Via libera al nuovo “ponte elettrico” sullo stretto di Messina
700 milioni di euro di investimenti, 2.000 megawatt di potenza, 105 km di lunghezza, di cui 38 in cavo sottomarino (record mondiale per cavi a corrente alternata), 800 milioni di euro l’anno risparmiati per il sistema elettrico. Questi i numeri del nuovo “ponte elettrico” sullo stretto di Messina, la linea a 380 kV “Sorgente-Rizziconi”, tra Sicilia e Calabria, il cui tratto aereo ha avuto il via libera definitivo con la firma del 7 luglio scorso del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare sul decreto di autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico.
Al via quindi i cantieri dell’intervento più importante di Terna in Sicilia dove la società ha programmato investimenti per oltre 1 miliardo di euro – sui 7 previsti a livello nazionale – per ammodernare e potenziare la rete elettrica in una regione strategica.
Sono quindi partiti i lavori per la costruzione di una delle più imponenti opere per la trasmissione dell’energia elettrica mai realizzate in Italia. Il nuovo elettrodotto, la cui parte sottomarina è composta da un sistema di sei cavi che andranno a triplicare il collegamento esistente tra Sicilia e continente (che risale al 1985), sarà completato nell’arco di tre-quattro anni. Le attività di realizzazione dell’opera sono in grado di occupare 200 persone ogni giorno nei cantieri e 70 imprese fra le società di costruzione di apparecchiature elettriche, i subfornitori, e le imprese appaltatrici sia delle opere civili che di opere elettromeccaniche nonché di quelle specializzate in lavori a mare.
Dal punto di vista ambientale il nuovo collegamento “Sorgente-Rizziconi” consentirà di evitare emissioni di CO2 in atmosfera per circa 670 mila tonnellate annue e, con la razionalizzazione della rete elettrica nelle province di Messina e Reggio Calabria, verranno abbattuti circa 170 km di linee elettriche obsolete (di cui 87 nel lato siciliano e 85 in quello calabrese), riducendo in modo significativo l’impatto ambientale nei territori attraversati dalla linea. Ciò comporterà anche un recupero di materiale (acciaio, alluminio, vetro, calcestruzzo) per circa 2.500 tonnellate e di territorio per circa 264 ettari. Inoltre il progetto, che interessa 13 comuni in Sicilia e otto in Calabria, ridurrà la pressione ambientale della rete elettrica sul territorio delle Province di Messina e Reggio Calabria.