEI 64-8, sez. 751. In particolare, i circuiti nei sistemi TT e TN devono essere protetti con dispositivo a corrente differenziale avente corrente nominale d’intervento non superiore a 300 mA anche ad intervento ritardato; quando i guasti resistivi possano innescare un incendio, per esempio per riscaldamento a soffitto con elementi a pellicola riscaldante, la corrente differenziale nominale deve essere Idn = 30 mA; quando non sia possibile, per esempio per necessità di continuità di servizio, proteggere i circuiti di distribuzione con dispositivo a corrente differenziale avente corrente differenziale non superiore a 300 mA, anche ad intervento ritardato, si può ricorrere, in alternativa, all’uso di un dispositivo differenziale con corrente differenziale non superiore a 1 A ad intervento ritardato.
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 6 / 6 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Sono escluse da tale prescrizione le condutture facenti parte dei circuiti di sicurezza e quelle racchiuse in involucri con grado di protezione almeno IP4X. Protezione contro il pericolo di esplosione Generalmente il pericolo di esplosione può manifestarsi per la presenza di impianti alimentati con gas metano o GPL. Una installazione tipica è l’impianto di alimentazione a gas della centrale termica. Prima di realizzare l’impianto elettrico occorre effettuare una valutazione del rischio di esplosione e successivamente una classificazione delle aree. In caso di presenza del pericolo di esplosione, nelle aree classificate l’impianto elettrico dovrà rispondere alle rispettive norme di settore. Nota: poiché nella maggioranza dei casi pratici la zona pericolosa si estende generalmente a non più di 50-60 cm dalla sorgente di emissione (flangia, raccordo filettato, valvola, ecc.) è consigliabile evitare di installare componenti elettrici all’interno della zona pericolosa stessa. All’esterno l’impianto può essere di tipo ordinario. Grado di protezione minimo I criteri da seguire nella scelta dei gradi di protezione dalle influenze ambientali sono quelli generali e la responsabilità di scegliere il grado IP più adatto è di pertinenza del progettista. Indicativamente si può tener conto delle seguenti considerazioni: IP4X o IPXXD nei casi generali; ambiente esposto agli spruzzi d’acqua e alla pioggia, almeno IP44 ambiente in cui si effettuano lavaggi con getti d’acqua, almeno IP55;
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 7 / 7 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Tipo di posa delle condutture Se nella struttura sono presenti ambienti classificabili come luogo a maggior rischio in caso d'incendio, la tipologia dei cavi e la loro modalità di posa al loro interno devono rispondere alle disposizioni dettate dalla norma CEI 64-8/7, sez. 751. Generalmente posa in tubo incassato, a vista e posa in canale. Esempio di cavi utilizzabili N07V-K, N07G9-K, FROR 450/750V per posa entro tubazioni in PVC; N1VV-K , FG7(O)R 0,6/1kV, FG7(O)M1 0,6/1kV per posa entro canale; FTG10(O)M1 per i circuiti di sicurezza resistenti al fuoco; se il luogo è classificato come luogo a maggior rischio in caso d’incendio, si deve far riferimento alla sezione 751 della norma CEI 64-8; per eventuale uso temporaneo all’esterno, utilizzare cavi di tipo flessibile protetti con guaina pesante tipo H07RN-F. Dispositivi di sezionamento e di comando Installazione in posizione raggiungibile dagli operatori. Tipologia e normativa di riferimento dei quadri elettrici ll quadro può essere del tipo ad uso domestico e similare, rispondente alla norma CEI 23-51, se la corrente nominale in entrata I nq non è superiore ai 125 A, la tensione nominale non è superiore ai 440 V e la corrente di cortocircuito presunta nel punto di
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 8 / 8 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. installazione non supera i 10 kA oppure i 15 kA quando il quadro è protetto mediante dispositivo limitatore; se le condizioni precedenti non sono verificate occorre realizzare un quadro rispondente alla norma CEI 17-113; Il quadro elettrico generale deve essere installato in locale accessibile al solo personale autorizzato. I quadri secondari collocati in ambienti accessibili agli ospiti devono essere provvisti di sportello apribile solo mediante attrezzo o chiave. Livello di illuminamento medio richiesto Illuminazione normale Per gli ambienti ordinari (uffici, servizi igienici, corridoi, ecc.) si applicano le regole generali. Per i locali adibiti ad asilo nido vero e proprio si adottando i livelli raccomandati dalla norma UNI 12464-1. Tipo di locale Illuminamento medio (lx) Abbagliamento UGR L Indice di resa del colore R a Stanze di ricreazione 300 19 80 Dormitorio 300 19 80 Stanze di lavoro 300 19 80 Illuminazione di sicurezza Lungo le vie di fuga, se richiesto dal piano di sicurezza della struttura, occorre prevedere un impianto di illuminazione di sicurezza che dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla norma UNI 1838. Detto impianto può essere indifferentemente sia di tipo centralizzato sia del tipo con apparecchi autonomi. Inoltre, sebbene gli asili nido non siano assimilabili a strutture scolastiche (viene considerata attività scolastica solo quella a partire dai 3 anni), può essere utile adottare le stesse prescrizioni previste per detti ambienti alla luce dell’evidente analogia. In particolare, ove siano presenti più di 100 persone: - illuminamento lungo le vie di esodo non inferiore a 5 lux; - presenza sopra le porte delle aule ed in generale dei locali dell’edificio di segnale retro-illuminato indicante la via di fuga.
