Inverter e distorsione armonica negli edifici

ABB

 

Nuova norma IEC/EN 61000-3-12 in vigore dal 01 febbraio 2008.


Il problema della distorsione armonica sta diventando un tema sempre più rilevante nel dibattito internazionale relativo al risparmio energetico ed alla qualità delle fonti di energia.

Dal mese di Febbraio 2008 una nuova normativa Europea regola i livelli massimi di distorsione armonica derivati dalle apparecchiature elettriche direttamente connesse alla rete di distribuzione andando ad affiancare la già esistente IEC/EN 61000-3-2 che riguarda i dispositivi elettrici di potenza ridotta (corrente £ 16A).

La nuova norma, denominata IEC/EN 61000-3-12, riguarda tutti i dispositivi elettrici caratterizzati da una corrente compresa tra 16A e 75A per fase, cioè, i sistemi trifase con potenza compresa tra 7.5 e 37KW.

Lo standard IEC/EN 61000-3-12 (<75A) utilizza gli stessi metodi di base, il limite tipo ed i metodi di misura della normativa 61000-3-2 (<16A)

Approvata nel 2005 la normativa EN 61000-3-12 fissa limiti severi per la distorsione armonica di corrente (THD max 5° e 7° armonica) per le apparecchiature elettriche direttamente connesse alla rete pubblica di distribuzione elettrica e con assorbimento di corrente compreso fra 16A e 75A per fase (equivalenti a 7,5-37kW con carichi 400V trifase)

La norma in vigore dal 01/02/08 ha un impatto decisivo per le installazioni in ambito HVAC (condizionamento, riscaldamento, ventilazione).

Per adeguarsi efficacemente ai limiti previsti dalla nuova norma, gli inverter dovranno dotarsi di soluzioni idonee al contenimento della distorsione armonica (principalmente induttanze studiate ad hoc).

La distorsione armonica è un problema che caratterizza diverse tipologie di apparecchiature elettriche.

Genericamente, ogni dispositivo che prevede una conversione da corrente alternata (AC) a corrente continua (CC) dell'energia elettrica attraverso un sistema raddrizzatore a ponte di diodi sviluppa un potenziale problema di distorsione armonica.

Oltre a questi, comunque, anche altre apparecchiature comuni come personal computers, lampade neon, fotocopiatrici, ecc. possono introdurre questo inconveniente.

Da diverso tempo i convertitori di frequenza, comunemente chiamati “inverters” trovano largo impiego all'interno di edifici pubblici e privati nel settore HVAC (dall'inglese Heating, Ventilation, Air Conditioning), dove contribuiscono ad una significativa riduzione del consumo energetico consentendo l'adattamento della velocità dei motori elettrici (tipicamente installati su pompe e ventilatori) alle esigenze di portata, pressione e/o temperatura richieste dalle applicazioni.

Insieme al risparmio energetico, gli inverters, però, introducono un livello di distorsione armonica che condiziona la qualità della rete elettrica provocando, in alcuni casi, anomalie di funzionamento agli altri dispositivi collegati alla medesima alimentazione.

L'improvvisa attivazione di interruttori magnetotermici di protezione, l'errore di lettura di sensori, trasduttori e strumenti vari, lo sfarfallio dei monitor, il surriscaldamento degli apparecchi elettrici, sono solo alcuni dei sintomi del problema.

Sito: www.abb.com/drives

E-mail: acs.drives@it.abb.com

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