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C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 2 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122". § D.M. 18 settembre 2002 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie, pubbliche e private”; § D.M. 20 gennaio 2000 “Atto di indirizzo e coordinamento recante requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per i centri residenziali di cure palliative”; Le strutture a carattere residenziale che forniscono ad ospiti autosufficienti prestazioni di tipo alberghiero, se prive di qualsiasi servizio di assistenza sanitaria ed infermieristica, non ricadono nel campo di applicazione del D.M. 18 settembre 2002, il quale fa esplicito riferimento alle sole strutture sanitarie. Le attività in oggetto, qualora superino i 25 posti letto, sono ricomprese nel punto 68 dell’elenco allegato al D.P.R. 151/11. Tuttavia, per quanto attiene la normativa tecnica da applicare, si ritiene che le disposizioni di cui al D.M. 18 settembre 2002, pur non cogenti, possano rappresentare un significativo riferimento da ponderare anche in funzione delle reali condizioni psico-motorie degli ospiti. Direttive applicabili Nessuna. Installazione Impresa abilitata alla realizzazione degli impianti di cui all’art. 1 comma 2 del D.M. 37/08 se regolarmente iscritta nel registro delle imprese (D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581 e successive modificazioni) o nell'Albo provinciale delle imprese artigiane (Legge 8 agosto 1985, n. 443) e se l'imprenditore individuale o il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da essi preposto con atto formale, è in possesso dei requisiti professionali richiesti (articolo 4 del D.M. 37/08).
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 3 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Classificazione dei locali A seconda della destinazione d'uso, una casa di riposo può essere dotata di più locali classificabili come locali medici di gruppo 0, 1 oppure come luoghi ordinari: § luoghi ordinari (corridoi, sala di attesa, uffici, ecc..); § locale ad uso medico di gruppo 0 se non si fa uso di apparecchi elettromedicali con parti applicate al paziente; § locale ad uso medico di gruppo 1 se si fa uso di apparecchi elettromedicali con parti applicate al paziente, ad eccezione della zona cardiaca; Inoltre, la struttura nel suo insieme è classificabile come luogo a maggior rischio in caso d'incendio per l'elevato tempo di sfollamento in caso d'incendio. Note sui locali La casa di riposo per anziani può presentare caratteristiche tipiche dell'attività alberghiera, con alcuni locali dove si praticano prestazioni di tipo medico. Le condizioni fisiche precarie degli ospiti della casa suggeriscono di porre particolare attenzione ai problemi legati all'evacuazione dell'edificio in caso di situazioni di pericolo. Le camere, almeno alcune di esse, possono essere considerate come camera di degenza adibite ad uso medico nelle quali i pazienti sono alloggiati, per periodi più o meno lunghi, in caso di effettiva necessità. Necessità di progetto Si, secondo la guida CEI 0-2, in ottemperanza al D.M. 37/08. Dichiarazione di conformità Si, ai sensi del D.M. 37/08.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 4 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Norme di installazione Protezione contro i contatti diretti § Isolamento delle parti attive. § Involucri o barriere con grado di protezione minimo IP2X o IPXXB. Per le superfici orizzontali superiori a portata di mano, il grado di protezione non deve essere inferiore a IPXXD. § Protezione addizionale mediante interruttori differenziali con I dn non superiore a 30 mA. Protezione contro i contatti indiretti LUOGO ORDINARIO § Sistema TT: deve essere verificata la relazione dove: R E è la resistenza di terra; I dn è la corrente differenziale nominale di funzionamento del dispositivo di protezione automatico a corrente differenziale. U L è il valore della tensione di contatto limite convenzionale pari a 25 V nei soli luoghi previsti per la custodia del bestiame. Nei restanti luoghi il valore limite è di 50 V. § Sistema TN: deve essere verificata la relazione