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 9 / 9 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Prescrizioni particolari Indicazioni della guida CEI 64-52 La guida CEI 64-52 fornisce le seguenti precauzioni aggiuntive da adottare all’interno degli asili nido: - le superfici dei componenti accessibili non superino la temperatura di 60°C in condizioni di servizio ordinario; - negli ambienti accessibili ai bambini, in particolare nelle aree destinate al gioco, le prese a spina devono essere installate ad un'altezza non inferiore a 1,2 m dal piano di calpestio; - le prese a spina devono essere del tipo ad alveoli schermati; - per evitare l'uso di prolunghe deve essere previsto per il locale giochi un adeguato numero di prese a spina; - i circuiti prese vanno protetti mediante interruttori differenziali con corrente nominale differenziale non superiore a 30 mA. Comunque si consiglia tale tipo di protezione per tutto l'impianto elettrico dei locali accessibili ai bambini; - si raccomanda, ove necessario, l'installazione e l'uso, di asciugacapelli del tipo fisso a parete e di classe II. Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche L'impianto deve essere realizzato se la valutazione del rischio dovuto al fulmine, eseguita secondo le norme CEI 81-10, evidenzia che la struttura non é autoprotetta.
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 10 / 10 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Comando di emergenza Se il numero di persone presenti all’interno dell’asilo supera le 30 unità, occorre prevedere in posizione facilmente accessibile e/o in locale presidiato un comando per lo sgancio di emergenza. E’ inoltre necessario prevedere un pulsante di sgancio generale dell’energia elettrica nei locali sottoposti a prescrizioni particolari relative alla protezione incendi e/o al pericolo di esplosione (ad esempio eventuali centrali termiche a gas per il riscaldamento degli ambienti). Impianto di diffusione sonora per evacuazione Alla luce dell’analogia con le strutture scolastiche, nel caso di presenza di più di 500 persone, è consigliabile prevedere l’installazione di un impianto di diffusione sonora di evacuazione. L’impianto dovrà inoltre essere conforme alla normativa tecnica specifica (CEI EN 60849 oppure UNI ISO7240-19).
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 11 / 11 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Verifiche Le verifiche sugli impianti elettrici, in accordo alle prescrizioni della norma CEI 64-8/6, devono essere effettuate da persone esperte e competenti in lavori di verifica. Le verifiche si suddividono in verifiche iniziali e verifiche periodiche; queste ultime sono obbligatorie ai sensi del D.lgs 81/08, art. 86, oltre che al D.P.R. 462/01. I risultati delle verifiche devono essere registrati su appositi moduli facenti parte della documentazione necessaria per le operazioni di manutenzione. Iniziali Esame a vista; Verifica della continuità dei conduttori di protezione e dei collegamenti equipotenziali principali e supplementari; Misura della resistenza di isolamento dell’impianto elettrico; Verifica della protezione per separazione nel caso di circuiti SELV o PELV e nel caso di separazione elettrica; protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione (verifica del funzionamento dei dispositivi di protezione a corrente differenziale / misura dell’impedenza dell’anello di guasto nel sistema TN); Prove di polarità; Prove di funzionamento; Misura della resistenza dell’impianto di terra. Periodiche La verifica periodica dell’impianto, prevista ai sensi del D.lgs 81/08, art. 86, segue, in linea di principio, le disposizioni date per la verifiche iniziali. La verifica deve essere effettuata allo scopo di determinare se l’impianto o sue parti, non si sia deteriorato in modo tale da non renderne sicuro l’uso. La periodicità delle verifiche è in funzione delle caratteristiche dell’impianto, dal suo uso e dalle condizioni ambientali; la norma CEI 64-8 indica una
A SILI NIDO Ultimo aggiornamento: 15/12/2012 A cura di Luca Lussorio 12 / 12 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. periodicità di 5 anni per ambienti ordinari e 2 anni per ambienti particolari. Alla luce dell’analogia con le strutture scolastiche, è altresì possibile adottare la frequenza indicata nel seguito: - prova funzionamento illuminazione di sicurezza ogni 6 mesi; - intervento dei differenziali con tasto di prova ogni 6 mesi; - verifica degli impianti di sicurezza ed emergenza ogni 6 mesi; - esame a vista generale ogni 3 anni; - intervento dei differenziali con prova strumentale ogni 3 anni; - prove di continuità a campione ogni 3 anni. Inoltre, in presenza di lavoratori dipendenti o ad essi equiparati, ai sensi del D.P.R. del 462/01, l’impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti e l’eventuale impianto di terra contro le scariche atmosferiche, devono essere sottoposti a verifica periodica ogni 5 o 2 anni (a seconda che gli ambienti siano ordinari o a maggiori rischio in caso di incendio), a decorrere dalla data di denuncia degli stessi ai rispettivi enti incaricati. Tale verifica deve essere effettuata dall’ ASL/ARPA o da appositi organismi abilitati.