Va avanti il parco eolico da realizzare tra Gravina e Poggiorsini ma in forma "dimagrita". Per il profilo ambientale la Regione ha dato il via libera a 24 aerogeneratori rispetto alle 56 torri in tutto previste. Dopo Minervino, la Murgia è di nuovo candidata ad ospitare le pale che sfruttano il vento per realizzare energia
Dopo i dibattiti, le discussioni, i "sì" contro i "no" e dopo la realizzazione dello strumento operativo per l'energia eolica (Prie), ora stanno arrivando le istanze al vaglio dei Comuni e della Regione. Una di queste è stata presentata dall'abruzzese "Nuova energia" su scala intercomunale, tra Gravina e Poggiorsini. I Comuni hanno dato l'assenso, pur escludendo alcuni aerogeneratori. Il settore ecologia della Regione ha quindi dato parere favorevole ed ha dichiarato che l'opera non è assoggettata a valutazione di impatto ambientale (Via). Ora si apre la strada per gli altri pareri.
Pur non ricadendo nel Parco dell'Alta Murgia o in altre aree protette, il parco eolico però è stato ridimensionato di oltre la metà rispetto all'originaria previsione che aveva una superficie complessiva di 28.000 mq e di 12.280 mq di strade da realizzare e 28.300 mq di strade esistenti (a lavoro ultimato). Ciascun aerogeneratore ha un diametro di 90 metri e 500 mq di superficie occupata. Produzione complessiva prevista era di 112 Mw. Ma ben 32 "pale" hanno avuto diniego, alcune di esse proprio su richiesta dei Comuni. Quelle escluse hanno infatti interferza con la presenza di boschi ripariali e ambienti umidi o di ambienti di pseudosteppa e di macchia mediterranea oppure con l'habitat del falco grillaio. Sono stati esclusi gli aerogeneratori prossimi al bosco Difesa Grande o ai corridoi ecologici del Torrente Basentello, del Torrente Pentecchia e del biotipo "Lago Serra di Corvo". Nello specifico, dunque, il numero complessivo si è ridotto a 24, ventuno a Gravina e tre a Poggiorsini. Secondo l'istanza presentata l'indice di ventosità del sito è tale da garantire almeno 1600 ore equivalenti all'anno di energia per ogni aerogeneratore.
L'apertura all'eolico ha attirato l'attenzione delle società su questa fetta di territorio. Sono state infatti presentate altre due proposte di parchi eolici, uno a Gravina l'altro a Poggiorsini, per una sessantina di torri in tutto, che dovranno però passare al microscopio della valutazione di impatto ambientale.
Ma c'è ancora chi ribadisce la propria posizione contraria. Per l'ex sottosegretario Laura Marchetti "l'eolico è uno scempio". "Come si ricorderà avevo proposto una moratoria nazionale perché il paesaggio italiano non consente questo tipo di impianti - sottolinea -. E' una ferita inutile, si fa solo grazie al meccanismo perverso dei certificati verdi. La mia speranza è che ne siano consapevoli i cittadini, so che a Gravina ci sono state delle assemblee. I Comuni non possono vendere le loro bellezze per realizzare queste pale". "Il caso-Murgia è figlio della situazione pugliese dove si verifica una valanga di istanze a fronte dell'assenza di uno strumento di pianificazione energetica", dice Piero Castoro, del centro studi Torre di Nebbia. "Noi proponevamo la sperimentazione di un micro-eolico per il fabbisogno locale per poi valutarne i risultati", aggiunge.