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 5 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. dove: Zs è l’impedenza dell'anello di guasto che comprende la sorgente, il conduttore attivo fino al punto di guasto ed il conduttore di protezione tra il punto di guasto e la sorgente; I a è la corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di protezione entro un tempo definito in funzione della tensione nominale U o per i circuiti terminali (tempo di intervento non superiore a 0,4 s per impianti con una tensione verso terra di 230 V) e 5 s per i circuiti di distribuzione; nel caso di utilizzo di un interruttore differenziale, I a è la corrente differenziale nominale di intervento; U o è il valore efficace della tensione nominale tra fase e terra. § Sistema SELV E PELV: la tensione nominale non deve essere superiore a 50 V in c.a. e 120 V in c.c.. § Sistema IT: deve essere verificata la relazione L d E U I R ≤ ⋅ in cui: R E è la resistenza di terra; I d è la corrente di guasto nel caso di primo guasto di impedenza trascurabile tra un conduttore di fase ed una massa. Il valore di I d tiene conto delle correnti di dispersione verso terra e dell’impedenza totale di messa a terra dell’impianto elettrico. U L è il valore della tensione di contatto limite convenzionale pari a 50 V. Dopo essersi manifestato il primo guasto verso terra, considerato che le masse devono essere connesse ad un impianto di terra unico ed in caso di neutro distribuito, deve essere verificata la relazione a S I U Z ⋅ ≤ 2 0 ' in cui:
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 6 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Z’ s è l’impedenza del circuito di guasto costituito dal conduttore neutro e dal conduttore di protezione del circuito; I a è la corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di protezione entro un tempo definito in funzione della tensione nominale U o per i circuiti terminali (tempo di intervento non superiore a 0,4 s per impianti con una tensione verso terra di 230 V) e 5 s per i circuiti di distribuzione; U o è il valore efficace della tensione nominale tra fase e terra. LOCALE DI GRUPPO 0 Si applicano i sistemi di protezione previsti per il luogo ordinario. LOCALE DI GRUPPO 1 Nei sistemi TT e IT la tensione di contatto limite convenzionale U L non deve superare 25 V (U L ≤25 V). Nei sistemi TN-S e IT il tempo di intervento non deve essere superiore a 0,2 s per impianti con una tensione verso terra di 230 V. I circuiti terminali che alimentino prese a spina con corrente nominale sino a 32 A, devono essere protetti con interruttori differenziali di tipo A o B aventi corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA. Nei circuiti SELV e PELV la tensione nominale applicata agli apparecchi utilizzatori non deve essere superiore a 25 V in c.a. e 60 V in c.c.. Inoltre, tutte le parti attive devono essere protette mediante isolamento, barriere o involucri.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 7 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Nodo equipotenziale In ciascun locale ad uso medico di gruppo 1 e di gruppo 2 deve essere installato un nodo equipotenziale a cui siano collegate le seguenti parti situate, o che possono entrare, nella zona paziente: § masse (conduttori di protezione); § masse estranee (conduttori equipotenziali); § schermi, se installati, contro le interferenze elettriche; § eventuali griglie conduttrici nel pavimento; § l’eventuale schermo metallico del trasformatore di isolamento. La sezione nominale dei conduttori equipotenziali non deve essere inferiore a 6 mm 2 in rame. Il nodo equipotenziale deve essere posto entro o vicino al locale ad uso medico e deve essere collegato al conduttore principale di protezione, con un conduttore di sezione almeno equivalente a quella del conduttore di sezione più elevata collegato al nodo stesso. Le connessioni devono essere disposte in modo che esse siano chiaramente identificabili ed accessibili e in grado di essere scollegate individualmente. Protezione contro l’incendio I circuiti nei sistemi TT e TN devono essere protetti con dispositivo a corrente differenziale avente corrente nominale d’intervento non superiore a 300 mA anche ad intervento ritardato; quando i guasti resistivi possano innescare un incendio, per esempio per riscaldamento a soffitto con elementi a pellicola riscaldante, la corrente differenziale nominale deve essere Idn = 30 mA; quando non sia possibile, per esempio per necessità di continuità di servizio, proteggere i circuiti di distribuzione con dispositivo a corrente differenziale avente corrente differenziale non superiore a 300 mA, anche ad intervento ritardato, si può ricorrere, in alternativa, all’uso di un dispositivo differenziale con corrente differenziale non superiore a 1 A ad intervento ritardato.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 8 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Sono escluse da tale prescrizione le condutture facenti parte dei circuiti di sicurezza e quelle racchiuse in involucri con grado di protezione almeno IP4X. Protezione contro il pericolo di esplosione Generalmente il pericolo di esplosione può manifestarsi per la presenza di impianti alimentati con gas metano o GPL. Una installazione tipica è l’impianto di alimentazione a gas della cucina, se presente. A tale scopo, se sono rispettate le prescrizioni di ventilazione previste dal D.M. 12 aprile 1996, oltre ad ottemperare alle norme di prevenzione incendi, è garantita l’assenza del pericolo di esplosione. In tutti gli altri casi, noti i centri di pericolo, prima di realizzare l’impianto elettrico occorre effettuare una valutazione del rischio di esplosione e successivamente una classificazione delle aree. In caso di presenza del pericolo di esplosione, nelle aree classificate l’impianto elettrico dovrà rispondere alle rispettive norme di settore. Grado di protezione minimo I criteri da seguire nella scelta dei gradi di protezione dalle influenze ambientali sono quelli generali e la responsabilità di scegliere il grado IP più adatto è di pertinenza del progettista. Indicativamente si può tener conto delle seguenti considerazioni: § IP4X nei casi generali; § nei locali nei quali si procede usualmente a spargimenti di liquidi almeno IPX4; § nei locali per la cui pulizia è previsto l'uso di getti d'acqua almeno IPX5; Tipo di posa delle condutture La struttura nel suo insieme è classificabile come luogo a maggior rischio in caso d'incendio, pertanto la tipologia dei cavi e la loro modalità di posa devono rispondere alle disposizioni dettate dalla norma CEI 64-8/7, sez. 751.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 9 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Esempio di cavi utilizzabili Si deve far riferimento alla norma CEI 64-8, sez. 751. Tipologia e normativa di riferimento dei quadri elettrici § Il quadro può essere del tipo ad uso domestico e similare, rispondente alla norma CEI 23-51, se la corrente nominale in entrata I nq non è superiore ai 125 A, la tensione nominale non è superiore ai 440 V e la corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione non supera i 10 kA oppure i 15 kA quando il quadro è protetto mediante dispositivo limitatore; § se le condizioni precedenti non sono verificate occorre realizzare un quadro rispondente alla norma CEI 17-113; Livello di illuminamento medio richiesto L'impianto di illuminazione deve garantire, in relazione alla destinazione d’uso del locale e all’attività svolta, livelli di illuminamento e di comfort visivi sufficienti. I livelli medi raccomandati sono quelli indicati dalla norma UNI 12464-1. Tipo di locale, compito visivo o attività Illuminamento medio (lux) Indice di resa del colore Ra Abbagliamento UGRL Locali ad uso generale Corridoi, attività diurne 200 80 22 Corridoi, attività notturne 50 80 22 Reparti generici Illuminazione generale 100 80 19 Illuminazione notturna e di sorveglianza 5 80 - Servizi igenici 200 80 22 Locali per visita Illuminazione generale 500 90 19
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 10 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Visite e trattamenti 1000 90 19 Uffici 500 80 19 Cucina 500 22 80 Nei locali ad uso medico di gruppo 1 devono essere previste almeno due differenti sorgenti di alimentazione per alcuni degli apparecchi di illuminazione, una delle quali deve essere collegata ad una alimentazione di sicurezza. Per tutti gli altri ambienti, se richiesto dal piano di sicurezza della struttura, occorre prevedere un impianto di illuminazione di sicurezza che dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla norma UNI 1838. Detto impianto può essere indifferentemente sia di tipo centralizzato sia del tipo con apparecchi autonomi.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 11 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Prescrizioni particolari Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche L'impianto deve essere realizzato se la valutazione del rischio dovuto al fulmine, eseguita secondo le norme CEI 81-10, evidenzia che la struttura non é autoprotetta. Alimentazione di riserva Occorre predisporre un’alimentazione di riserva a cui sottendere i circuiti di alimentazione dei servizi che si ritengono essenziali per il normale funzionamento delle attività previste. Detti circuiti devono essere indipendenti dai circuiti di alimentazione dei servizi ordinari o per lo meno deve essere garantita un’idonea selettività. Alimentazione di sicurezza Nei locali ad uso medico è richiesta una alimentazione dei servizi di sicurezza che deve intervenire, in caso di mancanza di alimentazione ordinaria, per alimentare i componenti elettrici indicati nella sezione 710 della norma CEI 64-8, per una durata definita entro un tempo massimo di commutazione. Le prese a spina che siano alimentate da sorgenti differenti nello stesso locale devono essere facilmente identificabili.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 12 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Comando di emergenza In strutture particolarmente estese, e considerato il piano di emergenza, è opportuno prevedere un pulsante di sgancio generale dell’energia elettrica. Verifiche Le verifiche sugli impianti elettrici, in accordo alle prescrizioni della norma CEI 64-8/6, devono essere effettuate da persone esperte e competenti in lavori di verifica. Le verifiche si suddividono in verifiche iniziali e verifiche periodiche; queste ultime sono obbligatorie ai sensi del D.lgs 81/08, art. 86, oltre che al D.P.R. 462/01. I risultati delle verifiche devono essere registrati su appositi moduli facenti parte della documentazione necessaria per le operazioni di manutenzione. Iniziali § Esame a vista; § Verifica della continuità dei conduttori di protezione e dei collegamenti equipotenziali principali e supplementari; § Misura della resistenza di isolamento dell’impianto elettrico; § Verifica della protezione per separazione nel caso di circuiti SELV o PELV e nel caso di separazione elettrica; § protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione (verifica del funzionamento dei dispositivi di protezione a corrente differenziale / misura dell’impedenza dell’anello di guasto nel sistema TN); § Prove di polarità; § Prove di funzionamento; § Misura della resistenza dell’impianto di terra.
C ASA DI R IPOSO Ultimo aggiornamento: 15/10/2012 A cura di Gian Luca Novarina 13 / 13 Le informazioni contenute nel presente documento sono tutelate dal diritto d’autore e possono essere usate solo in conformità alle norme vigenti. In particolare Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico si riserva tutti i diritti sulla scheda e su tutti i relativi contenuti. Il materiale e i contenuti presentati nel documento sono stati attentamente vagliati e analizzati, e sono stati elaborati con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico declina qualsiasi responsabilità per errori ed omissioni eventualmente presenti nel sito. Periodiche La verifica periodica dell’impianto, prevista ai sensi del D.lgs 81/08, art. 86, segue, in linea di principio, le disposizioni date per la verifiche iniziali. La verifica deve essere effettuata allo scopo di determinare se l’impianto o sue parti, non si sia deteriorato in modo tale da non renderne sicuro l’uso. La periodicità delle verifiche è in funzione delle caratteristiche dell’impianto, dal suo uso e dalle condizioni ambientali. Inoltre, ai sensi del D.P.R. del 462/01, l’impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti, e l’eventuale impianto di terra contro le scariche atmosferiche, devono essere sottoposti a verifica periodica ogni 2 anni, a decorrere dalla data di denuncia degli stessi ai rispettivi enti incaricati. Tale verifica deve essere effettuata dall’ ASL/ARPA o da appositi organismi abilitati.